A Manchester, il 24 aprile 2007, si disputa la semifinale d’ andata di Champions League tra Red Devils e Diavolo. Gli inglesi arrivano dal roboante 7-1 inflitto alla Roma nei quarti, mentre il Milan sta vivendo una luminosa primavera (nei quarti vittoria entusiasmante a Monaco di Baviera), dopo un inverno crepuscolare condizionato dai processi di calciopoli. Sir Alex deve far fronte a diverse assenze nel reparto arretrato, mentre Ancelotti schiera il suo albero di Natale con Gilardino unica punta.

I padroni di casa partono ventre a terra e subito Nesta deve mettere la zampa per deviare una girata di Rooney. Dal successivo angolo colpo di testa di Ronaldo con Dida che respinge di faccia: la palla si impenna e va per cadere nei pressi della linea di porta dove c’è Heinze, ma Dida risolve la questione andando a intervenire nuovamente anticipando il difensore argentino e mettendosi la palla in porta da solo.

Il vantaggio da ancor più vigore ai Diavoli Rossi che per un quarto d’ora non lasciano ossigeno ai nostri. Poi accade una cosa fondamentale: inizia a giocare Clarence Seedorf, alla più bella partita in carriera. L’ olandese comincia a portare a spasso pallone e avversari, costringendo lo United ad allentare la pressione e creando spazio per i compagni. Al 22′ il panterone lancia Kaka’ in verticale che controlla e brucia Heinze spostandosi verso sinistra e conclude l’ azione con un diagonale incrociato, imparabile per Van der Sar: 1-1.

Ora, il Milan è in gestione della gara e l’ ultimo brivido a Dida del primo tempo lo elargisce Ronaldo con un missile dai venti metri. Il rinvio del portiere pesca Kaka’ che decide di mettersi in proprio: sul primo controllo si beve Fletcher, poi arriva, con la palla che rimbalza a mezza altezza, davanti Heinze ed Evra; il 22 è lesto a colpire di testa e fa passare la palla tra i due, spiazzando soprattutto Evra che termina addosso al compagno, lasciando via libera a Ricky che, solo davanti a Van der Sar, freddamente mette il 2-1 prima di ringraziare Dio.

Lo United è pressoché paralizzato e Nesta va vicino al terzo gol prima dell’ intervallo. Negli spogliatoi rimane Maldini poiché le ginocchia alzano bandiera bianca, così Carletto lo sostituisce con un altro giocatore che diverrà nostro glorioso e indimenticabile capitano: Daniele Bonera.

Il Manchester inizia il secondo tempo come aveva finito il primo, con Fletcher che ci grazia sparando fuori da zero metri. Deve arrendersi al dolore pure Ringhio (sostituito da Brocchi), ma riuscirà a recuperare per il ritorno dove si iscrivera’ alla mitologia urlando il leggendario fuck-off a Ronaldo.

Kaka’ e Seedorf tengono in apprensione Old Trafford con accelerazioni e ricami. Al 14′, però, i Red Devils pareggiano: numero di Scoles che scucchiaia in verticale per Rooney, il quale elude l’ intervento di Sandro e anticipa Dida in uscita bassa.

Old Trafford spinge i suoi, il Milan di Ancelotti attraversa le epoche e gioca come il Milan di Rocco mettendosi a difesa dell’ area con Ambrosini e Nesta sugli scudi, ripartendo in contropiede con Kaka’. Dida si rifa’ degli sbandamenti iniziali e ci si trascina il pareggio fino al 91′, quando Rooney riceve da Giggs e non ci pensa due volte a calciare dal limite dell’ area e trova l’ angolo buono per il definitivo 3-2 che fa esplodere di gioia Manchester.

Arriva quindi una sconfitta dal sapore agrodolce, poiché al Milan per qualificarsi per la finale di Atene basta una vittoria con un gol di scarto a San Siro: gliene faremo addirittura tre

Manchester United: Van der Sar, O’ Shea, Brown, Heinze, Evra, Fletcher, Scholes, Carrick, C. Ronaldo, Giggs, Rooney.

All. Ferguson

Milan: Dida, Oddo, Nesta, Maldini (1′ st Bonera), Jankulovski, Gattuso (7′ st Brocchi), Pirlo, Ambrosini, Kaka’, Seedorf, Gilardino (39′ st Gourcuff).

All. Ancelotti

Arbitro: Vassaras (Grecia)

Reti: 5′ C. Ronaldo, 22′ e 37′ Kaka’, 14′ st e 46′ st Rooney.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.