Siamo fermi lì, ai soliti errori, alle solite incomprensioni, alla solita mancanza di qualunque traccia di cognizione tattica e non. Il tentativo di tenere in vita il Milan di Allegri sta portando tutti i frutti che già sapevamo, senza sorprese, perché quelle son finite già da un po’. Cosa c’è più da sorprendersi?

Il mediocre sulla panca ha sfoggiato sabato un altro dei suoi colpi da maestro: buttare praticamente nel water di Milanello tutti quei piccoli progressi che si erano fatti con il passaggio al 4-2-3-1 rischierando in campo il vecchio modulo con il rombo, che secondo quella mente geniale avrebbe dovuto ridare equilibrio alla squadra. Il perché di tutto questo? Ah non chiedetelo a me, perché anche a volersi sforzare le motivazioni mi appaiono piuttosto offuscate. Forse ha voluto accontentare Nocerino per le dichiarazioni settimanali? Bè saremmo al colmo, oltre l’incomprensibile e oltre ogni più banale distinzione dei ruoli. Il “senza personalità” va contro le attitudini di tutti i giocatori in campo tornando al rombo: contro De Jong, perché il mediano da solo non lo sa fare, contro Montolivo, perché come mezz’ala rende la metà, contro El Shaarawy e contro Pazzini, perché uno preferisce l’esterno e l’altro il centro dell’area da solo. Insomma un disastro, una scelta inconcepibile, un errore madornale da aggiungere a tutti gli altri commessi fino a questo momento. E nonostante tutto è ancora lì, a ridere e scherzare come fosse primo in classifica, a dire che la squadra si è impegnata, senza sapere che lo ha fatto senza il suo aiuto.

Vogliamo poi parlare della classifica? Ok, facciamoci del male: siamo terzultimi, a pari punti con squadre che lottano per non retrocedere e con meno punti di alcune neopromosse. E la cosa che fa più senso è sentir ancora parlare incompetenti che riconducono il collasso alla squadra, ai valori in campo e alle partenze dei campioni. Balle, clamorose e colossali, perché nessuno con un minimo di senno aspetterebbe un secondo prima di affermare con decisione che il 90% della colpa la detiene l’allenatore, perché nessuna giustificazione può essere data ad una classifica del genere. Fare due goal alla Lazio ne è l’ennesima dimostrazione: con un minimo di acume tattico questa squadra sarebbe dove gli spetta, non a lottare per lo scudetto ma quantomeno a dar fastidio alle prime.

Si deve fare peggio di così per essere esonerati? No, non credo proprio, nessuno continuerebbe a puntare sulla sconfitta sicura essendone anche consapevole. Fatevi del male da soli, tenete in vita qualcosa che è già morto e sepolto da un pezzo, ma non fate finta di essere arrabbiati quando poi i risultati non arrivano. Finché siete in tempo, smettetela con questo accanimento terapeutico nei confronti del Milan di Allegri: non esiste più, o forse non è mai esistito.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.