Avevo fatto lunedì pomeriggio una lista di mille argomenti da sviluppare per questo editoriale.
Uno era, come al solito, Inzaghi.
L’altro i rinnovi di alcune pedine importanti come De Jong e Abate.
Un altro ancora la situazione di Montolivo, ufficialmente scomparso dalla scena per non si sa quale motivo.
Ma sono ricaduta sullo stadio di proprietà, il sogno di ogni Milanista da qualche anno e soprattutto un segnale che finalmente può giovare al Milan e al futuro della nostra amata squadra.

A poco meno di una settimana dall’uscita del progetto rossonero del nostro stadio di proprietà, ho voluto scrivere un articolo proprio riguardo a questo argomento.
Un progetto di immane bellezza che rappresenta in tutto e per tutto la nostra storia, la nostra brillante storia nel mondo.
Ovviamente i lavori ancora devono partire, mancano ancora delle firme e ci sono già le prime polemiche da parte di tifosi e residenti al Portello, area di interesse rossonera.
I residenti si lamentano, dicono di ‘no’ allo stadio ed hanno addirittura stampato 5mila volantino con la scritta: “Uno stadio qui è una partita persa”.

Dall’altra parte un Galliani raggiante, il quale approva la nuova idea di Barbara Berlusconi e si mostra quasi eccitato all’idea di avere uno stadio accanto a Casa Milan, autentico gioiello rossonero, elogiato da tutti e che ha portato molte più entrate di quelle che si pensava inizialmente, complici anche le numerose iniziative messe in pratica da Barbara.
Ecco come si è espresso l’amministratore delegato rossonero: ”Oggi abbiamo fatto una riunione proprio riguardante lo stadio e sarebbe meraviglioso vedere fuori da ‘Casa Milan’ lo stadio. E’ un sogno, speriamo si possa realizzare. Ne abbiamo parlato due ore con la dott.ssa Barbara Berlusconi. Sarebbe fantastico e un vero sogno”.

La decisione finale, spetterà al sindaco Pisapia, che in realtà si è mostrato favorevole allo stadio lasciando una breve intervista a riguardo: “Bisognerà vedere la compatibilità rispetto al territorio, ma non entro nella questione dell’ubicazione. Dico solo che ci sta, soprattutto uno stadio così come proposto dal Milan: aperto alla città, al quartiere e alla zona, giorno e notte. Tutti i giorni e non solo la domenica. Non deve essere un luogo isolato, dove si gioca due volte a settimana, ma vivo e vivace come avviene nelle capitali europee”.

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Ma analizziamo in breve lo stadio che Barbara, e quindi il Milan, vogliono creare entro il 2018-2019.
Sarà uno spazio aperto, un luogo e un pezzo della città di Milano tutta rossonera.
Non sarà più alto di 30 metri, mentre San Siro va addirittura oltre i 60 metri, rispetterà l’altezza dei restanti palazzi presenti in zona, e grazie alla collaborazione Arup, lo stadio verrà costruito mediante portici e strutture leggere e trasparenti quindi in maniera non invasiva.
«A differenza dei primi stadi, che erano solo dei contenitori di spettatori, e degli stadi britannici degli anni 90 aperti 7 giorni – spiega l’ingegnere Maurizio Teora, direttore di progetto di Arup -, questo impianto ci poterà nella terza era degli stadi: integrerà le sue funzioni sportive e d’intrattenimento, sempre attive, con la vita e le esigenze della città. Associando le funzioni tipiche di uno stadio alla vita del quartiere, come ad esempio per l’albergo».

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E non è finita qui.
Il nuovo stadio sarà rappresentato come un’arena all’esterno della quale si potrà avere un grande spazio verde.
Avrà 48.000 mila posti, con zero barriere e zero tornelli.
Avrà addirittura un tetto mobile e al suo interno potremo trovare un’innovazione anche per i giovani, i quali avranno la possibilità di frequentare un nuovo indirizzo di liceo, che è per ora identificato come ‘liceo sportivo’.

Ovviamente, per chi come me frequenta i social network, si è vista una grandissima disparità di commenti e proprio per questo mi piacerebbe aprire un dibattito, grazie a questo articolo.
C’è chi adora il nuovo progetto e non vede l’ora che i lavori comincino per andare allo stadio.
C’è chi invece, legato a San Siro, lo ripudia.
O chi, legato alla storia che ha San Siro con il Milan, è contro ad uno stadio nuovo a Milano indipendente da quello che si porta come progetto e invece è pro all’acquisto di San Siro (con le mille mila modifiche da effettuare).

