E così ce l’abbiamo fatta. Il Milan va a Roma e va a giocarsi il 29° trofeo dell’era Berlusconi con la Juventus e ci va superando praticamente senza fatica l’Alessandria. Lo fa con una doppietta di Menez e lo fa con una partita che sostanzialmente dura 45 minuti dove il Milan prima parte male e soffre anche per merito di un’Alessandria che prova a trovare subito il gol per intimorire l’avversario psicologicamente. I grigi però si schiacciano troppo e riusciamo a concludere addirittura in contropiede dopo che Honda si divora un’occasione davanti al portiere. E’ proprio il giapponese, però, a trovare bene Menez che non deve fare altro che ripetere ciò che ha fatto tanto e bene nella scorsa stagione.

L’Alessandria prova una timida reazione ma viene punita immediatamente da un altro gol su calcio piazzato, stavolta di Romagnoli, che coglie l’occasione per sbloccarsi con la maglia rossonera. Da lì in poi il Milan gioca libero mentalmente – andando a dilagare – mentre l’Alessandria si chiude rendendosi anche pericolosa ma non riuscendo mai a trovare la via del gol. Il Milan risulta in alcuni tratti anche sprecone (clamorosa l’occasione nel finale per Bacca) ma sostanzialmente nel secondo tempo si gioca il più classico dei garbage time dove ha poco significato ciò che si è visto in campo. Aveva significato solo per Mario Balotelli che gioca malissimo ma trova il gol nel finale – continuo comunque a pensare che preferirlo a Luiz Adriano sia un grave errore tecnico.

Guardiamo il risultato – ed il risultato dice che indiscutibilmente il Milan ha fatto ciò che doveva fare e andrà a giocarsi il 21 maggio il 29° trofeo dell’Era Berlusconi con buone possibilità di giocarsene un altro a Pechino pochi mesi dopo. Vuol dire che il Milan ha un gruppo ed una buona squadra perché la squadra che arriva in finale è la stessa che ha rischiato – e tanto – col Crotone: dare la finale per scontata per via della caratura degli avversari finora affrontati sarebbe un grave errore. Guardiamo alla prestazione e la prestazione dice che finalmente possiamo tornare a contare su Menez e che abbiamo ritrovato stabilmente Zapata che ci permetterà di iniziare una rotazione dei centrali fondamentale in questo finale di stagione. Ci vediamo a Roma, il 21 maggio, per concludere questa storia sperando di arrivarci a mente sgombra e con la qualificazione europea in mano.

MILAN – ALESSANDRIA 5-0
Milan (4-4-2): Abbiati; De Sciglio, Zapata, Romagnoli, Antonelli; Honda, Poli, Kucka (1′ st Mauri), Bonaventura (13′ st Boateng); Balotelli, Menez (31′ st Bacca). A disp.: Donnarumma, Livieri, Alex, Abate, Simic, Calabria, Locatelli, Bertolacci, Crociata. All.: Mihajlovic
Alessandria (4-3-3): Vannucchi; Celjak, Morero, Sirri, Sabato; Nicco, Loviso (26′ st Mezavilla), Branca (38′ st Bocalon); Marras, Iocolano (17′ st Marconi), Fischnaller. A disp.: Nordi, Sosa, Terigi, Sperotto, Guerriera, Picone, Boniperti, Cittadino, Vitofrancesco. All.: Gregucci
Arbitro: Guida
Marcatori: 20′ e 39′ Menez (M), 24′ e 35′ st Romagnoli (M), 44′ st Balotelli

P.s. forse invece di passare il proprio tempo a parlare di scatenacciate, a sperare che El Sharaawy segni con la Roma, a sperare e rimarcare i fallimenti di Bertolacci, a leggere articoli che rinfacciano Aubameyang al Milan o a sbavare complimenti melensi all’inter quando vince 1-0 con tiro deviato oltre ad ammettere il buon lavoro dell’allenatore è forse necessario ammettere che la rosa del Milan non è così male come si è dipinta, no? Nella vita, in fondo, è sempre meglio essere maggiordomi che semplici camerieri. Ciao gufi!

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.