Non ci credevo prima di giocarla e non ci credevo ancora di più alla fine del primo tempo. L’immagine della nostra stagione sembrava essere quel primo tempo dove demotivati ci andava bene anche essere sotto 1-0. Maignan stava facendo miracoli, l’Inter aveva letto benissimo la partita – ci aveva lasciato il pallone tenendosi alto per poi ripartire sulle nostre palle perse dove aveva creato e molto. Il gol preso su calcio d’angolo al limite del dilettantesco sembrava essere già quello del KO. C’è invece stato il secondo tempo ed il secondo tempo ha ribaltato tutto.

Nella ripresa sono successe due cose: la prima è che l’Inter è calata ed è calata in maniera importante e inaspettata e la seconda è che noi siamo riusciti a crescere coi cambi. Il cambio che la svolta è quello di Brahim Diaz che a dire la verità aveva giocato bene anche le ultime ma non è partito dall’inizio per un Kessie sempre più pessimo e sempre meno professionale (e si, il fatto che sia tornato 6 giorni dopo l’eliminazione, conta).

Giroud è riuscito a fare quello che non ha fatto con la Juve: trasformare i palloni in gol. Oggi qualche palla gli è arrivata, non molte in più, ma il secondo gol è letteralmente un capolavoro da centravanti vero. L’Inter aveva probabilmente pensato che difficilmente gli avremmo segnato visto il primo tempo e si è limitata ad andare in controllo con 4 dietro fino al gol che gli ha totalmente scombussolato i piani.

L’Inter non è quella dello scorso anno e con Conte una partita così non la avrebbe mai persa. Restano i favoriti per il titolo per grazia ricevuta da Serra e dal nostro non mercato e la sensazione che veramente questo poteva essere l’anno per vincere qualcosa. Sarebbe anche ora di smetterla di dipingerli come il Real Madrid – se avessero avuto i nostri problemi covid/infortuni ora si parlerebbe di ben altra partita e rispetto allo scorso anno, soprattutto, sia all’andata che al ritorno i cambi hanno fatto la differenza a nostro favore.

Continuiamo quindi a guardare la distanza dal quinto posto che quindi rimane per fortuna dopo questa partita con una partita in meno a fine campionato e la guardiamo sperando che l’assenza di Theo Hernandez non diventi determinante nella prossima partita contro la Sampdoria. Domenica alle 12.30 sarà un’altra battaglia da non affrontare a cuor leggero come contro il Sassuolo dopo aver vinto a Madrid.

P.s. un saluto ad hakan ciapanoglu, oggi la partita l’ha decisa anche il suo sostituto al Milan.

INTER: Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni (dall’82’ Darmian); Dumfries, Barella, Brozovic (dall’82’ Vecino), Calhanoglu (dal 73? Vidal), Perisic (dal 70? Dimarco); Dzeko, Lautaro (dal 70? Sanchez). All. Simone Inzaghi.

MILAN: Maignan; Calabria, Kalulu, Romagnoli, Hernandez; Tonali, Bennacer (dall’80’ Krunic); Saelemaekers (dal 46? Messias), Kessie (dal 58? Diaz), Leao; Giroud. All. Stefano Pioli.

ARBITRO: Guida.

AMMONITI: Romagnoli (M), Calhanoglu (I), Diaz (M), Bennacer (M), Skriniar (I), Krunic (M).

ESPULSO: Theo Hernandez (M) per grave fallo di gioco.

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.