Assembleah – Editoriale di Mattia Urbinati

Dopo la miccia cinese che ha fatto sfrigolare una piccolissima scintilla di entusiasmo, il tifoso milanista nella tiepida serata di ieri si ritrova faccia a culo con la nudocruda realtà al termine dell’assemblea dei soci che ha visto come protagonista indiscussa la figura barbina, ennesima, messa a punto dalla ex società rossonera. Dico ex perchè quella attuale non è una società ma un agglomerato circense.
Tante le domande degli azionisti, che per quanto risultino insignificanti agli occhi dei grandi capissimi, per noi tifosi-ostaggi dal cuore spaccato sono l’unico contatto diretto tra i nostri umori e il circo.
Si, perchè può succedere anche l’apocalisse, ma Galliani e Berlusconi non diranno mai una parola su quello che sta attraversando il Milan, preferendo i comodi nascondigli e gli slogan che incantano solo i coglioni. Ieri non ci sono riusciti, tanto è vero che finite le domande il signor amministratore sdelegato si è dovuto prendere una mezzora per prepararsi l’arringa di risposta. Molti gli argomenti toccati: dallo stadio al surplus di tesserati, dalla gestione tecnica al rinnovo dei novantaseienni; poche però le risposte: “abbiamo un piano ma non lo diciamo, lo stadio è tutto ok, non ci sono più le mezze stagioni e il grande slam è difficile per tutti”. Insomma, un pugno d’aria, ancora.
Difficile anche commentare l’assenza dell’altra amministratrice sdelegata, di cui non menziono neanche il nome perchè per me sta al Milan come Tuttosport alla realtà, e la mancata partecipazione di ieri ne è solo l’ennesima, vergognosissima conferma.

Insomma, uno schifo ben riassunto da quanto raccontato dall’azionista La Scala al termine dell’assemblea, che ben mette in risalto le lacune di chi dovrebbe avere un piano per la rinascita dell’AC Milan. Le sue parole sono diventate (giustamente) virali e rappresentano a oggi il parere più o meno unanime del tifoso rossonero: si vuole chiarezza, ci sono trecento cose che non vanno e neanche lo straccio di un piano societario o progetto tecnico. Ci dicono che loro i piani li hanno, ma è dal 2007 che si sbaglia più o meno tutto. Perchè dovrebbero svegliarsi proprio adesso? Non so voi, ma io non ci credo.
Unica situazione positiva è aver quantomeno mosso un po’ di acque, aver svergognato i gestori che hanno solo saputo sbiascicare pallide rispostine, con la speranza che tutto questo contribuisca a spingerci in Cina, perchè noi solo di una cosa siamo sicuri: che peggio di così non possa andare.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)