Un'altro Zaccheroni?

Sabato 06/05, ore 22:50, la frittata è già stata fatta, la partita simbolo dell’annata milanista è appena finita. Scudetto ai gobbi, sconfitta clamorosa della coppia Galliani-Allegri che vinsero a mani basse lo scorso anno, dando alla squadra delle motivazioni e Ibrahimovic. Quest’anno c’era Ibrahimovic, assenti le motivazioni e, come al solito, il gioco. A dire il vero il gioco non ce l’aveva nemmeno l’Inter, sono partiti molto bene, precisi ed aggressivi, ma dal rigore di Ibra in poi il loro gioco non è più esistito, e se un gioco ce l’hai non lo perdi prima della fine del primo tempo.

Noi il gioco non l’avevamo e l’abbiamo ampiamente dimostrato, nemmeno nella fase centrale della gara, quando il risultato pendeva dalla nostra parte, grazie al solito svedese che teneva a galla la zattera mentre gli altri dormivano profondamente.
Ma analizziamo meglio lo schieramento iniziale che al solito è una scusante per i sostenitori di Allegri, e in questo caso non può che esserlo:
Abbiati, la sua peggiore stagione, speriamo l’ultima.
Abate: la coppia che forma con Milito è inossidabile, si è mai visto poi un terzino che non sa fare un cross?
Yepes: in partenza, che motivazioni poteva avere? Bonera : mi sono accorto di lui quando l’hanno sostituito.
Nesta: idem, in partenza direzione New York.
Van Bommel: idem, direzione PSV.
Nocerino: ottimo elemento, un punto da cui ripartire.
Muntari: idem come Nocerino.
Boateng: è stato 6 mesi infortunato, sempre meno efficace, la terapia Satta non funziona.
Robinho: in partenza direzione Santos, fortunatamente.
Ibrahimovic: no comment, indescrivibile la sua forza d’animo e la sua voglia. Vedendolo giocare assieme ai compagni sembra di vedere un dado d’acciaio in mezzo ad una scarica diarroica.

Questi erano quelli in campo: secondo voi l’Inter era messa meglio? Dopo 3 tecnici ed una stagione fallimentare, con mafie, odi e capannelli nello spogliatoio? Ma non scherziamo! L’Inter era messa peggio di noi, e con tutto il rispetto Stramaccioni non può avere più esperienza di uno che ha vinto la panchina d’oro, uno scudo ed una supercoppa – ma ha instillato nella sua squadra un briciolo di motivazioni, al contrario del nostro tecnico – e non saltiamo fuori col discorso degli infortuni perché l’Inter, stasera ha avuto due infortuni, che hanno portato a due sostituzioni anche se, 3 sostituzioni obbligate per infortunio sono un record nel record della schifosa gestione atletica della coppia Galliani-Allegri.

Guardiamo adesso il resto del panorama:
Inzaghi: soldi buttati.
El Shaarawi: un player da 30 milioni lasciato a marcire in tribuna, forse è scarso, e allora perché non gli si è preferito Lamela, a 20?
Maxi Lopez: non serviva a niente, era il “gadget” natalizio per i tifosi, come indennizzo, sempre argentino, del mancato arrivo di Tevez, comunque ha voglia di lavorare ed è orgoglioso di essere con noi, potrà tornarci utile.
Aquilani: è fragile come il cristallo e si è visto, ha degli ottimi piedi, ma dopo l’infortunio non è stato più lui.
Cassano: la favola più bella dell’anno.

Ed arriviamo al capitolo più doloroso, peggio di una colica di addominale: Pato, Seedorf, Thiago Silva.
Pato: il fidanzato d’Italia è fidanzato, e questo basta a giustificare il suo stipendio, nutro dubbi sulla totale veridicità dei suoi infortuni, l’impegno che ci mette, comunque, le poche volte che gioca, è scarsissimo.
Seedorf: il giocatore più dannoso della rosa del Milan, grande padrino dello spogliatoio, oltre a giocare di merda, si è sentito oltraggiato dalle scelte di Allegri, e non c’ha pensato due volte a fomentare un casino all’interno dello spogliatoio nel momento più cruciale della stagione, grazie Clarence, di cuore. Per fortuna vengono a liberarti da tutta questa ingratitudine, e finalmente potrai essere titolare in un club adatto alla tua immensa classe: il Botafogo.
Thiago Silva: ci eravamo dimenticati che il nostro figlio prediletto era brasiliano, ce lo ha ricordato lui. Si è infortunato molto tempo fa, adesso è guarito, è pronto, ma non vuole giocare perché ha paura di rompersi in vista delle Olimpiadi.

Questo ci fa capire che lo spogliatoio del Milan è totalmente fuori controllo, e Galliani ed Allegri, non se li caga nessuno.
Il capro espiatorio in questo caso è Mexes, che dopo gli episodi di Firenze e ancora prima, Barcellona è stato mandato in tribuna, come monito per gli altri. Gli altri non hanno seguito il monito, e noi abbiamo giocato con Yepes difensore centrale.
Basta questo per dare un alibi ad Allegri? NO.
Ed è proprio Ibrahimovic a condannarlo: avere una rosa di caratura infima ma con Ibra dentro vuol dire avere quella più competitiva. Vince(va) scudetti da 8 anni consecutivi, da solo o con la squadra più forte: conta poco, Zlatan, e tanta voglia di vincere bastano per conquistare il campionato. Se ce lo avessero avuto squadre come Lazio, Udinese o Napoli, per non parlare della Juventus, avrebbero vinto tutto a mani basse.

Qui sta la colpa di Allegri: aver dato zero motivazioni a questa squadra, che, quando adeguatamente stimolata dall’importanza della competizione, ha saputo dare delle prove di forza incredibili. Negli scontri col Barcellona e con l’Arsenal vedevamo un Milan totalmente diverso da quello della Serie A, perché? Perché la Serie A quest’anno non fregava a nessuno: lo scudetto ci spettava di diritto, e noi cercavamo soddisfazioni in Champions, un palco adeguato alla nostra classe. Finendo presi a calci in culo sia in coppa sia in campionato.

Un ulteriore prova di questa tesi è che, accanto alle ottime prove contro Barcellona ed Arsenal, di Champions, nella stessa stagione, siamo stati in grado di vincere una sola partita sulle 12 disputate con le prime 6 della Serie A, poi 5 sconfitte e 4 pareggi. Che prova volete ancora?

Ci siamo dimostrati una squadra appagata e con la pancia piena, piena dell’alcool di Roma (che ci ha fatto perdere pure la semifinale di Coppa Italia dello scorso anno) e degli stupidi moonwalk di Boateng. Allegri è un allenatore così, lascia il tempo che trova, se trova la squadra motivata, bene, altrimenti non riesce ad aggiungerci niente, anzi spesso riesce a sottrarre, come all’andata contro la Juve in campionato, quando ha iniziato a fare sostituzioni a cazzo fintanto che non l’abbiamo persa; e l’incommentabile schieramento di Londra al ritorno con l’Arsenal, partita che ci ha davvero tagliato le gambe, a livello di autostima, pure in coppa.

Berlusconi per peggiorare le cose, ci mette pure del suo, annunciando, o facendo annunciare ai suoi sottoposti l’imminente arrivo di Guardiola, o di Capello, facendo perdere immediatamente ad Allegri quel briciolo di autorità che gli rimaneva. Tranne fare una rapida retromarcia appena letto il preventivo dei procuratori dei suddetti tecnici. Se, come tutti noi non è soddisfatto del gioco, assuma un allenatore capace ed esperto, ma se non può farlo taccia, e lasci lavorare Allegri in pace. Oppure entrando a gamba tesa nell’affare Tevez: senza dubbio quel Giovedì è stato il punto più basso della stagione, dove oltre allo scudetto abbiamo perso pure la faccia; il pomeriggio in cui potevamo trasformarci di nuovo in un grande Milan con l’arrivo di un grandissimo campione, abbiamo fatto invece una colossale figura di merda solo per garantire scopate sicure alla figlia del padrone. E questo non posso accettarlo.

Galliani invece ha davvero toccato il fondo: attua una politica societaria molto discutibile, fatta di rinnovi costosissimi a giocatori strafiniti, contratti lunghissimi ed onerosissimi a dei parametri zero di dubbio valore, ed autorità ed autorevolezza in Lega sottozero. I Ladri si sono presi tutti gli arbitri ed hanno modellato a loro piacimento il calendario senza che nessuno dicesse niente. Ah no – c’è sempre la pagliacciata durante l’intervallo di Juventus-Milan cercando quasi lo scontro fisico con Conte, un uscita che quasi gli faceva saltare le coronarie: siamo a livelli di sceneggiata napoletana, sbeffeggiati in casa, e all’estero dalla UEFA nei sorteggi.
D’altra parte come può un dirigente che non ha nemmeno la fiducia del suo presidente pretendere rispetto dalla Lega o da Platini? E’ evidente che Galliani ha fatto il suo tempo. Allora perché esonerare solo Allegri? Io chiedo un cambiamento di quasi tutta la società, intendiamoci, ma in questi momenti bisogna essere lucidi e pragmatici. Altrimenti saremmo dell’Inter e non milanisti. Berlusconi e Galliani non li possiamo sostituire, allora chiediamo a gran voce di sostituire (almeno) Allegri e tutto lo staff che cura la preparazione atletica. Si chiede il massimo per ottenere il minimo.

Ibra: mi dispiace aver gettato nel cesso la sua miglior stagione di sempre, 29 gol, decine di assist che rimarranno per sempre nei nostri occhi e nei nostri cuori. Come nei nostri cuori c’è, e non potrà andarsene, Andrea Pirlo, cui sportivamente dobbiamo fare i complimenti per lo scudetto. L’anno scorso, e non solo, giocava di merda, le sue motivazioni col Milan erano da tempo ridotte al lumicino, la nostra squadra cercava mediani e lui un contratto triennale. Ha ringraziato tutti ed ha tolto il disturbo. Senza ricatti o giornalate. Grazie Andrea per quel gesto, non ci servivi più e te ne sei andato, in punta di piedi, senza sbattere la porta. A me come giocatore sembravi ormai inutile, e forse lo eri; ma posso dirti che se gli altri mostri sacri dello spogliatoio invece di stare a fare i padrini avessero seguito prima il tuo esempio di professionalità, anche quest’anno lo scudetto sarebbe stato nostro. Pirlo o non Pirlo.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo