Nelle ultime partite Carlos Bacca sembra essere tornato a fare l’unica cosa che gli riesce discretamente bene: far gol. In una stagione, ancora una volta, non esaltante (ma non del tutto deprimente) e in cui sicuramente il colombiano ha reso al di sotto delle aspettative iniziali (con conseguente e breve tra dicembre e gennaio), Bacca resta comunque il miglior realizzatore di questo Milan con 11 gol in 23 partite (con un corredo di 4 rigori realizzati, uno sparato alle stelle e uno – possiamo dirlo – defraudato).

Qualcuno a questo punto obietterà: sa solamente far gol. Beh, è un attaccante, una punta dalle proprietà tecniche neanche troppo affinate. L’unica cosa che deve fare è in effetti saper fare gol. Il resto lo lasciamo agli altri. Tuttavia, da un mondo che giudica Sergio Ramos più forte di Maldini solo perché il difensore spagnolo ha il vizio del gol su calcio d’angolo non mi aspetto considerazioni ragionevoli e razionali.

Qualcuno, stizzito, replicherà: non è un giocatore da Milan. Beh, al momento devo dire che nella rosa rossonera sono diversi i giocatori che dieci anni fa non avremmo visto a Milanello nemmeno come giardinieri. Scandalizzarsi per Bacca mi sembra eccessivo!

Qualcuno, temerario, controbatterà: non gioca per la squadra! Beh, questa poteva essere un’accusa fondata – diciamo – tra settembre e ottobre 2016. Poi il ragazzo ha cominciato a lavorare un po’ di più con la squadra e con i compagni. Ultimamente si sta impegnando e chi non lo riconosce o è in malafede (sigh!) o non guarda le partite del Milan (o è rimasto fermo al 24 aprile del 2007, al gol di Kakà e alle delizie di Seedorf).

Bacca fa lo stesso lavoro di Inzaghi ma non è Inzaghi. E questo, che chiamiamo Milan, è il Milan di Vincenzo Montella e non il Milan di Carlo Ancelotti. Questo editoriale che, come gli altri, è una pietra lanciato in uno stagno di milanismo, nasce dai mugugni di qualcuno alla sostituzione di Bacca contro il Chievo e dalla considerazioni, che continuo a sentire, sul colombiano, quelle che, a un certo punto presuppongono un “sì, però”. Bacca non è un fenomeno. Probabilmente l’unico fenomeno di questo povero Milan ce l’abbiamo in porta (e guardando giocare Navas, per esempio, già piango all’idea della separazione). Bacca non è un fenomeno e questo Milan non è una squadra di fenomeni. E’ una squadra di ragazzi che, come non succedeva dalla rincorsa Champions della penultima stagione di Allegri, si stanno impegnando per dare il massimo delle loro possibilità, consapevoli che la maglia che indossano non è una maglia qualunque.

Criticare le pessime prestazione è doveroso. Non riconoscere l’impegno e non supportare i ragazzi è proprio di quelli che, nella migliore delle ipotesi, tifano l’Internazionale Milano.

18maggio1994

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?