Ora, quello che io penso personalmente è che è un gran bel progetto.
Uno stadio economico, innovativo, progettato per il futuro.
Attualmente dobbiamo ricominciare tutto da capo, anche la nostra storia è parte del passato, e come tale San Siro.
Uno stadio troppo grande per noi, troppo grande per il momento attuale dell’Italia in cui non incidono solo i risultati attuali del Milan ma anche la crisi che ha colpito le famiglie italiane, costrette di conseguenza a fare delle scelte rinunciando ad altro.
E questo altro, per molte ragioni è lo stadio che diventa sempre più una questione per ‘ricchi’ o residenti e abitanti di Milano.
San Siro solo per acquistarlo costa il doppio, visto che il sindaco di Milano non è favorevole a nessuno scontro per la famiglia Berlusconi.
E una volta acquistato andrebbe addirittura messo a nuovo, togliendo un anello e modificando l’area di interesse per i tifosi.
Per me, non ne vale la pena.

La nostra storia rimane, ovunque andremo.
Le nostre coppe, a Casa Milan, rimangono, qualunque sia lo stadio in cui giochiamo.
Ora abbiamo l’opportunità di creare un nuovo personale ciclo di vittorie iniziando dal mercato intelligenti fatto a Giugno e perfezionato ancora meglio a Gennaio.
Possiamo sistemare la squadra rattoppandola per quanto possiamo a zero euro, nell’attesa del nostro stadio.
Nell’attesa di entrate più cospicue e quindi di soldi da investire che San Siro attualmente non porta.
Avendo a mala pena 30.000 tifosi per partita allo stadio (e sono larga, eh), uno stadio da più di 50.000 mila posti sarebbe stato uno spreco di soldi che avrebbe portato gli stessi attuali problemi di soldi in ingresso e di introiti di San Siro.
E la Champions, verrebbe comunque giocata a San Siro, anche se dovessimo costruire uno stadio da 80.000 posti per la storia e per il Comune di Milano.
Chiaro, questo è il mio attuale pensiero sullo Stadio, sul progetto rossonero.
Attendo la vostra risposta e la vostra idea per poter aprire un dibattito costruttivo, confrontando le nostre opinioni e i nostri progetti per il nostro Milan.
Che nonostante i numerosi ‘anni zero’ ha ancora il nostro infinito e sconsiderato amore, per tutta la vita.

Posted by MargheritAxen

13 Comments

  1. Il progetto è entusiasmante, a mio gusto personale manca solo la zona a luci rosse con le puttane in vetrina, d’altronde se abbiamo detto che deve essere vissuto tutta la settimana.

    Una struttura che dovrà NECESSARIAMENTE essere dedicata a Silvio Berlusconi deve essere per forza di cose magnificente, anche perchè molto probabilmente la squadra che ci giuocherà dentro sarà una squadra di merda come quella di oggi. Che almeno la struttura sia all’altezza del nostro Presidente, cribbio.

    1. Una struttura che dovrà NECESSARIAMENTE essere dedicata a Silvio Berlusconi

      Magari.

      Vuol dire che prima deve essere trapassato.

      1. Dimentichi che il Real Madrid ha intitolato il Santiago Bernabeu al suo omonimo presidente ben 23 anni prima della sua dipartita. Pensa te!

        1. La legge spagnola è diversa da quella italiana

        2. Ma mica è un edificio pubblico.

    2. Gli dedicheranno la zona a luci rosse!

  2. Voglio vedere de qualcun altro si unisce a me per esternare il proprio schifo .
    Vi sono persone che per educazione fanatica , per sentimenti abietti . per insufficiente sviluppo della massa cerebrale , suscitano ribrezzo .
    Che so , come i serpenti , o i topi di fogna .

    1. Hai ragione e son tutti berlusconiani!

      1. Sadiq , pronto anche tu a festeggiare con Diavolino a piazzale Loreto ?
        Dai , coraggio , dimmi se aspetti con ansia quel giorno !

        1. A proposito. Ieri è morto l’ultimo partigiano ancora in vita. Lode ed onore ai veri eroi d’Italia.

        2. Compresi quelli della brigata Garibaldi che si macchiarono di eccidi, omicidi, vendette (anche personali) e assassinii a guerra finita? Compresi quelli, gappisti (comunisti del PCI), che a Porzus massacrarono 17 partigiani prevalentemente cattolici? Quando assieme ai meriti si accetteranno serenamente queste tremende colpe taciute, nascoste, addirittura minacciando di morte chi, a tanti anni di distanza, aveva avuto il coraggio di rivelarle, allora potremo porre fine a un 25 aprile sanguinario che ha lasciata aperta una guerra civile mai del tutto sopita. Non può essere che dopo 70 anni quell’immagine sanguinaria, barbara, di piazzale Loreto possa rappresentare ancora un simbolo di libertà.

        3. Non mi interessano i piazzali, vorrei solo che si cavasse dai coglioni, visto che non ha più alcun interessa per il Milan. Non possiamo avere eterna riconoscenza con lui sulla poltrona da presidente. La avremo ancora se venderà senza pretendere la luna, a qualcuno cha abbia a cuore, come me e gli altri TIFOSI DI CALCIO e non di partito, il bene del Milan!

        4. E poi già nel paese non conta più un cazzo!

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