In fondo non si vince con gli schemi – e, se volete, la cessione di Thiago Silva e Ibra (entrambi in gol col PSG) ha costituito per lui un alibi inattaccabile. Nessuno imputerà ad Allegri il fatto che presentarsi con una sola punta nella gara casalinga contro la quarta forza del girone è al limite della vergogna. Il primo tempo del Milan è stato questo: una gara equilibrata con nove occasioni a testa poi, dopo l’intervallo, rossoneri protagonisti ma che (ancora) non riescono a trovare il gol che sblocca la partita.

Siamo in balia di un allenatore che continua a giocare credendo di avere ancora in rosa Ibrahimovic e Thiago Silva senza adattare il gioco al nuovo organico, che continua a giocare con il trequartista senza averlo in rosa e che ha giocato un primo tempo al limite dell’orripilante forse fermati dalla paura di rischiare un passaggio dato che, nel dubbio, si preferiva tornare alla difesa: meglio il secondo dove la squadra scopre che non è vietato crossare i palloni in area e che con l’entrata di El Sharaawy riesce a creare le occasioni da gol più pericolose.

E’ chiaro, poi, che se si continuano a battere gli angoli a due tocchi e le punizioni e si continuano a cercare le vie centrali invece di allargare il gioco (e avendo l’organico per farlo, leggasi Bojan oltre al faraone) alla fine le occasioni da gol diminuiscono. Sui calci piazzati rimaniamo orripilanti anche in fase difensiva con l’Anderlecht che nel primo tempo si rende pericoloso, proprio come la Samp, da calcio d’angolo – nel resto comunque buona prova della difesa con Mexes per quel poco che può valere contro il dopolavoro di Bruxelles; a centrocampo si sente la mancanza di Montolivo mentre Boateng nel ruolo di trequartista è stato il peggiore in campo, per netto distacco (ma ovviamente piuttosto che mettere il catalano si manda dentro Costant).

Piacerebbe vedere un tentativo di gioco per le prossime partite prima di un esonero che, qualora non arrivasse, supererebbe le cessioni di Ibra e Thiago negli errori della società in questa stagione: questo inizio di stagione mi sta facendo rivalutare Leonardo che, in una situazione simile, era riuscito almeno a creare bel gioco e a salvare l’annata con un terzo posto e non fa altro che confermare che i meriti del livornese nello scudetto di un anno e mezzo fa erano pari a zero, se non meno. Prospettiva girone? Tutto è aperto, anche dopo la vittoria del Malaga sul ben più favorito Zenit, ma occorre al più presto tirare fuori gioco, punti e fiducia e, di conseguenza, il reale potenziale di questa squadra: giocare al 60% come gli anni scorsi, non basterà più.

MILAN – ANDERLECHT 0-0
MILAN (4-3-2-1): Abbiati; De Sciglio, Bonera (29′ st Yepes), Mexes, Antonini; Flamini, De Jong, Nocerino; Emanuelson (33′ st Constant), Boateng (15′ st El Shaarawy); Pazzini. A disp.: Amelia, Abate, Ambrosini, Bojan. All.: Allegri
ANDERLECHT (4-4-1-1): Proto; Gillet, Wasilewski, Nuytinck, Deschacht; Bruno (33′ st Juhasz), Biglia, Kouyaté (33′ st Praet), Kljestan; Kanu (44′ st Yakovenko); Mbokani. A disp.: Kaminski, Safari, Vargas, De Sutter. All.: Van den Brom
ARBITRO: Collum (Scozia)
AMMONITI: Wasilewski, Kljestan (A); Flamini, Mexes (M)

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.