Si parla tanto di campagne contro il razzismo, di smettere di considerarci diversi solo per il colore della pelle, che siamo tutti uguali eppure ancora oggi nel 2014 esistono pregiudizi che esulano dal colore della pelle ma che sono al contempo gravi: il cognome di una persona e il sesso di quella persona.
Se sei donna, di calcio no puoi discutere.
Se sei donna, di calcio non sai nulla.
Se sei donna, aspettati di essere derisa, presa in giro ed insultata perché “il calcio non è affar tuo”.
E se sei donna, non dovresti nemmeno dire la parola ‘calcio’ o ‘pallone’ perché sei una casalinga e devi pensare a lavare, stirare e pulire.
Aggiungiamoci poi il cognome, Berlusconi, e gli insulti più disparati partono senza nemmeno collegare cervello e bocca (o mani, in questo caso): “Puttana”, “Torna a casa dai tuoi figli”, “Vai a dare via il culo”, “Il calcio agli uomini, fuori!” e smetto qui, perché sono poco carini e non sono contenta di scriverli.
E con questo mio bellissimo mix come prelazione, vi presente l’oggetto del mio editoriale: Barbara Berlusconi.

Credevo che nel 2014 si fosse passati oltre a queste cose, oltre al fattore “donna=lavandaia” e “uomo=calcio”.
Eppure davanti a queste cose rimango ancora allibita nel vedere come la popolazione italiana non si sia evoluta affatto con il passare degli anni.
Per gli uomini sarà difficile dover accettare il fatto che le donne siano al pari loro e che rispetto al passato non siano più loro i capi e i geni della famiglia.
E questo lo posso anche capire.
Ma la storia, per chi la sapesse, insegna che le donne hanno avuto una parte importante: guardiamo i premi nobel.
Dalla medicina alla fisica, dalla chimica alla letteratura sono state poco meno di 100 le donne premiate, donne emancipate che fanno capire come il concetto “donna=casa” sia completamente errato.
E fanno anche capire come, attualmente nel 2014, i concetti non siano cambiati, la società non si sia evoluta e gli uomini siano rimasti ancora aggrappati al concetto che una donna non possa e non debba parlare di argomenti che, a loro dire, sono solo ed esclusivamente maschili.

Il tutto è nato dall’ennesimo articolo pubblicato sulla vicenda dello stadio.
Mi piacerebbe un attimo analizzare la questione, visto che si sta prendendo di mira Barbara per una colpa che oggettivamente non è nemmeno sua.
Gli insulti che, ad ogni commento, si prende sono sempre i soliti ed anche più esagerati di miei elencati sopra.
Personali, per lo più.
E la motivazione?
“Gira da un anno e non ha concluso niente!”.
A questo punto mi chiedo io: ma fate sul serio quando scrivete queste assurdità, ci pensate prima di commentare oppure vi vengono di getto e quindi non sono ragionate?
No perché a me pare strano che, persone di 20-25 anche 30 (e più) anni, non riescano a comprendere il difficile lavoro di Barbara nel trovare sponsor che ti diano un’entrata cospicua da poter utilizzare per lo stadio, o nel trovare un investitore (con tanto di cessione di una minima parte di quote della società) che ti possa investire una bella somma di denaro nello stadio privato del Milan.
Potrei farvi un elenco lungo sei pagine di problemi relativi alla cessione, adesso, anche del solo 20% di quote societarie, o dei problemi nel trovare sponsor, ma per comodità ve ne elenco solo tre:

  1. ci sono sceicchi che ormai condizionano tutto, dal mercato dei giocatori alla cessione di società che nonostante la crisi, hanno comunque un buon marchio;
  2. il 20% della società è comunque una buona fetta e non la si può cedere al primo mentecatto che arriva con i soldi, bisogna valutare e vedere se si può arrivare ad una scelta diversa dalla cessione di quote;
  3. gli sponsor non escono così dal nulla, puoi trovare sponsor come Audi o Ducati o società simili che ti investono una somma di denaro in cambio di uno striscione a San Siro come pubblicità ma la somma non è certamente dedita alla costruzione di uno stadio di proprietà.

