Esame motivazionale

Domani sera contro la Samp potremo rispondere alla domanda che più ha diviso i tifosi in questo primo quarto di campionato: siamo o non siamo da terzo posto?
Finora le risposte sono state altalenanti e tuttora il tifoso milanista si sta chiedendo se la sua squadra sia quella vista nelle gare frizzanti e grintose di Parma e all’esordio contro la Lazio, oppure quell’agglomerato di non morti che si è arreso al Palermo dopo 10 minuti di partita.

Le prime possibili formazioni fatte trapelare da Inzaghi fanno già insorgere i primi tumulti. Bonera e Mexes in particolare scaldano le tastiere di tanti tifosi.
Ma è davvero un problema di uomini quello del Milan? Se perdi 2 a 0 contro il Palermo che schiera giocatori di gran lunga inferiori a quelli rossoneri, siamo sicuri che sia perchè ha giocato x al posto di y?
Il Milan post 2012 di campioni non ne ha più avuti, questo è certo, però in un campionato dove la Sampdoria sembra poter tranquillamente inseguire la Roma, non sono più le motivazioni a fare la differenza?

Proviamo ad analizzare i due undici titolari che dovrebbero scontrarsi nel match di domani.
La Samp, dopo aver perso Viviano per un mese, in porta schiera Romero, portiere della nazionale argentina che sta fornendo prestazioni sopra la media, ma non per questo superiore a un santone come Diego Lopez, che già domenica scorsa ha dimostrato come l’infortunio sia ormai superato.
La coppia di centrali dovrebbe essere Gastaldello-Regini, oppure Gastaldello-Silvestre. Eh si, proprio il Silvestre tanto preso in giro quando indossava la maglia del Milan. Possiamo dirne quante ne vogliamo a Mexes, ma tra la prima coppia e Rami-Mexes, scusate ma ci teniamo la seconda.
I terzini della Samp: Mesbah e Cacciatore. Stesso discorso valevole per Silvestre, Mesbah a Milanello era considerato alla stregua di un anticristo, anche qui nel caso dovesse giocare Bonera, preferirei i miei terzini a quelli sampdoriani.

A centrocampo già il discorso assume sfumature più complesse. La Samp ha due giocatori talentuosi come Obiang e Soriano, con quest’ultimo ormai in rampa di lancio dall’anno scorso e pronto a spiccare il volo verso lidi più importanti, date le sue qualità. Due giocatori così al Milan farebbero molto comodo, ma ritengo ancora che il trio che dovrebbe essere titolare domani, De Jong-Muntari-Poli, non sia poi così infinitamente inferiore a Rizzo-Obiang-Soriano, per quanto gli ultimi offrano più qualità, e per un milanista sentirsi dire che la Samp ha un centrocampo più tecnico è ben oltre il limite dell’utopistico.

Davanti non credo ci possa essere storia. Presi al top, El Shaarawy-Menez-Bonaventura sono anni luce superiori a Gabbiadini-Okaka-Eder, anche per il più pessimista dei rossoneri. Presi al top però, perchè anche un Cristiano Ronaldo svogliato e avulso dal gioco sarebbe meno efficace di un Eder. No ok, sarebbe ancora meglio Cristiano Ronaldo, ma ci siamo capiti.
A fare quindi la differenza sono le motivazioni, e in questo Mihajlovic ha dimostrato di essere un top allenatore, essendo capace di trasmettere alla Sampdoria la sua grinta e la sua voglia di fare risultato con ogni mezzo.

Noi abbiamo più qualità, siamo più forti. Questo non ce lo deve togliere dalla testa nessuno. Siamo meglio di Cesena, Empoli, Palermo e anche Sampdoria. Le motivazioni loro però sono state più forti e ci hanno portato via punti, con la Samp bisogna invertire la tendenza, e a questo può pensarci solo Inzaghi. Perchè siamo onesti, con un allenatore à la Conte il Milan non avrebbe 16 punti e brutti momenti di blackout in campo, va preso atto e ammesso serenamente.
Bisogna però ricordare che Pippo allena in serie A da dieci partite. Dobbiamo supportarlo come lo abbiamo supportato da giocatore, perchè se recupera la grinta, la rabbia, la forza che aveva con la maglia numero 9, allora la prima rampa di scala per tornare a essere squadra è completata.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)