Carletto o non Carletto: questo è il dilemma.
C’è chi è contrario, chi è favorevole, chi ci spera (come me) e chi ha il cuore in pace e sa che non tornerà. C’è anche chi, come al solito, lo lega alla politica di Berlusconi e questo è un discorso che non mi piace toccare e soprattutto di cui non voglio parlare.
Ancelotti sarà sempre parte della storia rossonera, da giocatore prima e da allenatore poi e penso che su questo non ci sarà mai da discutere.
C’è chi pensa che ‘le minestre riscaldate non vanno bene’ o chi pensa che ‘Ancelotti sia distruttivo adesso’ e ancora che sia un ‘pappamolle’ e infine ‘non adatto al momento rossonero’.
E sono stata piuttosto riduttiva, ne ho lette anche di peggio.
C’è chi pensa al contrario che Ancelotti resti un grande allenatore, un allenatore da cui provare a ripartire seriamente aiutandolo con innesti di qualità (finalmente) e non con innesti da quattro soldi e lontani dall’avere classe, personalità, qualità nei piedi e nella testa.
C’è chi, come me, ci spera da anni nel suo ritorno. Un ritorno che porterebbe al Milan linfa in panchina, linfa negli allenamenti e soprattutto porterebbe un cambio radicale nei giocatori della rosa rossonera.
Ma questo sono punti di vista, punti di vista che fino a che non si porrà un punto resteranno tali e si possono solo confrontare.

Quello che mi lascia basita, ogni volta, da qualche anno a questa parte è la cattiveria della gente. Milanista ovviamente.
Definire ‘pappamolle’ o ‘disastroso’ Ancelotti è da manuale di ‘tifoso loser’. Da manuale di antimilanista, quello che rema contro a prescindere, quello che tifa contro a prescindere solo perché si sono passati due anni di inferno, quello che qualunque cosa si faccia non va bene mai.
Ancelotti è il classico allenatore che una squadra vincente vorrebbe per riportare la propria squadra in alto nel mondo. Ancelotti non è il tipico allenatorino da scudetto.
Ad Ancelotti quello che interessa di più è far giocare la propria squadra, interessa avere quanto meno un fuoriclasse per reparto e interessa riportare la propria squadra in alto nel mondo, piuttosto che in Italia o in Spagna. Certo, se arrivasse anche il campionato non è da disdegnare, ma lui ‘preferisce la coppa’.
Ed è il tecnico giusto per questo Milan senza palle, senza identità, senza gioco e senza giocatori.
Con lui si potrebbe tornare ad investire in 3 giocatori per ruolo, si potrebbe tornare a quell’albero di natale tanto amato legato ad un gioco spettacolare, si potrebbe tornare a sognare l’ottava Champions con il tempo…
Con il tempo , ovvio. Anche perché difficilmente Berlusconi tirerà fuori tantissimi soldi al primo mercato per Carletto, nonostante lo voglia lui in prima persona.

Posso capire i dubbi, le perplessità e tutto ciò che vi è in mezzo: resta comunque impossibile non amare, non rivolere e non sperare nel ritorno di Ancelotti. Da milanisti.
Sentire dire certe su Ancelotti mi fanno rivoltare lo stomaco e mi fanno pensare che veramente meritiamo altri 100 anni di merda come quella attuale. Che meritiamo altri 100 anni di Inzaghi o di chiunque sia. Che meritiamo una bella disinfestazione non solo in società, a cui è facile dare tutte le colpe, ma anche tra i tifosi.
E non è lezione di tifo questa, è un dato di fatto e basta: si possono avere opinioni differenti e ci si può confrontare, ma non mi confronterò mai con qualcuno che definisce ‘disastroso’ Ancelotti.
Mai.
Soprattutto perché ad Ancelotti si preferisce Conte, colui che ci diede dei mafiosi e che è dalla nascita Juventino. Cose da manicomio.

Ed a proposito di questo, le dichiarazioni di Berlusconi sono state chiarissime ‘Ancelotti verrà da noi in caso venga esonerato’.
Parole di apertura nei confronti del tecnico italiano più vincente di quest’epoca. Nei confronti di un giocatore e poi allenatore che ci ha dato tantissimo.
Il fatto che Carletto in conferenza dica tutt’altro significa poco o nulla: sta trattando una buonuscita, sta discutendo un addio che ha del clamoroso, con Perez che perde sempre più parte della tifoseria e di giocatori attuali del Real ed Ancelotti non può assolutamente dire nulla nei confronti di altre squadre per rispetto di una squadra e di una tifoseria (che in caso restasse al Real poi avrebbe contro) sia perché trattando per la buonuscita, non avrebbe un euro pubblicizzando un’eventuale trattativa con altri club.
Che siano il Milan, o il City o il Barcellona, sia perché resta comunque il tecnico del Real Madrid attualmente e si metterebbe in una situazione delicata.
In più Ancelotti è sempre stato rispettoso nei confronti dei propri team e non andrebbe mai pubblicamente a dire ‘Ciao a tutti, lascio il Real Madrid perché mi accaso altrove’, sarebbe irrispettoso e maleducato, cosa che Ancelotti non è mai stato.
Un po’ come successe nel 2009, quando Carletto trattò con il Chelsea segretamente e poi di comune accordo, se ne andò dal Milan.
Non disse mai e poi mai che se ne sarebbe andato, fino a quando non ebbe la certezza della avvenuta lontananza, per rispetto di Berlusconi e del contratto che lo legava ad egli, nei nostri confronti e nei confronti della sua squadra che ancora lo seguiva.
Questo è Ancelotti, un grande uomo prima che un grandissimo allenatore.
A noi gente come lui in spogliatoio manca e non solo come uomo ma anche come allenatore: è dal lontano 2009 che non abbiamo un allenatore con la A maiuscola e riaverlo per me sarebbe una manna dal cielo.

E non mi interessa nulla delle minestre riscaldate: Ancelotti è il Milan, Ancelotti ha il Milan nel cuore e mi fido di lui come di nessun altro.
Non può fallire perché lui dal nulla crea macchine perfette. Basta vedere il Real dell’anno scorso con un ruolo nuovo per Xabi Alonso. Perfetto per lui. O Pirlo in rossonero.
Certo avrebbe bisogno di una bella mano dal mercato, magari a 2 o 3 manche, ma Ancelotti non si può criticare.
Ancelotti non si può non volere (o ri-volere). Ancelotti resta sempre il tecnico italiano più vincente, quello giusto per riportarci dove meritiamo di stare: in Europa.

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen