Roma non fu costruita in un giorno, a maggior ragione non lo può essere il gioco di una squadra, stravolta nell’organico nella corrente sessione di mercato. Prima di dare pareri e opinioni affrettate (siamo al 28 d’agosto), dobbiamo dare tempo il tempo alla squadra di maturare dagli errori e crescere nell’affiatamento. Sarò poi io il primo a criticare aspramente l’ambiente Milan se, alla sosta di gennaio, non si saranno visti miglioramenti. Per adesso, calma.

Vorrei far notare che le vittorie, sofferte come quelle di ieri sera, sono il crocevia di interi campionati; le squadre forti spesso si trovano a vincere partite che non meritano, ma riescono comunque ad agguantare grazie al guizzo dei singoli. Ad esempio di quanto detto, vorrei far notare che il Napoli – il quale ha un gioco eccelso e collaudato – ha sbloccato entrambe le partite su calcio da fermo; partite che fino a quel momento stavano costando la vittoria al Napoli. Non voglio certo spostare l’attenzione sui problemi altrui, perchè solo un ceco non avrebbe notato i nostri che, ieri sera, stava costando i tre punti.

Già nel corso del primo tempo si intravedeva come il nostro centrocampo non arginasse correttamente le azioni avversarie. Le cause sono due: Hakan palesemente fuori ruolo e la tenuta fisica di Kessie, ma è la prima ad aver creato maggiori problemi nella gara di ieri. Per anni abbiamo tirato avanti facendo giocare giocatori in posizioni a loro consone, ma non mi sarei mai aspettato che ciò accadesse dopo una tale campagna acquisti. Hakan è attualmente l’equivoco tattico più grande, poiché è un trequartista puro e i nostri schieramenti non prevedono tale posizione. Lui sarà certamente il giocatore che dovrà essere aspettato, ma è caldamente sconsigliato un suo nuovo utilizzo da mezz’ala nel breve periodo. Nella gara contro il Cagliari, a causa del suo continuo svariare, ha lasciato in inferiorità numerica Montolivo e Kessie, perché Il suo modo di stare in campo di Hakan è da definire anarchico. Finché la sua fantasia non verrà messa al servizio della squadra, è opportuno rilegarlo in zone di campo dove il suo pressing non crei voragini. La lacuna deriva dalla sua abitudine nel non aver mai curato la fase difensiva, e non avendolo nelle sue corde, non può giocare in un centrocampo a tre, dove contano entrambe le fasi. Per quanto riguarda Kessie, già nella precedente lettura tattica di Crotone – Milan, avevo evidenziato quanto fosse importante acquisire una ulteriore mezz’ala che possa ricoprire anche il suo ruolo. Difatti, ieri si è notato come il suo apporto fisico fosse molto più blando di quanto ci avesse fatto vedere fin’ora; con la mancanza del suo dinamismo sono venuti a mancare molti movimenti in mezzo al campo.

La colpa più grande dunque è di Montella, grazie ai cambi tardivi non ha posto rimedio in tempo a quanto detto sopra. I cambi sono sempre stati una sua pecca, ed essi non sono mai usati male se la squadra è in palese sofferenza. I difetti non si limitano al solo centrocampo ma anche al baby goleador, perché in una visione di insieme non conta solo buttarla dentro. Per quello che concerne la prolificità di Cutrone ha tutto il mio apprezzamento, ma non è l’uomo giusto per poter far alzare il baricentro della squadra; anche qui, avevo già sottolineato la sua mancanza nella lettura sulla gara di Europa League. Ecco spiegato il motivo di Kalinic e non di Andrè Silva, in quel preciso momento di gara avevamo bisogno di più centimetri possibili per poter alzare la squadra. Si consoli la vedova di Galliani, che continua a spalare letame sul mercato di Fassone e Mirabelli.

Il problema forse più grande che attanaglia la squadra, è quello che la affligge dalla partenza dei senatori: mancanza di concentrazione. Ancora una volta, dopo essere passati in vantaggio – l’eccezione è stata la partita di Crotone – continuiamo a permettere all’avversario di riaprire la gara e a metterci in difficoltà, invece di ammazzare la gara fin da subito. La continuità nei novanta minuti è il parametro forse più difficile da ottimizzare in una squadra, perché essendo composta da più componenti, basta solo di essi smetta di funzionare per compromettere il funzionamento globale. Quindi, se non si ha la forza di ammazzare la gara sul nascere, diventa di fondamentale importanza saperla gestire nel corso delle due frazioni di gioco.

L’unica nota lieta arriva dall’utilizzo degli esterni difensivi, molto meglio nella variante a quattro che a tre di giovedì. Conti è l’incursore per antonomasia, crea costantemente una seconda opzione a Suso che può decidere di sfruttare la sua sovrapposizione o di convergere verso il centro palla al piede. Mentre Rodriguez ha compiti di sostenere la manovra, il suo posizionamento medio è sulla linea mediana dove riceve e smista innumerevoli palloni, sembra tutto fuorché un terzino. Grazie alle istruzioni impartitegli da Montella, sono in grado di allargare il fronte di attacco e di essere sempre un uomo in più a cui scaricare la palla quando si decide di cambiare fronte d’attacco.

La prestazione ci lascia l’amaro in bocca, augurandoci che la sosta possa servire a Montella per formare gli uomini rimasti a sua disposizione Milanello, per limare gli errori che anche lui sicuramente avrà notato.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.