Si usa dire che una partita cambia totalmente quando, dopo pochi minuti, una delle due squadre è già in vantaggio sia di risultato che di uomini. Asserzione che è poco contestabile in generale, ma non nel caso specifico di Ieri. Erano anni che non vedevo un Milan così assetato, perché nello stesso intervallo di tempo e con il medesimo avversario, il Milan della scorsa stagione si fece quasi intimorire dalla partenza aggressiva calabrese.

Ed è proprio dall’atteggiamento mostrato,il punto da cui vorrei partire. Negli scorsi anni la squadra era solita adagiarsi sugli allori dopo essere passata in vantaggio, lo si è visto anche nella prima uscita contro il Lugano, dove però la preparazione si faceva sentire nelle gambe. Ebbene, ieri sera abbiamo visto un cambio di mentalità, la squadra ha continuato a tenere alto il ritmo, approfittando della palese difficoltà dell’avversario. Con questo non voglio assolutamente oscurare il fatto che la partita si era subito messa in discesa, ma che l’atteggiamento mostrato ci ha permesso di non concedere nessuna chance all’avversario di poter quanto meno credere di riaprire la partita. Avere un leader come Bonucci che ti urla nelle orecchie non appena avverte un calo di concentrazione, aiuta a tenere il giusto atteggiamento in tutti e novanta i minuti di gara.

Passando invece alla parte tattica si incomincia a intravedere come giocherà il Milan in questa stagione, precisando che c’è ancora molto su cui lavorare. Partendo dai pro, si può notare come la squadra utilizzi tutta la larghezza del campo per penetrare la linea difensiva avversaria dove è più sguarnita. Anche se risulterà lenta e macchinosa, sopratutto nei primi periodi, questo tipo di manovra ci permetterà di aggirare la maggior parte delle difese italiane, che hanno come unico scopo quello di proteggere la porta da attacchi centrali. Spostando la palla da una parte all’altra del campo, permetti il dilatamento delle linee avversarie, movimento che calzano a pennello con gli inserimenti.

Il secondo spunto di ieri sera, ma anche di tutto il mercato rossonero così come è stato costruito, converge principalmente sugli inserimenti da parte dei centrocampisti. La struttura e il modo di giocare la palla di Andrè Silva, Cutrone e Kalinic ne sono la riprova, poiché prediligono dare spalle alla porta per giocare di sponda con la squadra, per poi attaccare lo spazio lasciato libero dal difensore che porta il pressing su di loro. I loro modo di stare in campo si sposa perfettamente con i centrocampisti in rosa, tra i quali spiccano Kessie, Jack e Hakan. I componenti del trio appena elencato hanno il pregio di non arrestare il loro movimento dopo aver giocato la palla, questo gli permette di inserirsi nei corridoi che si vengono a creare, grazie a quanto detto in precedenza sulle punte. Questo meccanismo non favorisce solo i gli inserimenti dei centrocampisti, ma anche le sovrapposizioni dei terzini che avranno il compito di allargare le linee avversarie, spostando l’attenzione avversaria sulle corsie e non sui tagli che arriveranno centralmente. Gli esterni presenti in rosa calzano a pennello con questa filosofia, i quali hanno tutti più doti offensive che difensive.

Gli spunti precedenti sono però strettamente legati con le lacune, se pur minime, intraviste nella gara di ieri sera. Tutto quello che è stato detto fin’ora si traduce con due parole: baricentro alto. Arma a doppio taglio se i giocatori non si apprestano il prima possibile a recuperare le loro rispettive posizioni nella fase di transizione tra il possesso e la perdita di esso. Nella gara di ieri, a prova di quello che dico, c’è un’azione nel secondo tempo che dipinge la situazione perfettamente. Viene persa la palla nei pressi dell’area avversaria, con il Crotone che non perdete tempo a far partire il contropiede e per evitare guai peggiori Locatelli atterra l’avversario e si prende un sacrosanto cartellino giallo. Nella stessa inquadratura si vede come Hakan si attardi a riprendere posizione, mettendo in difficoltà tutto il suo compagno di reparto.

Il medesimo problema avviene con le sovrapposizioni di Ricardo Rodriguez che rimane troppo alto e si attarda a rientrare. Molto più composto è Andrea Conti che, per essere sempre nella posizione giusta, consuma le batterie già al sessantesimo. Dunque, una miglior copertura degli spazi insieme a una corretta distanza fra i reparti , dovrebbe ovviare al problema. A discolpa di ciò, c’è la poca amalgama creata per ora nel nuovo gruppo di lavoro, ma con il tempo impareranno a conoscersi e a sopperire alle lacune del compagno che gli sta accanto. L’eccezione che conferma tale regola è Kessie, punto cardine e cuore pulsante di questa squadra, che mi spinge a pensare all’acquisto di un suo simile per allungarne la durata durante tutta la stagione. Il profilo è sempre lo stesso: una mezz’ala di quantità e qualità, ma in Europa non se ne vedono così tante e con prezzi eccessivi. Per un esame più approfondito della rosa, che il duo Fassone-Mirabelli consegneranno a Montella, vi aspetto per il pezzo di fine mercato.

In conclusione, queste prime partite ci fanno intravedere una squadra ben strutturata, dove ogni giocatore hai il proprio “compito” e per aver cambiato così tanto, sono molto soddisfatto di quanto già viene espresso in campo. Quest’anno ci divertiremo mio caro Milan.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.