Che gran mercato, quello del Milan: abbiamo preso Drenthe a parametro zero e ceduto Mesbah in Francia, abbiamo performato lo scambio Mexes – Bendtner e con i soldi risparmiati dagli ingaggi abbiamo comprato Yanga-Mbiwa, con un ulteriore tesoretto in fresco per un colpo a Gennaio, magari proprio Pepito Rossi, per lo sprint finale in ottica scudetto! Nonostante le partenze obbligate di Thiago Silva e Ibrahimovic, la squadra non si è quasi indebolita, e siamo ancora in corsa per entrare tra le prime otto d’Europa, e, con il nuovo stadio e meno infortuni, vincere in Italia. Anche grazie ai soldi che, dopo un’attenta opera di convincimento da parte del mister, la dirigenza ha concesso magnanimamente, per arrivare al grande colpo di cui sopra!  I tifosi sono contenti e dopo l’iniziale calo, gli abbonamenti si sono mantenuti sui livelli dello scorso anno, tutto va bene, la panchina dell’allenatore è solidissima. Ma ora spegniamo Football Manager, e torniamo alla realtà.

Una realtà in cui la dirigenza non scuce più un centesimo, frutto di una inaspettata, almeno fino a pochissimi anni fa, avarizia. Ogni centesimo è buono per far cassa, l’unica strategia di mercato è continuare con gli attestati di stima a chi c’è già, come se non si fossero già seduti su recenti allori. Ogni top player, a meno che non riesca a trovare conforto tra le braccia di un membro della famiglia dirigenziale, è in vendita: in un supermarket, anzi, un discount di provincia. E’ molto verosimile, l’immagine di un Cassano abbastanza vicino alla data di scadenza, passato dagli illuminati scaffali degli ipermercati e poi rimarchiato con una sottomarca, gettato alla bella e meglio su un ripiano, ancora nel cartone. E per liberarsene, all’entrata il cartello con l’offerta speciale. Un bello sconto, di quelli che ti attraggono quando sei in giro nell’indolenza, e ti trascinano dentro. Almeno nell’intenzione di chi vuole vendere. 

Quel discount, dentro, è sporco e mal curato: ha conosciuto giorni migliori, e ora, se non ci sono offerte eccezionali, la maggior parte dei clienti se ne tiene lontano. I “prodotti in vendita” certe volte sono stantii, attaccati al cartone e allo scaffale quasi non se ne volessero venir via. Gli unici frequentatori abituali sono una sempre più ristretta cerchia di amici dei proprietari, che ancora vanno raccontando in giro di come quel minimarket sia il più pulito, luminoso ed economico della zona, e di come i prodotti siano sempre freschi. E continuano, pur venendo spesso e volentieri sbugiardati da chi sta loro intorno. Per abitudine, per lobotomia o per altre ragioni che li mantengono attaccati alla famiglia proprietaria del discount, che ha paura da tempo di fallire e di soccombere alla logica delle grandi catene. E non è nemmeno tanto convinta di voler vendere, di avere un’uscita di scena dignitosa e una serena vecchiaia.

Sì, quella che ha Silvio, in questo anche istigato dalla sua famiglia, è paura del fallimento: paura di vedere in fumo il patrimonio accumulato in più di quarant’anni di attività imprenditoriale. Molte ombre, certo, sul come, ma gli va dato atto, anche da parte di chi spesso avversa le sue posizioni: partendo da poco, ha costruito un impero. Ora, però, le fondamenta minacciano crolli, e la sentenza sul lodo Mondadori contro la Fininvest è stata per Berlusconi un fin troppo forte campanello d’allarme, forse ingiustificato. L’esperienza, infatti, ci insegna come i problemi di una società non vadano automaticamente ad inficiare le altre di un gruppo, anche in un settore storicamente poco redditizio sul piano economico come il calcio. Pensiamo ai dati negativi (e ai numerosi ed indecenti licenziamenti) della Fiat, a cui corrispondono ingenti investimenti nella Juve. Ma anche, più in piccolo, pensiamo al Catania, una delle poche società in Italia con bilanci sempre in attivo, spesso elogiata per il continuo raggiungimento dei suoi obiettivi. Il presidente Pulvirenti, però, non ha sempre avuto tanta oculatezza, e sui giornali, ultimamente, è finito a causa dell’altra sua società: la Windjet.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.