Per la prima volta non abbiamo subito gol. Ripetiamo: per la prima volta non abbiamo subito gol. Un risultato finalmente archiviato dopo due partite come Torino e Sassuolo in cui dietro si era concesso poco ma si è crollati al primo tiro subito verso la porta per errori individuali dei due portieri. Si è subito poco anche e soprattutto per via dell’atteggiamento del Chievo, per l’11esima volta venuto a San Siro per lo 0-0 e per l’11esima volta consecutiva caduto. Il primo tempo, complice anche un clima decisamente piovoso, a calcio si è giocato poco con l’avversario dedito a pressare alto, picchiare e finire a terra ogni 30 secondi. Poche occasioni da entrambe le parti – nessuna pericolosa.

Era ovvio che il Milan non poteva continuare a tenere un’intensità così bassa né il Chievo poteva continuare a pressare per i 90 minuti ed il secondo tempo è andato meglio. E’ cresciuto Bertolacci – che non mi sembra abbia cambiato ruolo rispetto all’inizio di gara come accaduto domenica ma ha sicuramente trovato più spazi e velocità e sono state create occasioni da gol in serie, una delle quali finalizzata da Antonelli. Probabilmente abbiamo finalizzato anche troppo poco rispetto a quanto abbiamo creato – questo potrebbe essere un problema contro squadre migliori, a partire già da domenica sera.

Quello che preoccupa di più resta il primo tempo: una squadra lenta, sotto-ritmo e troppo timorosa (in molte occasioni Bacca era il terminale offensivo più avanzato, nella nostra metà campo). Mihajlovic ha detto che per fortuna c’è l’intervallo – io direi che per fortuna oggi era il Chievo perché con un’altra squadra difficilmente avremmo concluso il primo tempo in parità. E’ inaccettabile vedere una intesa mancata tra terzini e centrocampisti senza né triangolazioni, né inserimenti, né sovrapposizioni – quel gioco che, insomma, ad oggi l’allenatore non ha dato.

Se non abbiamo un gioco abbiamo una ritrovata solidità difensiva. Le ultime due prestazioni di Romagnoli, affiancato ad Alex, sono state ottime – forse, come ha ipotizzato un nostro lettore lunedì, responsabilizzato dalla presenza di un sedicenne in porta. Il passo successivo sarà quindi cercare di pensare a fare gol e non a prenderlo. Non si può vedere una squadra così timorosa e ancora impaurita – problemi psicologici che il sergente doveva risolvere e che ancora non ha risolto e che restano i problemi più gravi di questo Milan, quelli mancanti per fare il salto di qualità tra le prime tre del torneo. Un torneo dove la Roma capolista ha subito solo tre gol meno di noi ma segnandone il doppio.

Il salto c’è stato in una classifica corta in cui basta vincerne due per risalire. Fondamentale proprio in ottica classifica la prossima con la Lazio per riagganciare il gruppone di testa e vedere se si è in grado di fare risultato anche con una delle sei “big”. A proposito di risultati e voci dagli altri campi, smettiamola con queste leggende metropolitane: è impossibile che in serie A sia stato mostrato il cartellino rosso a Chiellini.

MILAN – CHIEVO 1-0
Milan (4-3-3): Donnarumma; Abate sv (14′ De Sciglio), Alex, Romagnoli, Antonelli; Kucka, Montolivo, Bertolacci; Cerci (39′ st Honda), Bacca (47′ st Luiz Adriano), Bonaventura. A disp.: Abbiati, Diego Lopez, Calabria, Zapata, Mexes, Poli, De Jong, Jose Mauri, Suso. All.: Mihajlovic
Chievo (4-3-1-2): Bizzarri; Frey (1′ st Cacciatore), Cesar, Dainelli, Gobbi; Pinzi, Radovanovic, Castro; Birsa (18′ st Mpoku); Paloschi, Pellissier (29′ st Meggiorini). A disp.: Bressan, Seculin, Sardo, Gamberini, Christiansen, Pepe, Inglese. All.: Maran
Arbitro: Calvarese
Marcatori: 7′ st Antonelli
Ammoniti: Pinzi, Cesar (C)

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.