Balo basta – Editoriale di Mattia Urbinati

Nel calciatore, soprattutto in Italia, si tende a considerare prioritario l’aspetto tecnico rispetto al mentale. Quello che non sappiamo però, è quanto la testa sia l’unica cosa a fare la differenza tra dilettante, professionista e campione.
Ho visto di recente la sfida uno contro uno tra Touzani e Balotelli in cui il francese scherza Mario e chiude il tutto con un tunnel; per chi non lo sapesse, Sofiane Touzani è un noto football freestyler che gira video per il mondo in cui propone i suoi trick calcistici. Tecnicamente non ha nulla da invidiare a nessun calciatore del mondo, Messi incluso, ma come lui stesso ammette non sa giocare a calcio perchè non vede il gioco, non ha capacità di capire i movimenti e non sa leggere le azioni. Questo ci fa riflettere molto sul concetto per il quale dovrebbe bastare essere tecnicamente fenomenali per giocare a calcio. Non è così: testa e piedi camminano di pari passo con la prima addirittura in vantaggio. I piedi di Messi sono molto meno rari della testa di Messi, per intenderci.

Balotelli abbiamo detto. Una delle più grandi delusioni calcistiche di tutti i tempi. Un ragazzo precoce con un bagaglio tecnico e fisico potenzialmente letale. Uno che avrebbe potuto dominare il mondo se solo avesse avuto la testa giusta ad accompagnare quello che madre natura gli ha consegnato alla nascita.
E invece la testa che si ritrova è bacata, vuoi per limiti propri o per scarsa educazione dall’ambiente circostante. Priva di voglia di arrivare, di concentrazione e conseguentemente di tempi della giocata. Le sue apparizioni in campo di questa stagione ne sono lo specchio. Poca voglia, poca concentrazione, poco ritmo. Nessuno può mai arrivare a credere che Balo non sappia fare un passaggio di metri cinque, eppure lui in campo ne sbaglia uno ogni due palloni toccati.
Irritante, goffo, lento, fuori dalla dimensione professionistica. Un bidone a cui non va data neppure un’ultima chance, troppe quelle già bruciate. Troppo il tempo perso a cercare di recuperarlo, molto più facile e produttivo terminarne il contratto e rispedirlo ad Anfield. Il Milan deve pensare a tornare a fare il Milan, e con personaggi come Balotelli rischi di distrarti dal tuo vero obiettivo.
Mi è difficile tifargli contro perchè noi tutti in fondo abbiamo creduto in lui e ci siamo affezionati a lui. Ma adesso è veramente difficile che lasci un segno in questo calcio.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)