Che dire, ora che tutto è andato bellamente a puttane, in una stagione dove l’unica nota lieta è la qualificazione diretta alla Champions del prossimo anno, senza l’ostacolo estivo dei preliminari?
Le parole sprecate sono state tante.
Da parte mia ci sono state spesso parole di elogio nei confronti del tecnico di Livorno, nei momenti in cui la sua mano è stata decisiva per qualche grandissima impresa … anche se, sarà un caso, ora come ora non ne ho memoria.

L’unica cosa che mi viene in mente, ora come ora, è un film di Spike Lee: la 25° ora.
L’unica cosa che mi viene in mente è il monologo di Edward Norton, un interminabile sfogo contro i lati negativi, dal suo punto di vista, della società americana. Lo stesso gioco può essere applicato alla situazione rossonera ora.

Ho pensato: perché no. Fanculo.

Fanculo ad una squadra che non ha un gioco, che non ha uno schema decente e che si basa esclusivamente sulla figata del giocatore sano di turno.

Fanculo ad un portiere che deve giocare sempre e comunque, anche quando è sul ciglio del baratro a livello fisico, dove ogni movimento è a rischio strappo o stiramento.

Fanculo ai centrali che giocano terzini, fanculo ai terzini che giocano trequartisti, fanculo ai centrali scarsi che si credono fenomeni, fanculo ai mediani cinquantenni che non reggono il passo neanche contro un avversario nemmeno troppo giovane, fanculo ai rigori regalati, fanculo ai palloni donati al Pallone d’Oro di turno, fanculo agli arbitri che non vedono un pallone dentro la porta di un metro, fanculo ai guardialinee che si chiamano Romagnoli, fanculo alle riserve dei trentenni titolari che hanno 20 anni più dei titolari stessi, fanculo ai rinnovi ventennali ad ex-giocatori da 10 anni.

Fanculo ad un allenatore che non è capace di allenare la propria squadra, che non ha i coglioni / non ha il coraggio / non ha la stoffa / non capisce / non sa che si può cambiare Ibra quando non è in forma (non è assolutamente il caso di domenica, però), che non sa che può far giocare quel cazzo di argentino finto biondo con la moglie patata.

Fanculo ai ventenni in tribuna, fanculo ai terzini destri proprio bravi come De Sciglio lasciati in primavera quando tu ansimi in attesa della luce del Supremo in quel di Barcellona con il nonno di Zambrotta.

Fanculo alla mossa geniale di andare a perdere in casa con la Juve all’andata, per poi, quando la partita di ritorno può andare bene, cambi El Shaarawy per mettere Inzaghi che ha i polmoni a Milano Marittima e non ha preso il Ventalin.

Fanculo alle sconfitte in casa con una squadra di Serie C in maglia coloro onoranza funebre, fanculo ai pareggi raggiunti all’ultimo secondo in casa contro il Bologna, fanculo a due Derby persi contro uno delle Inter più scarse degli ultimi anni, fanculo agli scontro diretti a malapena pareggiati ma quasi sempre persi.

Fanculo agli scarsi africani di 27 anni a malapena titolari in una squadra francese non di prima fascia, fanculo all’idea di lasciare in panca Aquilani “perché poi devo riscattarlo” e così fai giocare Muntari titolare, e fanculo all’idea di dover vedere Muntari nel Milan e fanculo ad un centrocampo formato da 3 mediani e non un’idea che sia un’idea.

Fanculo agli scudetti rubati, fanculo agli scudetti di cartone, fanculo all’UEFA che si sta ancora leccando le ferite per non avere una spagnola in finale a Monaco, fanculo alla sfiga nera che ci ha tolto Cassano e ce l’ha ridato ora che è troppo tardi, fanculo a chi non ha voluto dare via Pato perché è defunto e fanculo a chi ha voluto dare via Pato perché lo puoi ancora recuperare.

Abbiate pazienza.
L’unica cosa che mi sia venuta in mente è la parola fanculo, e la parola fanculo va santificata come si deve.

Posted by zeussemper

Editorialista rossonero e programmatore web