Nonostante tutto è ancora lì, seduto su quella panchina che non si merita, davanti ad un microfono a rispondere a domande che non gli dovrebbero essere poste. Non lo chiamerò più allenatore, da oggi, né mister…perché allenatore è colui che allena, che tiene in piedi una squadra permettendo di costruire gioco e vittorie. È colui che conosce i giocatori a sua disposizione e fa di tutto per esaltare le caratteristiche, a costo di sacrificare le proprie idee. Mister è colui che riesce a tenere insieme 25 ragazzi convincendoli che bisogna sacrificarsi, correre e sudare pur di raggiungere obbiettivi importanti. Mister è colui che effettua i cambi con razionalità, che ha l’idea giusta prima ancora che questa possa venire ad altri. Avete ragione, sono tutte cose che no si addicono al signor Allegri, che potrà essere una brava persona, potrà essere tutto quello che volete…ma di calcio non ne sa assolutamente niente.

Anche nella partita di sabato ha sbagliato praticamente tutto. Ha mandato in campo undici teste che ragionavano ognuna a modo proprio, non ha creato i presupposti minimi per una partita quantomeno decente, si é ancora una volta nascosto dietro le sue non-idee sbagliando modulo, non schierando Bojan dall’inizio accanto ad El Shaarawy e Pazzini. Il colmo lo raggiunge quando toglie dal campo il faraone, che nonostante tutto, nonostante le critiche aprioristicamente decise, ieri è stato il migliore in campo… Già, toglie il migliore per far restare Emanuelson in campo per altri 10 minuti e poi toglierlo per inserire Costant. Questo signore non ha le palle di schierare tre attaccanti per paura di prendere 6 goal, non ha la capacità di cambiare modulo quando anche il più conservatore degli allenatori lo avrebbe fatto.

E no, non venitemi a parlare di rosa o delle cessioni illustri. Questi aspetti sono stati commentati, e in maniera molto esaustiva, alla fine del calcio mercato. Adesso una squadra c’è e, che ci piaccia o no, con questa bisogna lavorare. Gli altri vanno avanti per la loro strada e, nella buona e nella cattiva sorte, si guadagnano più o meno giustamente il titolo di favorita per lo scudetto: continua a vincere nonostante le sostituzioni preventive la Juve (che non bisogna fare l’errore di condannare sempre e comunque in ogni partita solo perché ladra nel DNA), così come il Napoli che vince e convince nonostante la partenza illustre di Lavezzi. La Roma perde in maniera prettamente zemaniana, ma probabilmente lo so era messo in conto ancora prima di iniziare che partite del genere sarebbero capitate durante l’arco della stagione. Nel bene o nel male vanno tutti avanti, senza troppe storie, solo grazie alla presenza di un allenatore sulla loro panchina, un vero allenatore e non uno che si appioppa questo titolo in maniera indegna. Se ne avessimo uno anche noi le cose cambierebbero, perché nella mediocrità del calcio italiano, basta un po’ di esperienza e un pizzico di follia per fare la differenza.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.