Nel momento più nero della storia recente rossonera, dopo l’ennesima sconfitta che lascia tutti senza parole, voglio andare controcorrente e cercare di trovare qualche spiraglio di speranza, quella lucina in fondo al tunnel che ci dia la forza di affrontare un nuovo rigido inverno al freddo, sui gradoni dello stadio, sempre incoraggiando la squadra.

Non voglio negare che la situazione sia disperata e che gli ultimi due anni ci avessero abituati a risultati ben diversi, rendendoci più difficile sopportare queste inqualificabili prestazioni. E nessun ritiro punitivo, che sia di 4 o 6 giorni, potrà magicamente guarire questa squadra e trasformarla in vincente. Ma di accuse e di liste di colpevoli ne abbiamo lette e sentite fin troppe e, seppur condividendo in pieno tutte le critiche che sono state fatte, mi sono chiesta: ma è davvero tutto da buttare? Il Milan è davvero alla pari di Bologna e Pescara e così inferiore rispetto alle prime in classifica? Juve e Napoli sono effettivamente a un livello superiore dei rossoneri sia per la rosa che per il gioco, ma Roma, Lazio e Inter visti finora non hanno impressionato.

La forza dei biancocelesti è il centrocampo: un centrocampo buono, non eccelso, senza togliere nulla ai vari Mauri, Candreva e Gonzales, buoni giocatori ma non fuoriclasse. Oserei dire che il centrocampo rossonero, se sistemato a dovere, non avrebbe nulla da invidiare ai romani. Un Emanuelson ai livelli attuali (protagonista di ottime prestazioni), affiancato da De Jong e, perché no, anche da Flamini relegato in panchina ormai da troppo tempo e inspiegabilmente, con Montolivo trequartista, formerebbe un buon centrocampo, non eccelso, ma in grado di ottenere buoni risultati nel campionato italiano. Un campionato che non si è dimostrato per ora di altissimo livello e un campionato in cui una squadra mediocre, con volontà e buoni giocatori, potrebbe arrivare nei primi posti.

Lo stesso discorso si potrebbe fare per Roma o Inter: credo che un attacco formato da El Shaarawy e un recuperato Pato, non sia inferiore alla coppia Milito-Palacio o Milito-Cassano. E la nostra difesa tanto instabile, criticata e mai uguale può forse definirsi migliore di quella della Roma zemaniana, che, come da tradizione, subisce tanti, troppi gol a partita. Tutto questo per dire che i giocatori per risalire dalla zona retrocessione ci sarebbero: ciò che manca è la volontà, la caparbietà, la fame di vittorie e soprattutto un sistema di gioco. Ovvero manca il lavoro dell’allenatore, incapace di fornire alla squadra un gioco in due stagioni e ora più che mai confuso, ostinato sulla permanenza in campo di alcuni giocatori palesemente fuori forma e incapace di proseguire sulla strada giusta le rare volte che per caso la imbocca.

Un esempio su tutti il caso Boateng: il ghanese non è in forma, corre (o più spesso cammina) spaesato per il campo, è inutile e a volte dannoso per il gioco della squadra. Ma Allegri si ostina a schierarlo in campo domenica dopo domenica e ultimamente sembra quasi che il centrocampista stia giocando contro il suo allenatore. La società continua a ribadire che la squadra è schierata con Allegri, ma dopo le dichiarazioni post partita di Bonera, critiche nei confronti del modulo e delle scelte del mister, inizia a formarsi qualche crepa. Nessuno riesce a spiegarsi le scelte illogiche dell’allenatore e questa confusione contribuisce a creare sfiducia e delusione. Non ci resta che augurarci che anche la società capisca ciò che ormai è chiaro a tutti e che agisca in retta, prima che sia troppo tardi e che la zona retrocessione diventi difficile da abbandonare.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog