Finalmente. Finalmente una reazione violenta a quello scempio che accade ogni settimana in quel catino di immunità che è lo Juventus Stadium. Finalmente sono caduti gli altarini e gli incoerenti. Finalmente è stato denunciato lo scandalo di una Juventus che si autoproduce le immagini e sceglie i replay da mandare in onda. Capita, così, che dopo una immagine in cui si vede che Tevez è in fuorigioco la stessa Juventus dopo 40 minuti ne manda un’altra con righe la cui prospettiva lascia a desiderare per smentire il tutto. Capita che un tocco di mano involontario di Essien ed una spinta di Zaccardo vengano analizzate frame per frame e montate 15 volte. Capita che una manata di Evra ad Antonelli in piena area di rigore, ed una carica di Bonucci a Diego Lopez sul gol del 2-1 non vengano nemmeno prese in considerazione.

E’ capitato a noi ieri (ma anche all’andata, ricordate il rigore su Menez?), è capitato al Torino, al Catania, al Chievo, all’Udinese – la notizia è che finalmente qualcuno ha reagito e rotto quel muro di di omertà. E la cosa peggiore è vedere gli stessi tifosi rossoneri (almeno nominalmente, perché sulla reale fede di molti di loro ho più di un dubbio) attaccare non la Juventus ma la società Milan che ha reagito. Gli stessi che esaltavano il violino di Garcia. Gli stessi che esaltavano il comunicato dell’Inter sulla reputazione della Juve. Un’atteggiamento che non solo mi ha fatto indignare ma mi ha fatto veramente provare schifo e ribrezzo per queste persone, per questi presunti compagni di tifo. Vedere blog milanisti (o presunti tali) sulle timeline di twitter dei peggiori tristellati che ne facevano retweet poiché condividevano opinioni sulla gara di ieri sera dovrebbe far capire – da solo – il livello a cui sono arrivati alcuni tifosi del Milan.

La scusa più vergognosa è stata il barricarsi dietro la rosa ed il gioco. Come se fare risultato con una rosa inferiore fosse una vergogna o fosse proibito dal regolamento del calcio. La scusa dell'”erano più forti, avrebbero vinto lo stesso” è la scusa con cui gli stessi Juventini difendono (almeno) due scudetti conquistati illecitamente. Accettare e utilizzare questa scusa a spada tratta vuol dire essere scesi vergognosamente a quel livello. Vuol dire negare quanto successo prima del 2006 con Moggi che ha scippato due titoli ad una squadra che faceva regolarmente finali di Champions League. Accettare che una squadra, se è forte, vince lo stesso indipendentemente dall’arbitro vuol dire negare episodi come il gol di Muntari o partite come questa.

E’ ovvio che va tutto ricondotto alla fenomenologia del social network. Una fenomenologia che specialmente su twitter vede le masse compattarsi a seconda delle idee decise a tavolino da 2-3 “opinion leader“. Triste vedere gente che va avanti a cercare consenso accontentando le folle e facendogli leggere quello che vogliono vedere. Ancora più triste vedere che c’è chi in questi mesi ha cambiato violentemente linea editoriale rendendosi conto che l’imparzialità ed il distacco non paga. Fare post o tweet in cui si insultano tutti sarebbe la cosa più facile ma è una cosa che io mi rifiuto di fare ormai da anni andando avanti orgogliosamente nel sostenere la mia idea anche rimanendo l’unica pecora nera che non si lega al gregge.

Quello che non è accettabile è vedere tifosi che vendono la propria dignità per due like in più e qualche quindicenne frustrato sul proprio blog o paginetta facebook. Quello che non è accettabile è mischiare le vostre stupide battaglie contro Inzaghi, Berlusconi e Galliani giustificando l’avversaria storia. Quello che non è accettabile è vedere squadrismo e account aperti per insultare apposta chi la pensa diversamente. Quello che non è accettabile è vedere account milanisti fare comunella coi peggiori account gobbi della storia di twitter “alleandosi” con la rivale storica per andare contro la propria squadra solo per poter dire che si aveva ragione. 

Twitter purtroppo è un brutto posto (molto più di Facebook). La stessa società lo ha descritto “lo sfogo di violenti e frustrati” (spesso dietro anonimato) e così è. Ed è proprio per colpa di quei violenti e frustrati che noi stessi siamo costretti a mantenerlo, l’anonimato. E’ proprio per colpa di questi che viene emarginato chi la pensa diversamente da quello che han deciso a tavolino i 3-4 santoni del web venendo spesso costretto a cancellare l’account (e ci siamo passati anche noi, con la chiusura del blog, riaperto proprio per non darla vinta a questa gente e lasciare un punto di riferimento alle poche menti pensanti). E’ proprio per colpa di questi che siamo stati e siamo boicottati e diffamati (e la vedo la gente su twitter che per non scontentare gli amichetti al massimo mette una stellina al posto di fare retweet, credete che sia scemo?) in continuazione. E nonostante tutto ho ancora le spalle larghe per dire no, al vostro squadrismo io non ci sto.

Come ha scritto ieri sera il nostro vice-direttore bari2020 sarà bellissimo essere lo scarpone che li caccerà giù dal carro dei vincitori. Perché un giorno torneremo a vincere. E sarà l’ora per tutte le prostitute intellettuali di fare i conti. Saranno quelli che ora insultano l’account del Milan per una sacrosanta reazione a dover fare i conti con se stessi, con le loro futili battaglie, con le loro incoerenze, con in loro esaltare e sminuire a convenienza. Loro ed il loro futile seguito piegato a novanta gradi per due retweet, spesso a sostenere idee non proprie. E rideremo del fenomeno Cristante, della prospettiva, delle polemiche sulla fascia di capitano, dello stipendio di Traorè, di Seedorf prima usurpatore della panchina di Allegri e poi santo intoccabile, del monte ingaggi sbandierato ignorando i cartellini, degli ingaggi lordi, dei fatturati, degli attacchi agli editoriali di Milannews del venerdì notte e gli elogi a quelli di 24 ore prima a prescindere dal contenuto, della buonuscita di Galliani e compagnia bella.

La loro reputazione, ora in gloria. sarà passeggera come le loro idee. Rideremo e ci ricorderemo di chi sta affossando il morale di questa squadra, di chi sta usando il Milan per ritagliarsi una nicchia di popolarità sui social network e poco più. Rideremo e ci ricorderemo di quei tifosi più indecenti delle prestazioni in campo di Essien e Muntari quel giorno a Torino. E saremo orgogliosi di non aver sparato a zero a caso per due retweet in più degli amichetti gobbi.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.