San Siro, ore 20.45. Capisci che qualcosa sta cambiando quando in conferenza stampa, prima della gara di Champions League, di fianco ad Allegri trovi Daniele Bonera. Un ottimo comprimario, che il punto più alto della sua carriera l’ha già però avuto e stiamo parlando di sei anni fa quando fu scartato in extremis ai mondiali di Germania e l’anno dopo vinse una Coppa dei campioni col Milan da assoluto comprimario. Quel Bonera oggi è uno dei senatori e partirà di fianco ad Acerbi o a Yepes in quella che, sulla carta, appare come la partita più facile di un girone Europeo che va superato, pena il fallimento della stagione.

L’Anderlecht rappresenta uno scoglio per superare innanzitutto questi problemi psicologici che attanagliano una squadra che, pur essendo composta interamente da giocatori che giocano o hanno giocato in nazionale, non credono più nei loro mezzi e sono rimasti privi dei fuoriclasse che contraddistinguevano la squadra e, ovviamente, di quelli tecnici che continuano a limitare il potenziale del gruppo. Una vittoria con una prestazione convincente potrebbe quindi far superare molti problemi mentre, viceversa, con una sconfitta diventerebbe a questo punto un delitto non esonerare l’allenatore anche solo per dar scossa alla squadra.

E’ proprio sul punto “Allenatore” che vorrei riflettere: da Capello in poi molto spesso siamo stati tacciati di non esserci mai fatti piacere quelli che si sono seduti sulla nostra panchina. La realtà è un’altra: l’allenatore al Milan non è una priorità da anni e anziché costruire un gruppo partendo dal tecnico si dà a questo un gruppo già formato. Mediocre è Allegri così come lo era Leonardo (anche se Leonardo nel 2009-10 in una situazione simile a questa terzo ci è arrivato), così come lo era Ancelotti che troppo poco ha vinto con una squadra fortissima e così come lo erano Tabarez, Zaccheroni e Terim: se si deve ripartire da zero che sia l’allenatore il “top player” sul quale costruire la squadra.

Allenatore (forse è un complimento dare questo aggettivo ad Allegri) che dovrebbe confermare Abate e Antonini sulle fasce con Ambrosini a centrocampo (Montolivo non recupera) di fianco a De Jong e Nocerino, dietro a Boateng e a Pazzini che dovrebbe far coppia con Bojan attendendo il rientro di Pato e Robinho. Inutile girarci attorno: con Thiago e Ibra (che stasera esordiranno contro la Dinamo Kiew) sarebbe stata una passeggiata: ma questo è il calcio italiano e il tempo delle perle ai porci è ormai finito dopo lo scudetto regalato lo scorso anno.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.