Una – rara – esultanza di Pazzini

Mi chiedo dove potremo finire. Più giù di così non si può andare. Con un tecnico che era stato preso per portare al Milan gioco offensivo e capacità di far coesistere personalità “forti”, che invece ha fallito su tutta la linea: il gioco fa pena, ed ha litigato praticamente con tutti i componenti della rosa. A partire dai più vecchi come Gattuso, che fu la longa manus del tecnico livornese nello spogliatoio nell’anno dello scudetto. Poi ci sono stati espliciti contrasti con Nesta, Pirlo, Seedorf, Mexes, Cassano, Ibrahimovic, in pratica tutti tranne le amebe come Bonera. Adesso abbiamo scambiato Cassano con Pazzini, ed i giornalisti sono tutti eccitati perché al Milan prenderà di nuovo forma la coppia Pazzini-Montolivo! Cioè qualcuno si entusiasma perché al Milan si riforma la coppia che giocava (male) in una squadretta come la Fiorentina! Avessi detto la coppia Xavi-Iniesta…

Il rendimento di Pazzini, poi, specialmente alla Fiorentina, è stato disastroso, con soli 25 gol in 108 presenze in quasi 5 stagioni. E’ un sopravvalutato, che ha vissuto la sua stagione di grazia nel 2010/2011 (la prima metà alla Samp e la seconda all’Inter) arrivando alla strabiliante cifra di 17 reti! Ok, è una prima punta, ed a noi serviva una prima punta, ma il fatto che sia un centravanti non vuol dire affatto che faccia al caso nostro solo perché incidentalmente gioca in quel ruolo. Senza contare che Pazzini la scorsa stagione ha segnato solo 5 miseri gol in 33 presenze, e noi abbiamo dato all’Inter Cassano e pure 7 milioni per prenderci questo qua! Questi sono i capolavori del re del mercato e del suo allenatore prediletto.

La verità è che non riusciamo nemmeno a trattenere i giocatori che abbiamo, altro che top player ansiosi di giocare nel prestigiosissimo Milan decurtandosi pure lo stipendio per arrivare a Milanello. Ora comprendo benissimo il desiderio di vendere Ibra: con un mercato così i suoi mal di pancia sarebbero già diventati coliche a prognosi infausta. Attualmente rimpiango i tempi di Kluivert e Ziege, se tra di voi c’è qualcuno che se li ricorda… Spero, ma sarà dura, di riuscire a finire la Serie A tra le prime 3 e di passare il girone in Champions: realisticamente arriveremo nelle prime 6 e non passeremo il girone di Champions League. Certo, da un presidente che non riesce a trascorrere più di 60 minuti allo stadio guardandosi la sua squadra senza addormentarsi, non possiamo attenderci niente di meglio.

Fortunatamente il nostro presidente si è ripreso a cena da Giannino con Traoré e Zapata: guardate i dati fisici di questi due nostri giocatori e potrete immaginare il dopocena… Scherzi a parte, il problema è proprio lui, come in passato il suo entusiasmo quasi incosciente è stato il vero propellente di tante vittorie, adesso il suo distacco annoiato è la causa della nostra decadenza. Non è che gli mancano i soldi: semplicemente, ed è palese, del calcio non gliene frega più nulla. E’ palese che i suoi gusti siano altri, e che, dopo aver dato una lezione all’Inter con lo scudetto di due anni fa adesso chieda alla società una sola cosa: che gli costi il meno possibile, in attesa di trovare investitori, cedere la società trovando un accordo che vada bene a tutti i suoi numerosi eredi.

Mi dispiace per il presidente, perché proprio lui, nel calcio come in politica ha spesso dimostrato doti degne dell’araba fenice, ma questa volta non pare proprio che abbia voglia di “scendere di nuovo in campo”. Si dice che noi milanisti non siamo piagnoni come gli interisti, e che ce la giochiamo sempre, e, anche in palese inferiorità, accettiamo sempre la sfida: e questo è verissimo. Ma accettare in silenzio questo gioco al ribasso impostato dalla società senza nemmeno proferire parola non può che essere un evidente segno di complicità con chi vuole coscientemente ridimensionare il nostro amatissimo Milan.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo