I clamorosi errori di Allegri nella sfida contro la Lazio sono solo l’ultimo episodio della penosa saga del livornese alla guida tecnica del Milan. Lo sbaglio più grosso contro i biancocelesti è stato indubbiamente quello di rastremare la fila dei giocatori offensivi a supporto di Pazzini: un suicidio, con l’attaccante toscano assolutamente isolato ed ininfluente durante tutto il match. Lo sanno anche i muri che Pazzini, per fare quel poco che sa fare, ha bisogno di rifornimenti continui e costanti, quindi, o glieli garantisci oppure lo lasci in panchina.

Invece Allegri, terrorizzato dall’ipotesi di una sconfitta, ha preferito trincerarsi dietro al suo solito 4-3-1-2, o per essere sinceri, dietro ad un 4-3-2-1, in cerca, verosimilmente, di un pareggio fuori casa e – quando si va alla ricerca, impauriti, del segno X in trasferta, sistematicamente si perde, com’è giusto che sia.

Ma non mi voglio soffermare su queste piccolezze, su questi particolari, voglio invece squadrare per benino la figura di Allegri e del perverso rapporto che ha con lui la società Iniziamo col dire che Allegri fu preso per schierare un modulo che piacesse ad Ibra (che stava per raggiungerci), e al contempo riuscisse a gestire lo spogliatoio e le tensioni che inevitabilmente vi si accumulano in una stagione durante la quale si cerca costantemente la vittoria. Il gioco era un accessorio, un surplus che non serviva a quel Milan: solidità, dinamicità, al resto ci pensa Ibra: operazione compiuta, anche se tra mille difficoltà, il primo anno mentre nel secondo, invece, la totale mancanza di gioco e di polso del tecnico riescono a vanificare, con uno ZERO TITULI finale, la miglior stagione della carriera di Ibrahimovic.

La soluzione del RE del mercato non è, com’è ovvio che fosse, la rimozione di Allegri, ma la vendita di Ibrahimovic, aggiunto, come “gadget”, nella cessione Thiago Silva. In effetti il livello tecnico di questo allenatore, indegno persino della Lega Pro, fa il paio con l’imbecillità della dirigenza perché la coppia che comanda al Milan (Galliani-Braida) oggi, non 10 anni fa quando ancora lavoravano bene, è veramente una coppia di deficienti.

A parte il fatto che hanno dilapidato i pochi soldi a disposizione comprando una pippa come Pazzini e non, facendo un esempio a caso comprare uno dei centomila giovani e meno giovani visionati dal Milan nell’ultimo triennio. No, Cassano, che come al solito impazzisce periodicamente, decide di cambiare squadra, e la dirigenza milanista che fa? Lo accontenta, lo regala all’Inter accompagnandolo con 7 milioni per accollarsi quel cesso di Pazzini? E questi sarebbero i Re del mercato? No comment.

Poi passiamo ad analizzare il perverso meccanismo degli obiettivi-sconfitta. Ogni volta che si rinnova la fiducia ad Allegri “a prescindere dai risultati” il Milan perde. E’ successo l’anno scorso con il derby d’andata e con lo scudetto, quest’anno svariate altre volte: la squadra gioca di merda? Metà giocatori sono fuori posizione e senza un gioco od uno schema? Bene, la società in queste condizioni rinnova la fiducia al tecnico a prescindere, anche se un cretino capirebbe benissimo che questo giochino con Allegri non paga, anzi, dare un atmosfera tranquilla ed ovattata addormenta ulteriormente squadra e tecnico. Ma questa è una squadra decente? No. E’ una rosa indegna del Milan, ma potrebbe ambire al 6°/7° posto anche con un Gasperini qualsiasi. Con Allegri invece viaggiamo ad una media da retrocessione. E’ palese che questa squadra ha bisogno di una scossa psicologica, un cambio di allenatore che dona nuova linfa ad un progetto ormai stanco ed agonizzante.

Ma si sa, Allegri è il pupillo di Galliani, e la sostituzione del tecnico sarebbe un ammissione di colpa per il nostro a.d. o almeno così sembra pensarla proprio Galliani, altrimenti lo avrebbe già fatto da tempo, e non si precipiterebbe dopo ogni partita del Milan (ovvero dopo ogni sconfitta) dai giornalisti a confermare la granitica fiducia nel tecnico labronico. Insomma, non c’è una ragione al mondo per cui dobbiamo ancora sorbirci l’incompetenza di questo caciuccaro, chiamato per fare il pacificatore e l’uomo-azienda e che invece è riuscito a litigare con tutti, inimicandosi persino Nesta!

A pensarci bene anche Tassotti sarebbe di una minestrina riscaldata, ha fatto il primo allenatore durante l’interregno (estivo) tra Leonardo ed Allegri, non ha grande personalità ma, male che vada, non giungerebbe mai alle scelte assurde ed incomprensibili del livornese, male che vada quindi, si arriva settimi in attesa, ovviamente, dell’arrivo del grande amore del presidente, Guardiola, nel prossimo Giugno.

Io credo che si tratti solo di fandonie belle e buone, anche se molti vedono nell’allontanamento di Ibra la prima decisione dell’era Guardiola. Bene, se è vero come molti sperano che il catalano stia per arrivare al Milan, la nostra squadra, dovrebbe fare indigestione di campioni, e l’inizio delle danze non potrebbe non iniziare nella prossima sessione di mercato, quella invernale. Se così non fosse, ovvero se il mercato invernale risultasse come al solito scialbo e tirchio, sarà difficile fornire a Guardiola una squadra come desidera per la prossima stagione con la sola finestra estiva.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo