Dopo due giornate di Champions League sono ben sette le squadre che hanno colto il bottino pieno – due di queste, però, decisamente a sorpresa. La prima è il Malaga che dopo lo Zenit si sbarazza anche dell’Anderlecht in una gara senza storia provando a diventare non solo il principale avversario nella lotta qualificazione per i rossoneri ma, soprattutto, una seria candidata alla vittoria del girone: dovremo non perdere alla Rosaleda e, possibilmente, batterli a San Siro per rimanere davanti agli spagnoli e aggiudicarci una qualificazione al primo posto.

Con loro c’è anche il Bate Borisov che batte – o sarebbe meglio dire umilia – il Bayern di Heynckes praticamente mai sceso in campo contro i bielorussi che si confermano come ulteriore prova che una squadra ben schierata può sopperire alla carenza di rosa. I bavaresi, infatti, si limitano prevalentemente ad attaccare senza mai perforare un’ottima difesa che non ha concesso veramente nulla e non segnano in contropiede, come ci si aspetterebbe da una provinciale – ma con azioni ben costruite, una su tutte quella che porta al 2-0: se il Bate riuscirà a portare a casa quattro punti dalla sfida contro il Valencia (che non ha problemi a sbarazzarsi del Lille) questo gruppo potrà diventare decisamente interessante.

A sei c’è anche l’Arsenal – e ci sarebbe da stupirsi il contrario per la facilità dei gruppi che vengono sorteggiati contro i Gunners a cui comunque ci vuole più di un tempo per sbarazzarsi di un buon Olympiacos che aveva anche trovato il pari a Londra: l’unica avversaria seria per il primo posto nel girone, infatti, sembrava essere lo Schalke che però non va oltre il 2-2 casalingo col Montpellier che si limita a fare due azioni d’attacco in una partita, all’inizio e alla fine, finalizzandole entrambe con Ait-Fan prima e Camara poi quando la partita dopo il rigore di Huntelaar sembrava avere ampiamente preso i binari di Gelsenkirchen.

La quarta conferma è ovviamente il Porto che batte il Paris SG in una delle più belle gare del turno per svolgimento – lo fa anche e soprattutto perché Ibrahimovic, ben servito, si mangia due gol già fatti e perché Maxi Rodriguez a cinque dalla fine si inventa un gioiello. La qualificazione non è comunque compromessa per via della pochezza di avversari nel girone (le due Dinamo, dove quella di Kiew batte 2-0 quella di Zagabria) ma qualcosa comincia a scricchiolare negli uomini di Ancelotti – vedere lui e Thiago Silva con quella maglia, comunque, fa male ogni volta che il PSG scende il campo.

La quinta è sempre il solito United, che, come sempre, parte sottotraccia salvo poi arrivare fino in fondo a meno di annate clamorosamente storte. Non sembra esserlo questa dopo aver rimontato il risultato in casa del Cluj con un grandissimo Van Persie (a Torino si staranno mangiando le mani) autore di una doppietta e, in generale, del settimo gol stagionale in sette partite, alla faccia di un noto cronista Sky tifoso Gunners che esclamò ad inizio campionato che l’olandese avrebbe accettato di ridimensionarsi facendo la riserva di Rooney. Pesantissima nell’altra gara del girone la vittoria del Braga contro il Galatasaray, vittoria che taglia le gambe ai Turchi lasciandoli a quota zero e testimonia come i portoghesi, forse, non erano così scarsi come li dipingeva la gara contro l’Udinese.

A sei ci sono infine le due squadre che domenica sera, di fronte agli occhi di quasi tutto il mondo (italia esclusa, grazie a Sky) si giocheranno un clasico che vale molto per la loro stagione. Un clasico dove, dal punto di vista del punteggio in classifica, arriva meglio il Barcellona che conta già otto punti di vantaggio sui diretti rivali in classifica ma che non potrà contare su Piqué e Puyol, entrambi infortunati con il capitano che proprio martedì a Lisbona si è procurato un brutto incidente alla mano. Come morale invece arriva forse meglio il Real che, dopo aver vinto la Supercoppa proprio contro i catalani, abbatte l’Ajax per 4-1 con tripletta di un Ronaldo a cui sarebbe ormai uno scandalo planetario negare il pallone d’oro.

I sei punti del Real, inoltre, valgono “un po’ di più” di quelli ottenuti dal Barcellona perché realizzati in quello che è ormai il girone della morte, girone dove il Dortmund (che, sempre grazie a Sky, è possibile vedere in TV solo in Champions) fa una partita con i controcoglioni in casa del City e dove solo un rigore molto generoso – ma che a termini di regolamento non è uno scandalo dare – salva gli uomini di Mancini che ora avranno il vantaggio di affrontare due volte l’Ajax. Diverso il discorso per i Catalani dato che Spartak Mosca e Celtic, con gli scozzesi che nell’anticipo espugnano il Luznikhi, non sono certo all’altezza delle due formazioni: rimane comunque una perplessità vedendo il girone D: se i campioni di quelle che la UEFA descrive come le prime tre leghe Europee giocano nello stesso girone qualcosa non va nel sistema di sorteggio.

Completa il quadro il girone della seconda squadra di Torino, unico dove squadre a sei punti non ce ne sono in virtù del pari di un ottimo Shakthar che meritava di essere dopo il Milan la seconda squadra a violare il Conad Stadium anche e soprattutto in virtù di una traversa che ancora trema colpita al 90° dagli uomini di Lucescu. Una partita che ridimensiona fortemente le ambizioni Europee della Juventus (graziata anche da un rigore netto non concesso agli Ucraini) e che lascia la risoluzione di questo girone alle due gare che la squadra di Venaria Reale dovrà disputare con il Nordsjaelland – vero e proprio bottino di punti per chiunque ci giochi contro. A questo giro è toccato al Chelsea campione d’Europa che ha inflitto un severo e netto 4-0 ai campioni di Danimarca che sono, di fatto, durati un tempo solo: troppo poco per vedere squadre di questo, infimo, livello in questa competizione.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.