Non è stata una bella partita e non è stata nemmeno decisiva. Il Milan fa il compitino col minimo sforzo per portarsi a casa vittoria e mezzo punticino nel Ranking UEFA che erano, in fondo, gli obiettivi di giornata. Si torna quindi ufficialmente in Europa dopo tre anni (si, tre, non cinque come qualcuno millanta inserendo negli anni orribili due qualificazioni in Champions League, quella che se otteniamo quest’anno qualcuno fa i caroselli). La decide ancora una volta Patrick Cutrone, sempre più negli schemi di Montella, sempre più decisivo. La palla che riceve da Locatelli è bella ma non è facile. Lo stop e come va a metterla dentro indipendentemente dall’avversario è scuola di alta classe. Il Milan ha cercato con ansia l’attaccante e va a finire che l’attaccante lo aveva in casa.

Già, perché nelle prove del 3-5-2 André Silva oggi è andato non male, ma malissimo. Se all’andata è sembrato Benzema oggi era un Poli. Incartato, fuori tempo, si è mangiato più di tre volte il gol facile (e di palloni ne ha ricevuti). Il portoghese resta la più grande incognita di questo mercato al momento. In attesa di capire come giocheremo e cosa farà Kalinic per lui appuntamento alle prossime partite di campionato per confermarsi e dimostrare che oggi è stata solo una brutta prestazione.

Il migliore in campo è Storari che salva più volte il risultato, soprattutto nel secondo tempo dove lo Skendjia si fa vedere più volte nel cercare il gol della bandiera. Lo fa perché a centrocampo abbiamo faticato, e parecchio, con José Mauri gravemente insufficiente e probabilmente inadeguato a giocare in un Milan dove ha fatto solo un paio di partite buone ai tempi di Brocchi. Si sono viste cose buone dai due ragazzetti del settore giovanile, Zanellato e Gabbia, segno di un lavoro straordinario di chi ha selezionato l’annata 98, ovvero Bianchessi, malamente mandato via nella querelle interna con Galli. Sarà un errore che pagheremo in ottica di sviluppo.

Per il resto la partita ci dice che – come sostiene Montella – a livello di rosa siamo abbastanza corti, soprattutto in difesa ed attacco. Personalmente non avrei dato via Kucka a centrocampo per la miseria ricavata e ci penserei due volte prima di cedere Paletta o Gomez visto che un quarto/quinto difensore migliore a meno del ricavato difficilmente si troverà. Davanti se giochiamo con le due punte di punte ne abbiamo solo tre, se giochiamo col 4-3-3 siamo, invece, #apostocosì. Attendiamo qualcosa dagli ultimi giorni di mercato, per poter lottare a pieno titolo su due fronti senza trovarci impreparati. Per poter affrontare sia l’Italia che l’Europa.

SHKENDIJA-MILAN 0-1 (primo tempo 0-1)
MARCATORI Cutrone al 13′ p.t.
SHKENDIJA (4-2-3-1) Zahov; Todorovski (dal 34’ s.t. Murati), Bejtulai, Cuculi, Celikovic; Alimi, Totre (dal 43’s.t. Fazlagikj); Teqja, Hasani; Radeski (dal 28’s.t. Adburahimi), Ibraimi. A disp.: Avdyli, Zejnulai, Bojku, Shefiti. All. Osmani.
MILAN (3-5-2) Storari; Zapata, Bonucci, Romagnoli (dal 1’s.t. Abate); Calabria, Zanellato, Locatelli (dal 28’s.t. Gabbia), Mauri, Antonelli; Cutrone (dal 13’s.t. Suso), André Silva. A disp.: A. Donnarumma, Gustavo Gómez, Kessie, Borini. All. Montella.
ARBITRO Istvan Kovacs
NOTE Ammoniti Zapata e Romagnoli

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

4 Comments

  1. Borgofosco
    Mario De Magistris 25 Agosto 2017 at 12:42

    La forza di una grande squadra è quella di vincere anche le cosiddette partite facili. L’obiettivo di passare il turno imbattiti e senza subire gol è stato raggiunto. Patrick Cutrone mi ricorda sempre più Pierino Prati(inserito da Rocco divenne cannoniere di quel Milan che vinse tutto a partire dallo scudetto e dalla Coppa delle Coppe disputate nella stessa stagione). La partita ha fatto emergere cose positive relative soprattutto alla ‘miniera d’oro’, nata forse casualmente, le cui migliori pepite paiono essere i giocatori della generazione del 1998. Certamente i meriti vanno ascritti a tutta la dirigenza del settore giovanile ed anche a Bianchessi ora trasferitosi alla Lazio. Unico neo è quello relativo al procuratore di Gabbia (uno dei tanti talenti delle giovanili Rossonere) che ha come procuratore Mino Raiola. La pratica Shkendija è stata chiusa senza offendere gli amici moldavi che si sono dimostrati oltremodo gentili ed accoglienti con il Milan. Leonardo Bonucci negli spogliatoi ha subito ‘tuonato’: -ora testa al Cagliari…bisogna vincere domenica sera a San Siro- Tutto il resto non conta nulla…Questo Milan può vincere le competizioni cui partecipa. Crediamoci e diamo fiducia a questi ragazzi a partire da André Silva che nelle movenze mi ricorda un certo Marco Van Basten. Un pochino di pazienza ci vuole e non guasta assolutamente. Forza Milan.

  2. Lele Bastiancontrario 25 Agosto 2017 at 12:53

    L’ho vista a spizzichi e bocconi, molto distrattamente. Era solo una semplice formalità perchè si deve giocare un’andata e un ritorno.
    Rosa corta? Attualmente siamo in 33. Non mi sembra corta. Magari mal distribuita e, secondo me, la carenza maggiore è a centrocampo, anche se in avanti, giocando con due punte potrebbe mancarne una.
    In difesa, anche se partono Gomez e Paletta, sono in nove: Calabria, Conti, Romagnoli, Zapata, Bonucci, Abate, Musacchio, Antonelli, Rodriguez.
    Per il resto abbiamo verificato che Mauri è una pippa megagalattica, che Silva ha le potenzialità, ma potrebbe anche rischiare di fare la figura di Balotelli, che quei tre ragazzini sono molto interessanti (la polemiche e le guerre interne ci sono ovunque), che Storari alla fine con i suoi quarant’anni è ancora un portiere, che Suso è quello che fa sempre la differenza.
    Chiudiamo bene il mini-ciclo con il Cagliari e ricapitoliamo poi tutto nel “riposo” della nazionale.

  3. Milanforever

    Quello sotto, sono io….

  4. Scusate la ripetizione ma spero che a qualcuno di quelli che contano capiti sotto gli occhi:
    Giova IBRAHIMOVIC !
    Giova per essere lui il leader indiscutibile , dare spazio, competitivita’ e speranze agli altri del reparto data la sua eta’, spezzare sul nascere gelosie e liti. Giova per aumentare entusiasmo e visibilita’ che si traducono in fatturato…..
    Giova come il pane !
    Lui di Rajola se ne strafotte.

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