Ribadisco: potrei continuare la lista ma sarebbe lunga e pressoché inutile definirla, dato che credo che le persone con un cervello attaccato al collo le sappiano già da soli.
La cosa che più mi infastidisce è che Barbara venga attaccata personalmente per un lavoro di difficile fattura, un lavoro che con “Casa Milan” le è venuto veramente bene e non parlo a livello estetico (che personalmente, tra l’altro, trovo fantastico) ma anche a livello di marketing.
Molti tifosi (soprattutto stranieri) sono andati a visitarla e molti tifosi la vorrebbero visitare tuttora, anche in occasione di qualche partita importante.
Ovvio che non ha portato milioni nelle casse del Milan, ma sicuramente ha portato qualche soldo in più rispetto alla vecchia sede, tutta distrutta esteriormente e poco attrattiva, di Via Turati.
Eppure viene denigrata lo stesso, e se per caso finiste gli argomenti per schernirla, ecco che viene tirata fuori la vicenda Pato.

Il succo è tutto lì: Pato-Donna-Berlusconi.
Non ne esce.
E non ne uscirà mai.
Barbara sarà sempre vista connessa con quei tre elementi lì sopra.
Poco importa se magari, tra qualche viaggio e l’altro riuscirà nell’impresa di lasciare la società a Berlusconi, avere lo stadio personale del Milan e avere qualche sponsor in più.
Poco importa perché lei sarà sempre etichettata come quella che “non ha fatto arrivare Tevez per il suo amore Pato” (Tevez, 30 anni, con un gol in Champions ogni 20).
E giusto per sottolinearlo, al posto di Tevez arrivò Balotelli, tifoso rossonero e che ha riempito la porta avversaria 26 volte in un anno e mezzo su 46 presenze.
Poco importa perché lei sarà sempre “una Berlusconi” e come tale, sarà legata alla politica Italiana, visto che quando non si ha cosa dire o non si hanno argomenti validi con cui commentare spunta fuori “Forza Italia” o “PDL” a fare da scudo, ‘si sa mai che ci ho beccato almeno insulto e non ne esco con le ossa rotte’.
Poco importa la questione dello stadio, abbiamo una squadra ridicola e non possiamo certamente rifarci e ripartire da un amministratore delegato donna.
Non ci sarà mai un dietro front, sarà sempre così, qualunque cosa lei faccia per il Milan.
E quando dico che il male del Milan non è solo la società (che non investe) ma sono soprattutto i tifosi, questo mio editoriale ne è la conferma più infima.
Potrebbe anche costruire due stadi per il Milan, comprare San Siro di tasca sua o comprare Ronaldo di tasca sua: resterà sempre una Berlusconi, una fascista e una rovina-Milan a causa della non cessione di Pato.
Fine.
Non vogliono sentire oltre di lì.

Essendo in argomento, vorrei proprio spendere due parole per la questione stadio.
Ho letto tanto elogi per Pallotta, per lo stadio, per la presentazione, per la velocità e comunque per aver deciso di spendere soldi per la Roma.
Certo, per la Roma.
Lo stadio è tutto suo, solo suo e sarà così per sempre.
Se un giorno si stancherà della Roma, quest’ultima tornerà da dove è venuta: dall’Olimpico.
Eppure non si risparmiano elogi, anche da parte dei media, a questo bravissimo Presidente che ancora oggettivamente non ha nemmeno costruito un bagno del nuovo stadio.
Perché anche i media il loro lavoro lo sanno fare bene, basta vedere come viene commentata una notizia dello stadio rossonero.
Pallotta è eletto come Dio, mentre Barbara che gira mezzo mondo è una ‘mentecatta’ che cerca denaro.
Aaaah i media, dovremmo addirittura applaudirli.
Dovrei aprire un capitolo a parte solo per loro: si è arrivati al punto in cui bisogna dire BASTA.
Basta di denigrare Barbara solo perché di cognome fa Berlusconi e quindi la si associa al padre e alla sua politica (sempre più marginale, tanto per chiarire).
Basta sminuire il lavoro di Barbara quando lo stesso lavoro, fatto da altre società e altri amministratori delegati, viene elogiato con tanto di prima pagina.
Il loro lavoro, dei media intendo, quello di screditare ogni cosa il Milan abbia intenzione di fare (dallo stadio, ai giocatori da comprare, a Casa Milan o anche alla maglia stessa e al logo da stampare), è puntualmente preciso ed efficace tant’è che i tifosi rossoneri, quelli che ormai credono anche alla trasformazione di merda in cioccolato, gli credono a bocca aperta.
E una volta letto l’articolo, via che partono gli insulti.
Come sempre, del resto.
“La nostra società deve prendere esempio dalla Roma di Pallotta! Lui si che è un presidente, spende i soldi per i giocatori e per lo stadio!”
Che lo stadio sia di Pallotta e non della Roma, poco importa.
Che la Roma, se lo stadio non andrà in porto rischia di dover spendere miliardi per il fpf e i debiti che ha attualmente, poco importa.
E’ programmazione.
Spettacolo.
“Vedi, la Roma spende e spande, noi invece siamo dei poveretti”.
Spende: 30 milioni per Iturbe, con 1 gol in Serie A all’attivo mentre Honda (per citarne uno, ma ci sarebbe anche Menez) ne ha 6, preso però a zero euro.
O i paragoni si possono fare solo se sono favorevoli alla Roma?
Non appena però Barbara gira il mondo per fare lo stadio, come la Roma, magicamente lo stadio è inutile.
“Siamo delle pippe, cosa compriamo lo stadio a fare!”
“E’ meglio che spendete per la squadra invece che per lo stadio”.

Si lamentano, in ogni post, della mancata programmazione, del mancato investimento e del fatto che dobbiamo seguire il ‘modello Roma’.
Poi, non appena inizi a progettare stadio, investi soldi nel settore giovanile (vedi anni 98-99 rossoneri), cerchi investitori e sponsor per aumentare i ricavi e non va più bene lo stesso.
Certo, devi investire per i giocatori.
Ma chi glielo spiega che se non hai entrate è difficile investire?
Chi glielo spiega che, lo stadio, porta soldi in entrata e porta ad avere una maggiore liquidità di denaro investibile nel mercato?
Chi glielo spiega che, adesso, è impossibile provare a competere con sceicchi e arabi nel mercato dove anche per un normale giocatore come Iturbe devi spendere più di 30 milioni quando ne vale la metà o anche meno di 15?
Ed ho detto Iturbe.
Se mai volessimo puntare a Verratti, che io personalmente amo e porterei in spalla a Milanello, quanti milioni credete che servano? 30?
Ne varrebbe 30, ma ne devi tirare fuori 90 per portarlo a casa con Chelsea, PSG, Real e Barcellona che come minimo portano l’asta ad 80.
E dove li prendi 90 se non hai un’entrata solida?
Peggio che giocare a Monopoli, ma questa volta i soldi sono veri.
Come disse Berlusconi poco tempo fa: “Ragazzi, il calcio è cambiato e non possiamo competere con gli sceicchi. Ma se io vi sto vicino, voi seguite Inzaghi e insieme cerchiamo il bel gioco, niente è impossibile”.
Non mi potrebbe trovare più d’accordo.

Ecco a cosa serve lo stadio, ecco a cosa serve il lavoro di Barbara in giro per il mondo.
Per voi è elemosinare denaro.
Per voi è inutile.
Per me è cercare la migliore soluzione per la rinascita del Milan, sia economica che di squadra.
Stadio=Soldi=Ricavo=Entrate maggiori=Mercato.
Equazione semplice semplice, anche per chi odia la matematica.
Ecco perché trovo squallido insultare personalmente Barbara (e in questo caso trovo squallido anche il lavoro dei media nel ridurre a poco e niente il suo lavoro, quando è in realtà tanto e faticoso) ed ecco perché mi trovo completamente dalla parte dell’Amministratrice in questa lungo e faticoso cammino che non appena porterà i frutti desiderati, sarà la fortuna del Milan.
Che sia in Zona Fiera, che sia in zona “Scalo Farini” vicino a Porta Garibaldi o che sia San Siro, sono sicura che tra qualche anno anche il Milan avrà il suo stadio e se avrà la stessa imponenza e la stessa bellezza di “Casa Milan” (tanto criticata prima ma adesso tanto amata adesso), non deluderà di certo.
Tutta la mia stima e la mia fiducia si impongono in Barbara, che da qualche anno si sta muovendo in ogni lato (economico) per poter ricostruire quella fama e quella importanza che una volta aveva il Milan e che ora, piano piano, tornerà ad avere.
Per tutti.

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen