E’ un Milan che fatica tantissimo ma finalmente torna a quella vittoria che mancava da due turni. In extremis, come con il Crotone, la sblocca Lapadula questa volta creando un occasione e servendo da terra un assist che sblocca Carlos Bacca, a secco di gol su azione da Settembre. Per il resto la partita è una sofferenza e riprende le ultime discese in campo contro Roma ed Atalanta: facciamo fatica, tanta fatica a fare gol e gli avversari che ora ci conoscono sono meno confidenti dal portare a casa un risultato a San Siro e cominciano a fare le barricate. Non c’è più, quindi, quell’effetto sorpresa che ci ha permesso di conquistare tanti punti nel girone di andata e questo è un piccolo campanello d’allarme.

Se prima Montella infatti vinceva “allegrianamente” di difesa e contropiede, con la crescita della classifica il Milan è stato chiamato a fare più volte la partita e quindi ad avere, in sostanza, un alto possesso palla con chiunque, Roma e Juventus comprese. Questo è forse un vantaggio con le grandi ma è un problema con le piccole: la partita di oggi è somigliata tantissimo a Milan-Atalanta e a Milan-Carpi della gestione Brocchi. Con la differenza che il gol è arrivato e stavolta l’abbiamo sfangata.

Singoli – è inutile nasconderlo: nonostante il gol ancora male Bacca e ancora male Niang. I due che erano la maggiore risorsa del Milan dell’anno passato iniziano a diventare un problema anche e soprattutto perché in questo roster sono difficilmente rimpiazzabili. Galliani dice che si cerca un attaccante esterno, io resto convinto che ci voglia un’altra punta centrale soprattutto in gare sporche come questa. Si è invece rivisto un Locatelli ad altissimi livelli, non so se perché lasciato più libero o perché ha potuto finalmente rifiatare.

La classifica dice che chiudiamo il girone d’andata con 36, 37 o 39 punti a seconda del risultato di Bologna: comunque vada è il migliore girone del Milan dal 2011-12. Il momento dice che facciamo fatica: un solo gol segnato peraltro contro il Cagliari che ultimamente prende dalle quattro pere in su a partita. Della partita di oggi c’è da prendersi solamente i tre punti che comunque sono pesantissimi e fondamentali nell’economia del torneo ma bisogna avere la consapevolezza che ci vuole una inversione di marcia rapida e veloce o si rischia di non rimanere nella lotta per le zone alte.

Il calendario ora è terribile: nelle prossime quattro giochiamo due volte col Torino, poi col Napoli quindi – se passiamo il turno giovedì – a Torino con la Juventus. Giocando come oggi non ne vinciamo una e non può andare assolutamente bene. Tolta la Supercoppa le partite da Crotone a Cagliari sono finora deludenti sul piano del risultato contro squadre che ci hanno lasciato costruire il gioco. Non si può essere oggettivamente contenti di una vittoria del genere per cosa è diventato il Milan da settembre ad oggi. Soddisfatti si, contenti no. Ci vuole di più e subito.

MILAN-CAGLIARI 1-0 (primo tempo 0-0)
MARCATORE: Bacca al 43′ s.t.
MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate (dal 27′ p.t. Antonelli), Paletta, Romagnoli, De Sciglio; Pasalic (dal 34′ s.t. Lapadula), Locatelli, Bonaventura (dal 19′ s.t. Bertolacci); Suso, Bacca, Niang. (Gabriel, Plizzari, Calabria, Ely, Gomez, Zapata, Honda, Poli, Sosa). All. Montella.
CAGLIARI (4-5-1): Rafael; Pisacane, Ceppitelli, Alves, Capuano; Isla, Barella, Di Gennaro, Dessena (dal 47’ s.t. Giannetti), Farias (dal 33’ s.t. Joao Pedro); Sau (dal 28’ s.t. Borriello). (Crosta, Colombo, Munari, Bittante, Murru, Salamon, Tachtsidis, Giannetti). All. Rastelli.
ARBITRO: Giacomelli di Trieste.
NOTE: Espulso Bruno Alves (C) per gioco scorretto.

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

7 Comments

  1. Hai detto tutto o quasi. Non sono d’accordo che l’Atalanta abbia fatto, almeno per gran parte, una partita come quelle che hanno fatto Crotone e Cagliari, ma noi facciamo una fatica tremenda a concretizzare.
    Quando dici che molti adesso ci fanno fare la partita l’avevo segnalato un mesetto fa (mi pare proprio dopo la partita con il Crotone) specificando anche che quando devi fare gioco ti serve qualcosa in più in qualità.

    D’accordissimo sulla mancanza di una punta. Una punta che faccia da riferimento e che fisicamente potente (uno tipo Dzeko, per essere chiari).

    Purtroppo si andrà avanti così fino a giugno e su questa premessa si può capire la scelta, superficialmente folle, di Montella di tenere in campo Niang e Bacca per provare a recuperali sulla fiducia.

    D’altra parte se togliamo l’euforia, spesso fuori luogo, di Borgo, sappiamo perfettamente che pensare a un posto in CL sarebbe non un mezzo miracolo e la lotta per l’EL sarà molto dura.

    Comunque andiamo avanti. Lottando come leoni senza arrenderci mai. Mi sembra che questo non sia mai mancato.

  2. Non mi capita spesso dirlo, ma riconosco che il commento di Diavolo è perfetto.
    Io, del resto, è da un anno circa che chiedo una punta centrale forte di testa e che sappia fare il lavoro sporco, cioè quello che in una decina di minuti è riuscito a fare Lapadula. Non c’è molto da stare allegri, considerando che Bacca è quello che è (e che è sempre stato) e che di testa in area possono segnare solo Paletta o Romagnoli. A noi avrebbe fatto comodo uno come Pavoletti, mio vecchio pallino, ma ormai…
    Su Niang c’é chi si è espresso da tempo in maniera chiara: è un istintivo, tutto fisico e pochi neuroni. Se Mourinho ce lo chiede ancora, ci sarebbe da portarglielo con un bel fiocco azzurro (fidanzata al seguito).
    Ho paura che se non si interviene sul mercato, e la cosa sembra difficile e forse tardiva, l’entrata in Champion’s ce la possiamo togliere dalla testa.
    Comunque, teniamoci questi tre punti e tiremm innanz.

  3. Era una partita da temere moltissimo visto i precedenti negativi che avevano quasi sempre incontrato, alla ripresa del campionato dopo la sosta invernale, sia il Milan che il suo attuale allenatore.
    Infatti è stata una partita molto sofferta e per certi versi anche rischiosa pur se il Milan ha avuto il quasi totale possesso del pallone ma attraverso uno sterile dominio del gioco sotto il profilo della pericolosità di azioni alla realizzazione di un gol sblocca-risultato.
    Alla fine Montella ha utilizzato il quarto attaccante inserendo Lapadula che ha subito ripagato la fiducia dell’allenatore difendendo caparbiamente un pallone, in area cagliaritana, e poi smistandolo da terra all’occorrente Carlos Bacca che così è riuscito a realizzare il gol del meritato successo rossonero.
    Il modulo delle ali più il trequartista, forse non è funzionale agli schemi di gioco attuabili in questo Milan.
    La squadra ha giocato molto meglio dopo l’ingresso in campo di Andrea Bertolacci e soprattutto di Gianluca Lapadula.
    Infatti Gianluca con la sua caparbietà ha difeso tenacemente un pallone ed ha conquistato lo spazio necessario per consentire a Bacca di realizzare il gol che ha sbloccato sia bomber che il risultato di questa sera.
    A dimostrazione della produttività di questa soluzione dopo trenta secondi Carlos avrebbe potuto persino raddoppiare su di un perfetto lancio di Manuel Locatelli.
    La ficcante e rapida azione è stata però interrotta da una scorrettezza, da ultimo uomo, di Bruno Alves che così è costata l’espulsione al cagliaritano.
    Questa sera era importante vincere ed il Milan e Montella hanno così sconfitto non soltanto il Cagliari ma la cabala.
    Ora c’è da sperare che Vincenzino abbia capito che bisogna supportare Bacca per far si che il bomber colombiano possa riprendere quel cammino produttivo che lo aveva reso, in altri campionati, una spietata macchina da gol.
    La mancanza di vere ali, oppure di un altro Suso, sulla sinistra, costringerà forse Montella ad utilizzare Bonaventura sull’out sinistro.
    Niang non potrà che essere l’alternativa a Lapadula per affiancare Carlos Bacca onde liberare il senso del gol, com’è accaduto questa sera, che è una caratteristica peculiare , un po’ alla Pippo Inzaghi, del colombiano del Milan.

    Ora metto una nota personale raccontando che quasi non riuscivo ad uscire dalla porta-finestra anteposta al giardino.
    Stuoli di ‘carogne di gufi’ mi impedivano di alzare la bandiera rossonera.
    Ma mi sono liberato della ‘carogne’ ed ho issato il vessillo rossonero.
    Il Milan è più forte anche delle ingiustizie e dell’invidia.
    Almeno così diceva il presidente!

  4. Tutto giusto. Speriamo di non sentire piu’ certi nomi che circolano per occupare il ruolo che fu di Nordhal, Altafini, Van Basten, Weah, Scevcenko, Inzaghi, Ibrahimovic. Speriamo.

  5. MEA CULPA

    Questo insopportabile fetore che proviene dalle penne vendute e dalle lingue velenose di abietti figuri che spalano merda cercando di distruggere la memoria del loro peggiore incubo. Certo che li disturba, e molto, vincere sei italianuzzi scudetti di fila e tuttavia non potersi paragonare alla squadra che vinceva nel mondo. Spalano merda da anni sul Milan e strumentalizzano la ricchezza economica del nostro Presidente ed i suoi successi politici per aizzare invidiosi e prezzolati cani randagi affamati a frugare nella spazzatura mediatica alla ricerca di notizie da trasformare in menzogne. Qello che si legge su questo passaggio di proprieta’ del Milan , ipocrisie di sepolcri imbiancati, moralismi da cameriere di manager ed economisti, fa vomitare.
    Ma non dimentichiamo che almeno meta’ dei nostri stessi tifosi hanno avallato e sostenuto questa guerra al Milan ed al suo Presidente con un comportamento suicida per le sorti della nostra squadra , nel presente e si teme , anche nel futuro. Finiamola con la politica e difendiamo il nostro Milan con ogni mezzo. Come fanno loro. E se ne siamo capaci, se ne abbiamo coraggiosa consapevolezza, recitiamo un liberatorio Mea Culpa.

    1. Vedi amico Vittorio…io sono abituato a fare le spesa con i soldi che mi ritrovo in tasca. I debiti non mi sono mai piaciuti e tanto meno le cambiali in bianco. In altre realtà calcistiche, un po’ in tutta Europa, stanno facendo questo. Basta pensare che gli altri di Milano hanno fatto spese folli al punto di essere la terza società, in Europa, ad aver speso di più. Ieri il loro ex dirigente, Giulini, forse gli aveva promesso che avrebbero fermato il Milan. Il tifoso interista ci era quasi riuscito… ma…come si suol dire ha fatto i conti senza Bacca e Lapadula. Condivido che questi due giocatori non sono comparabili ai fenomeni che tu hai citato e che hanno onorato la maglia(molto meno Altafini per motivi da mercenario) come centravanti del Milan. Tuttavia ci si deve accontentare e se dall’altra parte del Naviglio esaltano uno, strapagandolo, che più o meno rende come Carlos Bacca…beh…allora lasciami esaltare questo ragazzo perbene, fervido credente, che è Carlos Bacca. Per non dire del ‘brutto anatroccolo’ deriso e vilipeso dagli ‘giuventini’ perché uno che loro hanno scartato non ha diritto di cittadinanza nel calcio di serie A. Incredibile dimostrazione di protervia ed arroganza. Allora io ‘amo’ Bacca e Lapadula proprio perché sono la dimostrazione di quanta ipocrisia regni in questo fatuo mondo pallonaro supportato da media e stampa di regime e ‘giuventina’. No Vittorio non confondo Nordhal con Lapadula o Bacca. Dico che siamo in altri tempi alla mercé di procuratori avidi e di calciatori iper professionisti. Per questo mi tengo stretti questi due bravi ragazzi in un mondo sempre più pieno di mercenari senza onore(Pirlo) e senza valori morali.

      1. Porca miseria Borgo siamo in pieno libro Cuore.
        Il mondo è pieno di mercenari senza onore perchè è sempre stato così. Il calcio lo è diventato, o almeno ha iniziato a diventarlo, con l’abolizione del vincolo, lo ha perfezionato con la sentenza Bosman e lo ha esaltato con la gestione sfrenata dei procuratori.
        Quello che citi è un calcio che non esiste più. E’ sparito nel romanticismo dei nostri ricordi. Non ti illudere, non ci sono più “bravi ragazzi”. Non possono esserci, quando un ragazzino tifoso del Milan, che ha voluto solo il Milan, si trova alla mercé di un ex pizzaiolo che tratta per lui (e per se!) un contratto da cinque milioni netti all’anno. Il calcio oggi è questo. O ci adattiamo o cambiamo sport.

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