conte_gattoIl calcio italiano, ormai, è in un tale periodo di vacche magre che nessuno (Napoli a parte, che continua a prendere giocatori forti a caso per poi demandare a Benitez il compito di trovare la quadra) si orienta più sui calciatori: il vero mercato è quello allenatori. In questo momento, solo la Roma appare sicura al 100% di cominciare la prossima stagione con Rudi Garcia: il possibile divorzio tra Conte e la Juve, invece, sta scompigliando le carte. Se Conte se ne va dai bianconeri, sia Monte Carlo la destinazione o meno, si apre un particolare valzer di panchine: tutti, infatti, sarebbero in gioco per la panchina dei campioni d’Italia, e qualcuno paventa addirittura uno scenario a dir poco inquietante.

Voci di corridoio riportate da alcuni media affermano che la dirigenza della Juventus starebbe seriamente pensando, in caso di rottura con Conte, a Massimiliano Allegri: la cosa che lascia ancora di più a bocca aperta è che, secondo alcuni, il Milan potrebbe essere una delle destinazioni del tecnico salentino. Sarebbe un momento tragicomico: una squadra abituata negli ultimi tempi a prendere il largo sin da inizio stagione in mano a un allenatore le cui squadre hanno notevole difficoltà nelle prime partite stagionali, una società che pensa seriamente ad una figura di allenatore-manager che si affida al responsabile di scelte di mercato quantomeno discutibili, una dirigenza che dopo aver congedato un allenatore decisionista, fresco vincitore di tre titoli, si affida ad uno di coloro che, a causa delle proprie decisioni, ha contribuito al primo di essi.

Vedere Allegri alla Juve e sentire riecheggiare le sue arcinote esclamazioni nello Stadium sarebbe bellissimo, soprattutto per noi milanisti. Ma è ben diverso vedere Conte al Milan, soprattutto dopo le tensioni degli ultimi due anni. Ma mi sembra, per vari motivi, un esito improbabile. In primo luogo, Conte richiede investimenti importanti sia sul piano personale (ingaggio) sia per la campagna acquisti: soldi che al Milan mancano da tempo. In secondo luogo, Conte è un vincente non tanto (in particolare alla Juve) per una particolare inventiva a livello tattico, ma perché riesce a motivare una squadra solida e concreta verso l’obiettivo della vittoria, anche e soprattutto se ciò significa fare il massimo risultato con il minimo sforzo – motivo per cui la Juve è devastante in campionato ma arranca in Europa. Al Milan, seppur privato dell’impegno europeo, non è possibile, per tradizione e per una proprietà che ingerisce su tutti gli allenatori richiamando al “bel giuoco”, Infine, proprio per gli screzi sopra citati, vedo ben difficile che Conte faccia un salto del genere: a Torino non lo prenderebbero bene, e onestamente li capirei.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.