E’ finito ieri il nostro campionato, a meno di suicidi clamorosi in casa juventina. Sta volgendo al termine nel peggiore dei modi, come nessuno di noi avrebbe voluto vedere o commentare. Undici giocatori esanimi che si trascinano per il campo in cerca di una meta non precisata, guidati da un allenatore che forse non sa nemmeno lui perché è ancora seduto su quella panchina così importante. C’è poco, veramente poco da essere orgogliosi di una squadra del genere.

Finisce qui un sogno iniziato a inizio stagione, quando era palese a tutti la nostra superiorità nella rosa, che ci avrebbe dovuto garantire tante soluzioni di qualità e quantità. Così non è stato, perché tra i maggiori responsabili della brutta stagione c’è sicuramente il settore dei medici e fisioterapisti. Avere sempre e costantemente quasi una formazione titolare indisponibile non ha giovato alla nostra causa, costringendo a volte a scelte di ripiego per mettere in campo una formazione decente. Il danno maggiore però, potrebbe essere stato quello di non avere a disposizione quest’anno Antonio Cassano. Il talento barese era in uno stato di forma straordinaria quando anche la sfortuna ha deciso di accanirsi su di lui, costringendolo ad una lunga assenza forzata. Ci avrebbe dato sicuramente molto Fantantonio, basti vedere quello che è riuscito a fare nei venti minuti della gara di ieri; Ibra con lui affianco sembra più forte, meno solista e molto più produttivo e spettacolare. E’ uno dei grandi rimpianti di quest’anno, ma in questo caso non ce la si può prendere con nessuno. La cosa importante è che sia finita qui, per Antonio, la sofferenza, l’allontanamento forzato dal campo, ed è forse il “finisce qui” più bello.

Finisce qui probabilmente anche l’avventura di Massimiliano Allegri sulla nostra panchina, o quantomeno lo spero. Il tecnico porta avanti limiti incolmabili, si ostina a fare scelte incomprensibili, non dando alla squadra quel minimo di ordine che sarebbe bastato per vincere a mani basse questo scudetto. Tante le sue colpe, molte anche gravi: le ultime ieri, quando manda in campo Van Bommel pur sapendo che la sua condizione è precaria, schiera un centrocampo di mediani come se dovessimo affrontare il Barcellona e difenderci con i denti, manda in tribuna El Sharaawy e gli preferisce Seedorf che non si degna di scendere in campo in modo decente da ormai due anni. Troppi errori, che sarebbero perdonabili se almeno li riconoscesse; ma purtroppo non è così e, come si dice, perseverare è diabolico, e lui lo fa da inizio stagione. Se a questo aggiungi anche l’inserimento di Emanuelson come terzino solo all’80’, quando quello doveva essere il suo posto fin dall’inizio della gara vista la necessità di correre e far goal, e quello di Aquilani che quando entra a gara in corsa fa ancora peggio di quando parte titolare, il quadro diventa devastante. Non so personalmente se ci sono ancora persone che lo difendono in modo convinto, ma spero che anche i più ostinati, anche i più ottimisti, si siano finalmente illuminati capendo che in panchina non abbiamo un allenatore degno di tale nome.

Finisce qui dunque, con ogni probabilità, questo campionato, ma forse è meglio così. E’ la mia tesi personale, di cui mi sto convincendo sempre più giorno per giorno. Questo scudetto è meglio perderlo che vincerlo. Perché ci saranno anche gravissime responsabilità arbitrali, ci sarà anche la malafede dei dirigenti della seconda di Torino, ci sarà tutto quello che volete, ma io non vedo come il Milan che è sceso in campo quest’anno possa essere definito superiore alla Juve. Non sulla carta, dove il più abile a giocare è Dente-amaro Moratti, che vinceva gli scudetti sulla carta ancor prima di giocarli comprando campioni qua e là, ma sul campo. Gli scudetti vanno conquistati sul campo e il campo quest’anno ha detto poco, pochissimo di buono. Se il massimo che sappiamo produrre è disporci in cerchio attorno all’area di rigore cercando la giocata di Ibra o Robinho, se non riusciamo a correre come si deve nemmeno dopo due settimane di riposo, bè io credo che sia meglio che finisca così. Potrebbe essere solo un nuovo inizio, una nuova strada, magari anche una semplice complanare; ma l’importante è abbandonare la strada vecchia per la nuova, perché sappiamo quello che lasciamo e quello che troveremo sarà sicuramente meglio. È meglio per tutti, ma in primis per il Milan, che finisca qui, in questo modo.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.