Ancora qui, ancora a scrivere le stesse medesime righe che, un anno fa, pensai soltanto.
Possibile che nulla cambi?
Possibile che solo da noi, nulla si evolva?
Possibile che più passano gli anni e meno si impari dagli errori?
Una cosa che ci insegnano fin da piccoli è ‘errare è umano, perseverare è diabolico’.
Fin da piccoli ci insegnano che ogni anno dobbiamo imparare dai nostri errori, capirli e non rifarli.
Elementare, Watson.

Eppure qui ogni anno, ormai da 7 lunghi anni, si parla sempre dei medesimi errori e delle medesime conseguenze che tali errori portano a squadra, allenatori, giocatori e tifosi.
Giocatori che non sono da Milan, giocatori che non hanno voglia di giocare per la nostra maglia ma che vengono costretti a farlo (e lo si nota dal campo), giocatori che scendono in campo come quando giocano con gli amici sotto casa.
Allenatori impreparati che vengono buttati nella mischia come fosse uno stupido gioco a chi viene bruciato per prima.
Allenatori che restano per 4 anni per grazia ricevuta, che fanno più danni di un terremoto e che alla fine vanno dalla rivale e sputano nel piatto dove hanno mangiato rinnegando ogni piccolo e mezzo valore che avevano.
Tifosi che si incazzano (permettetemi il termine) giustamente, ogni anno, a vedere uno scempio sempre più grande e sempre più irrimediabile.
Anzi, rimediabile, se uno volesse farlo…
Tifosi che si scannano l’un l’altro per opinioni diverse, senza pesare le parole e senza pensare ad avere un dialogo costruttivo, ma solo distruttivo.
Tifosi che sono sempre più allo sbaraglio, come la dirigenza.
Come la squadra.
Una nave che affonda, sola, sempre più sola, con il capitano che abbandona la nave in tempi record per non avere colpe.

Una dirigenza che invece che capire dove stanno i problemi, invece di rimediarli, li aumenta ogni anno di più.
Come a voler alzare l’asticella della difficoltà, come fosse un videogioco.
Come fosse Fifa.
Una dirigenza che pensa ai porci comodi loro, senza pensare al cuore, alle emozioni e all’amore che i tifosi hanno per quei colori.
Senza pensare ai sacrifici che la gente vera (e non la Curva Sud) fa per andare allo stadio, sacrifici non solo economici.
Una nave sempre più piena di merda e non basterebbero 5 anni interi per svuotarla.
E non parlo della squadra.
Da quel punto di vista basterebbe poco per sistemarla, ma si sa, noi non sappiamo vendere.
E lo si nota paurosamente vedendo la nostra rosa e il nome di Zaccardo, ancora con noi, nonostante fuori progetto dei 3 allenatori su 3.
Ed è un singolo esempio.

Urgono centrocampisti da 4 anni e non si prova nemmeno una volta ad investire denaro su quel lato del campo.
Bene Destro, bene Bocchetti, bene Antonelli e bene anche le cessioni in prestito di Saponara e Niang che torneranno vivacizzati.
Ma urge il centrocampo, e nessuno fa nulla.
Occorre il famoso ‘top player’ per ogni reparto e tutti stanno solo a guardare, a partire dalla curva che una volta avuti i loro biglietti stanno tranquilli e beati sugli spalti di San Siro senza muovere un dito.
Evidentemente tale situazione a loro sta bene così.

Sono 3 anni che andiamo avanti con la parola ‘progetto’ (abusata anche dai muri della mia camera ormai…), con ‘anno zero’ e con esperimenti di allenatori che, in un modo o nell’altro, hanno toppato in tutte le linee.
Seedorf ha fatto una miriade di errori, Inzaghi altrettanti
Entrambi inadatti a tale ruolo, senza gavetta.
Entrambi con atteggiamenti sbagliati ed entrambi lasciati soli al loro destino dopo qualche apparizione del maggior responsabile: Berlusconi.
Qualche apparizione a Milanello e pensava di trasformare i rospi in principi come nei cartoni Disney.
Mi dispiace, per quello serve la grana.
E tanta.

Servirebbe un intervento serio sul mercato per sistemare difesa e centrocampo.
Per tenere quei pochi giocatori buoni che abbiamo e per costruire una rosa (con tanto di allenatore serio) che possa quando meno definirsi ‘rosa’.
Non basta lo stadio per rinascere, anche se una bella mano la darebbe al mercato e all’appeal del Milan attuale.
Servono giocatori.
Serve un allenatore preparato che sappia far giocare una squadra anche di brocchi e serve seguire le direttive di tale allenatore sul mercato con il denaro disponibile.
Le parole devono finire, servono i fatti.
Ne servono molti perché questi ‘anni zero’ devono terminarae, a partire dal prossimo.
Sperando sia l’ultimo ‘prossimo’.
Ci siamo stancati, meritiamo un Milan diverso da questo e meritiamo che le nostre bandiere non finiscano in mezzo ad insulti gratuiti di mezzi tifosi solo perché gettati in pasto ai lupi troppo presto per soddisfare i comodi di una dirigenza troppo assente.

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen