Un esperimento. Lo schieramento utilizzato nella gara di ieri è chiaramente un esperimento, sul quale Montella dovrà spendere molto tempo e lavoro per essere utilizzarlo, poiché che ieri sera ha evidenziato più difetti che pregi. Il vantaggio dell’andata ti permetteva di affrontare la gara come un’amichevole estiva, ed è dimostrato sia dall’undici iniziale che dall’atteggiamento superficiale dovuto in gran parte, lo dirà lo stesso Montella nel post-gara, al poco lavoro dedicato fin qui al modulo.

Inizierei dal pregio di possedere un’ulteriore variante tattica, invece di un unico modulo con cui approcciarsi a tutte le gare. A tal proposito prenderei ad esempio il Napoli: la squadra napoletana ha un gioco eccelso, ma conduce ogni partita nel medesimo modo. Questo può diventare un difetto, se l’allenatore che affronti prepara specificamente i suoi uomini in base alla tua tattica, per attuare le giuste contromisure. Dunque, avere un ulteriore assetto a disposizione potrebbe in qualche modo scombinare le carte all’avversario, il quale non troverebbe i punti di riferimento studiati in settimana. Uno dei pregi della Juventus è di essere a tratti camaleontica, cambia disposizione in campo lasciando in alterato il flusso di gioco, evidenziando un elevata coesione fra i giocatori. Per quello che si è visto nella notte macedone, l’unico pregio dell’utilizzo del 3-5-2 è soltanto questo. Va comunque sottolineato che la squadra ci sta lavorando soltanto da pochi giorni, sarà dunque riproposto o a partita in corso – in casi di largo vantaggio – oppure nelle partite del girone di Europa League, a qualificazione già avvenuta.

Invece, le lacune portate a galla dal nuovo modulo risultano essere di gran lunga numerose, che mi hanno colto di sorpresa. Per iniziare, i primi due punti sono strettamente legati fra loro: modulo effettivo in campo e posizionamento medio degli esterni (Antonelli – Calabria). Ebbene, nel primo arco di gara, per come la squadra era posizionata in campo il modulo adottato sembrava più un 5-3-2 che il 3-5-2 iniziale. Chi dice che sono solo numeri o fra i due schemi non cambia niente, ha poco chiaro l’utilizzo del 3-5-2. L’idea di base è quella di sacrificare un difensore per avere la superiorità numerica dove veramente conta: a centrocampo. Gli esterni, ecco perché i due punti sono collegati, hanno un ruolo cruciale in tutto questo. Oltre a dover allargare il campo e a offendere gli spazi sulle corsie, essi devono mantenere un posizionamento ben preciso in fase di non-possesso. Non si devono mai allineare al pacchetto arretrato, bensì scalare quando i centrali laterali subiscono una sovrapposizione (inferiorità numerica), altrimenti ne risulterebbe una difesa troppo statica e poco attiva sugli inserimenti.

Anche il terzo punto è figlio dei movimenti degli esterni, allora mi piacerebbe vedere all’opera Rodriguez e Conti per capire se è solo problema di uomini o di assetto. Antonelli e Calabria, nel corso della gara, si sono sempre fatti trovare in ritardo con i movimenti , sia per quello che riguarda la fase difensiva che offensiva. Partendo da quella difensiva, hanno spesso permesso all’avversario ripartenze uno-contro-uno con il trio di difesa. In fase offensiva non hanno mai attaccato la profondità, stazionando in linea con i due attaccanti invece di farsi dare la palla in corsa. Il loro atteggiamento non ha certo agevolato la manovra, la quale è stata sterile per tutto il corso della gara così come il pressing, effettuato dal solo Andrè Silva. Squadra dunque poco incline al recupero palla, che difatti ha concesso possesso e campo all’avversario, puntando solo alla copertura della propria metà campo; tutto il contrario di quanto visto quattro giorni fa a Crotone.

Le ultime due incognite sono personali: l’utilizzo di Bonucci e Biglia nel 3-5-2 e il mancato dialogo tra Cutrone e Silva. Partendo dagli ultimi due, o quanto meno dalla coppia che sarà usata nel 3-5-2, uno dei due sarà sempre Kalinic per le sue doti da attaccante di boa. Infatti, nessuno dei due titolari ieri sera si è calato nel ruolo di boa, premio Silva per averci quanto meno provato, mentre Cutrone sta diventando un “animale” da area di rigore e deve essere dunque sfruttato negli ultimi dodici metri. Giocare con due attaccanti significa trovare una coppia che instauri un legame particolare, i due si devono quasi completare a vicenda, non a caso tutte le coppie di goleador vengono sempre soprannominati “Gemelli del Goal”; ma creare questo legame non è mai facile.

Per quello che riguarda Bonucci e Biglia, il mio cruccio risale all’acquisizione di quest’ultimo dopo aver preso il primo. Capisco avere due fonti di gioco se giocano uno accanto all’altra, ma in questo caso si rischia di non sfruttarli a dovere. Quanto detto è visibile nella gara di ieri, anche se Locatelli ha giocato oltre cento palloni, nessuno di essi ha mai avviato la manovra, venendo sempre scavalcato dal lancio lungo di Bonucci. Questo tipo di situazione non mi aggrada, ma vedremo più avanti come si evolverà la situazione.

Concludendo, passerà del tempo prima che la squadra sappia padroneggiare a pieno questo schema e, anche se non sono un fautore della difesa a tre, avere una freccia in più nella faretra non mi disgusta.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.