Al Milan in questo momento le idee sono molto confuse. Assenza di progetto, di voglia di investire, di voglia di investire bene. Per questo l’obiettivo attuale che si percepisce dall’esterno è quello di una società che tenta di campare alla giornata, piazzando un trentaduenne dal passato glorioso e a costo zero qui e un altro scartino da due spicci di là. In questo modo si riesce a contenere la spesa e a mantenere una formazione che visivamente, leggendo i nomi dà l’idea al tifoso medio di avere ancora un’identità importante.
Ma basta già masticare un minimissimo di calcio per sollevare i sospetti su quella che al momento è una torre di Babele in mano a degli sciancati.
Il problema, come tutti possono constatare è evidente e insito nelle fondamenta. Il capo dà poca moneta in mano all’esecutore, e l’esecutore la spende malino. Malino e non malissimo eh, ma poco cambia quando sei l’AC Milan 1899 e la mediocrità non fa parte del tuo dna.

Il barlume di speranza poteva essere riacceso quando l’anno scorso in panchina si sedeva comodo comodo nelle sue pantofole in camoscio un certo Clarence Seedorf. Uno che è l’antitesi dello Yesman che è solitamente preso e buttato sulla panchina del Milan manco fosse un bambolotto di pezza. Uno che voleva davvero che il Milan tornasse grande a fatti e non a parole. Uno che pretendeva grandi nomi nella squadra del Milan, nello staff del Milan, nel ristorante di Casa Milan e nel giardino di Giardino Milan.
E’ stato cacciato.
Ora, io odio sparare a zero su chi lavora per noi, su chi va in panchina per noi, specialmente se ti chiami Inzaghi e mi hai fatto godere che neanche Jenna Haze.
Però oh, io la voglia di vincere in Pippo non la vedo. Non la vedo sul campo, non la vedo quando parla, non la vedo nei suoi occhi nè nelle sue idee.
Ma ce l’ha o no ‘sta voglia di vincere che tanto decanta e che tanto ci sbatteva in faccia quando scendeva in campo?
Come può farci tornare grandi uno che dopo aver pareggiato a San Siro contro l’Empoli suggerisce tra le righe come i toscani siano superiori al nostro Milan?

Sempre con la squadra, certo. Però mette tanta tristezza vedere i vostri volti, ragazzi. Quello corrugato e triste di Inzaghi, quello interrogativo di Cerci, quello spento di Destro, quello avulso di Menez, quello e basta di Montolivo.
Sembriamo sotto effetto di cloroformio, sembriamo una squadra che si barcamena nel vuoto, priva di grinta, di voglia, di fame. Tutte caratteristiche che se mancano poi la colpa è solamente che imputabile a chi va in panchina. Per questo richiamate Seedorf.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)

8 Comments

  1. Diavolo1990

    Seedorf è stato bruciato dalla squadra (che ha cominciato a far punti una volta chiesta la sua testa) e lo considero incapace più o meno quanto Inzaghi. Oltre al fatto che secondo me in una società bisogna andare d’amore e d’accordo e non si può pretendere di andare in panchina e fare il Direttore Sportivo allo stesso tempo. Ci vuole un allenatore dal nome pesante, in modo che a qualità note non possa essere contestato.

  2. Diavolino concordo

    ci vuole un allenatore di esperienza che chieda la cessione di tutti i senatori pippa dello spogliatoio rossonero

    intanto come vi avevo anticipato qualche giorno fa scoppia il caso Cerci ,
    un giocatore a cui l’allenatore aveva fatto alcune pesanti promesse per non andare all’Inter vedi posto da titolare e che il buon Galliani è dovuto intervenire per evitare il peggio tra giocatore ed allenatore

    insomma caro pippo non ci siamo
    dopo di te ci sono solo macerie

    speriamo che finisca presto questa disgraziata stagione e la permanenza a Milanello di alcuni soggetti

    1. Boldi , per favore , parla chiaro come faccio io ed altri . E’ giusto dare nomi e cognomi a chi si allude . Io , per esempio non ho capito un cazzo di chi sarebbero
      I soggetti da mandare fuori dai coglioni .

  3. ormai lo ripeto spesso

    le principali colpe di questa stagione sono sopratutto di alcuni giocatori della rosa , presunti senatori che dovrebbero guidare questa squadra

    che fino ad ora si sono distinti per guidare i compagni dal medico e non in campo

  4. grande articolo mattia condivido anche le virgole ,magari tornasse clarence ma,purtroppo lui pensava troppo in grande ,o meglio troppo per questa societa cosi decaduta,montolivo è una cosa inguardabile come giocatore e come uomo,responsabile della cacciata di seedorf

    1. Diavolo1990

      Tu credi troppo ai giornalai… p.s. non bisogna pensare in grande, bisogna pensare realisticamente. Anche a me piacerebbe comprarmi una ferrari ed una villa a Miami….

    2. Purtroppo probabilmente anche di qella di De Jong , l’unico condottiero in rosa .
      Dopo impereranno i frocetti cari a Galliani . Se Silvio non si sveglia siamo fritti .

  5. Intanto , mentre raccolgo le idee sollevate dal tuo post , mi ricordo:
    ” non ci dimentichiamo da dove siamo partiti “. ……………….

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