Quarta partita della nuova società, quarta partita senza vittoria. La Roma che nelle ultime gare è stata fermata da cani e porci viene rivitalizzata a San Siro da un Milan che è completamente in vacanza. A questo ci aggiungiamo l’ennesima formazione sbagliata, l’ennesimo 4-3-3 nella ricerca di un contropiede che ormai non si trova più, sia perché siamo diventati prevedibili, sia perché gli altri segnano per primi. Ma noi continuiamo a perseverare forte di una squadra che negli ultimi tempi ha vinto contro un Palermo che prende schiaffi a destra e a sinistra ed un Genoa nel periodo in cui aveva smesso di giocare considerandosi già salvo.

Ci può stare perdere contro la Roma. Non ci può stare entrare in campo così male, essere distrutti tatticamente, non superare mai la metà campo nel primo tempo. Non ci può stare farlo perché si rinuncia a prescindere ad un interditore a centrocampo, si vuol giocare palla a terra per una punta (tenendo fuori l’unica di dimensione internazionale, piaccia o no ai tifosi). Il resto è l’ennesima squadra senza grinta con le valigie in mano letteralmente sfuggita di mano all’ennesimo allenatore inadeguato.

La cosa che fa veramente incazzare e dà poche speranze per il futuro è leggere i nomi sul mercato: Musacchio non è più forte di Paletta, Kessie mi sembra anche buono ma per ora ha fatto una stagione buona con Gasperini esattamente come Bertolacci, Duncan non lo commento per pudore. Non c’è quel giocatore alla “Morata” che come fu per Ibrahimovic l’anno dello scudetto ti mette in riga lo spogliatoio, ti fa vendere maglie, ti carica l’ambiente e ti placa i tifosi. La mia grossa paura ed il grosso rischio è che vengano per l’ennesima volta inghiottiti da una squadra dove chi rimane fa male e chi va via (Torres, Matri, Niang e Suso a Genova, Acerbi, per dirne un po’ a caso) si rilancia.

Gli infortuni non possono essere un alibi per questo crollo verticale di rendimento. Lo sono fino ad un certo punto ma intestardirsi sullo stesso modulo nonostante questi ultimi è un grave errore che persino Allegri alla Juventus non fa e che persino Mihajlovic l’anno scorso nella delusione totale non aveva fatto. L’altro è rinunciare al centravanti e continuare coi piccoletti in un torneo dove gli Dzeko, i Belotti, i Mandzukic, gli Immobile sono dominanti. Purtroppo se si continuerà questa via l’anno prossimo cambiando mezzi giocatori con mezzi giocatori più buoni, forse, solo sulla carta invece di valorizzare ciò che si ha in casa (a proposito, dov’è finito Locatelli?).

Sono incazzato nero perché che arriviamo sesti, settimi, quinti, ottavi o noni a questo punto poco importa: questo finale di stagione è l’ennesimo finale di una stagione buttata su cui alla fine non si è costruito niente. Sto seriamente prendendo in considerazione l’idea di prendermi quell’anno sabbatico che mi ero ripromesso in caso di arrivo di Montella perché un’altra stagione così tra la pochezza tattica in campo e l’idiozia di tifosi che non sanno vedere oltre il proprio dito io ed i miei nervi non la reggono più. Sono arrivato al punto di sperare che finisca presto la stagione solo per non doverli più vedere per un paio di mesi. Non c’è futuro in una squadra in cui qualsiasi giocatore di medio livello peggiora. Ad oggi il Milan di quest’anno è il Milan dell’anno scorso se avesse vinto la finale di coppa italia: un rigore contro un gol subito al supplementare.

A livello di classifica ringraziamo il Genoa che ci ferma l’Inter e ci permette di uscire davanti a tutte dopo lo scontro con la Roma. Vittorie di Pirro perché penso che la Fiorentina alla fine riuscirà a passare avanti a tutti ma – come ho già detto – come finirà non mi importa, anche il sesto posto è un fallimento. Tutti a lavorare: i giocatori, l’allenatore, i tifosi che gongolano perché possono gridare alla rosa scarsa e spacciano Musacchio e Duncan per top players e chi ci banchetta sopra. Io francamente ne ho le palle piene di questa situazione e non vedo l’ora che finisca la stagione per godermi l’estate.

Spero che quei mercenari lautamente pagati possano provare un po’ di vergogna per come sono scesi in campo nelle ultime quattro partite perché francamente, come nelle ultime tre partite, la voglia stasera era di fare altro invece che guardare la partita.

Milan-Roma 1-4: tabellino
MARCATORI: pt 8? Dzeko, 28? Dzeko, st 31? Pasalic, 33? El Shaarawy, 42? De Rossi rig.
MILAN (4-3-3) – Donnarumma; De Sciglio, Zapata, Paletta, Vangioni (24? st Ocampos); Pasalic, Sosa (43? st Gomez), Mati Fernandez (1? st Bertolacci); Suso, Lapadula, Deulofeu. In panchina: Storari, Plizzari, Gabbia, Calabria, Locatelli, Montolivo, Honda, Bacca, Cutrone. Allenatore: Vincenzo Montella
ROMA (4-2-3-1) – Szczesny; Emerson, Manolas, Fazio, Juan Jesus; De Rossi, Paredes; Salah, Nainggolan (27? st Grenier), Perotti (14? st El Shaarawy); Dzeko (39? st Bruno Peres). In panchina: Alisson, Lobont, Vermaelen, Juan Jesus, Mario Rui, Gerson, Totti. Allenatore: Luciano Spalletti
NOTE: ammoniti Vangioni, Lapadula, Bertolacci, Manolas; espulso Paletta per gioco falloso
ARBITRO: Nicola Rizzoli di Bologna

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

12 Comments

  1. Lo avevo capito appena saputa la formazione. Qui bisogna capire a che gioco giochiamo. Inter e Milan stanno facendo di tutto per non andare in serie B. Capisco, e sono anche d’accordo. Ma non ci sarebbe un modo meno patetico per rinunciare a questa cazzo di inutile e dannosa coppetta del nonno? Per noi tifosi e’ dura capire e sopportare prestazioni cosi’ deludenti e irritanti. Allora facciamo giocare i nostri giovani, almeno vediamo come sono. Cutrone, ad esempio. Oppure qualcuno teme che possa segnare qualche gol inopportuno ? Ah, certo con Lapadula il rischio non si corre. Eppoi basta mettere insieme Sosa e Mati e …..0-2 , pronti….via !

    1. per fair play non puoi schierare la primavera ma devi garantire sempre la migliore formazione altrimenti rischi pure la squalifica 🙂
      considera che san siro di questi tempi non perdona nulla, secondo me anche risparmiare locatelli da queste figuracce è un atto di protezione nei confronti del ragazzo

  2. Non mi era mai capitato finora, ma stavolta sul commento di Diavolo non metto penna. Si è salvato (eccome!) il solo Donnarumma con un De Sciglio accettabile, ma solo nel secondo tempo. Su Montella non spendo più parole, bastano quelle, fino troppo sagge, di Vittorio. Sabato prossimo andrò a cena con degli amici e di Atalanta-Milan mi basterà la sintesi televisiva, perché non ho proprio più voglia di essere preso per i fondelli.

  3. Milanforever
    Milanforever 8 Maggio 2017 at 01:29

    Sono stato fin troppo facile, facilissimo, profeta questa mattina, in risposta a Vittorio “Dici? Io ho l’impressione che molti siano già con la testa in vacanza. Tra quelli che sanno già che a fine prestito tornano a casa, quelli che sanno già che non saranno confermati e quelli che si guardano in giro…
    Questa sera comunque mi aspetto anch’io una prova di orgoglio di fronte a quella che comunque non è una squadretta.”
    Mi aspettavo almeno l’orgoglio… illuso.

    Siamo in sintonia anche con Diavolo. Di più non si può vedendo questo squallore.
    Però sbagliamo una cosa importante. Tutti. Almeno noi, qui. Pensiamo di commentare una squadra che si chiama Milan, ma che non è più il MILAN, almeno da 12 anni.
    DODICI. Si, non ho sbagliato. L’ultimo vero Milan, grande Milan, è quello della tremenda finale di Istanbul. Una sorta di fine traumatica.
    Dopo quello sono rimasti dei surrogati di quel Milan. E’ rimasta l’anima, lo spirito, alcuni grandi, immortali campioni, ma il vero Milan è morto con quella finale maledetta.
    Ci sono voluti dodici anni per arrivare a questa roba qui, che non somiglia neppure a quella roba che un lontano giorno del febbraio 1986 Berlusconi comprò nelle aule di un Tribunale.
    Allora almeno c’era un sorta di zoccolo duro. C’era un Baresi che aveva rifiutato le sirene alettanti e perverse di quei maledetti in strisce da galera per farsi due, dico due, anni in serie B. C’erano alcuni giovani e meno giovani che avevano nella testa e nel cuore l’appartenenza ad una maglia. Oggi chi ci resta? Ce n’è uno solo: Gigio. Un piccolo grande uomo che sarebbe il più grande baluardo al quale aggrapparci per risollevarci e provare a tornare quello che una volta eravamo.
    Ma questi sono sogni, leggende, sogni epici che non hanno più nessun riscontro con la realtà.
    Smettiamo di scagliarci contro il povero allenatore di turno. Abbiamo incominciato (perché lo abbiamo fatto, anche se si cerca di dimenticare) a scagliarci contro Carletto, poi è toccato a Leonardo (l’infame), la capra Allegri, il destabilizzatore Seedorf, l’incompetente Pippo, l’intruso Mihajlovic, il brocco Brocchi, il debole Montella. Li avete contati? Sono otto. Sono otto poveri capri espiatori che si sono beccati insulti e improperi perché non avevano una squadra adeguata. Anche la capra che non aveva una squadra, ma aveva trovato un uomo che gli aveva fatto vincere da solo un campionato e una supercoppa.

    Riusciremo a ritrovare negli anni in nostro Milan? Per lo meno un Milan che abbia la coscienza e la dignità di sapere cosa rappresenta? Dicevo, che il più giovane grande uomo è il seme, il germoglio che ha in se il dna della nobile squadra fondata 118 anni fa da un commerciante tessile inglese. In altri tempi forse potrebbe sentire dentro di se la responsabilità, la grande responsabilità del suo ruolo… ma oggi comandano i pizzaioli… oggi comanda il dio denaro… oggi comandano le televisioni…

    Sono pessimista questa sera, lo so… non mi capitava da un po’… il 1-4 è stato come cadere dal quarto piano quando non te l’aspetti. Normalmente si muore. Se non muori, risollevarsi è tanto, tanto dura.

    1. Non nominiamo Farina, per favore. Con tutti i debiti lasciati si faceva la fine del Parma. Allenatori capri espiatori? È questo che ci ha rovinato… I giocatori del Milan quando lasciano il Milan (Balotelli, Boateng, Matri, Astori, Torres, El Shaarawy, Saponara e potrei andare avanti) fanno spesso bene altrove. Gli allenatori, invece, no!

      1. Purtroppo uno si. Purtroppo.

    2. …….illuso……
      Pure io.

  4. …partecipa alla discussione….mi invita il sito. Partecipo, si, allo scoramento di tutti noi. Questa volta senza distinguo alcuno. Non avrebbe senso.Si sono giocato il posto oppure soltanto, SOLTANTO, la stima e l’affetto dei tifosi ? Non parlo solo di QUESTA singola partita, parlo di uno sbracamento generale da molte settimane. Metteremo, forse, il,soggetto giusto al posto del generico… Si sono….quando capiremo, forse, meglio. Milanforever ha rievocato un fatto molto importante. Negli ultimi anni abbiamo avuto solo un vero Leader : Zlatan Ibrahimovic. Allora, visto che tutto va resettato, ma proprio tutto, pigliamo Ibra e diamogli la squadra in mano. Giocatore appena puo’, capitano, allenatore. Prenda chi vuole, scacci a calci in culo chi crede, tiri ceffoni a chi gli piace. Pensavo, prima, a Capello ma mi ricredo per l’eta’. Ibra ci vuole. Ascoltate cinesi.

  5. Secondo me gli allenatori (Carletto, Allegri) hanno fatto bene anche lontano dal Milan,gli altri, a parte Seedorf a cui non è stata data la possibilità, non rientrano nella categoria Allenatori.

  6. Voglio credere che questo Milan delle ulitme partite non sia la stessa squadra che ci ha visti protagonisti nella prima parte della stagione. Voglio pensare che sia solo una questione mentale, e che le tante voci di mercato stiano semplicmente destabilizzando i giocatori. Voglio pensare che il 6° posto non sia realmente un obbiettivo. Voglio pensare che sia una stagione semplicmente di transizione (come doveva essere) e che ha messo fortunamente in luce qualche buon giocatore su cui ricostruire. Voglio pensare che il vero Milan sarà quello dell’anno prossimo, che vuole essere determinato a piazzarsi tra le prime quattro posizione per rientrare nell’europa che conta. Quindi vi suggerisco di spegnere le speranze, eliminare ogni notizia di maggio e rivederci a partire da giugno con gli aggiornamenti di mercato e le prime uscite di luglio per vedere i nuovi volti indossare la maglia rossonera.
    Arrivederci a giugno

    1. Milanforever
      Milanforever 8 Maggio 2017 at 12:34

      Conosci il detto vero? Chi vive sperando, muore….
      Scherzi a parte è da tempo che ho la convinzione che il sesto posto non lo vogliano entrambe le milanesi (a luglio sono in cina con annesso derby), però penso anche quello che ho “vomitato” nella delusione di ieri sera. C’è poco poco da salvare, soprattutto a livello umano e personale. Qui ci vuole qualcuno che abbia dentro di se l’appartenenza a quella maglia. Che si accolli la responsabilità di prendersi sulle spalle l’onere di tramandare il senso di essere rossoneri. Io lo vedo per tanti motivi in Gigio. Altri? Non so.
      Stessa cosa nella dirigenza. Un o a due campioni del grande Milan sarebbero, non utili, ma forse indispensabili.

  7. Voglio credere anche io come yanluke e, mi sembra, sia opinione comune a tutti noi. Non me la sento di disinteressarmi alle partite e soffriro’ sapendo di essere preso in giro. Pazienza!

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