Dopo le recenti partite che hanno visto un leggero miglioramento sul piano del gioco, anche se i veri risultati stentano ancora ad arrivare specie in campionato, da più parti sono arrivati “suggerimenti” sul possibile schieramento da adottare per le prossime partite, visto che il 4-3-1-2 “palla alla punta e che ce la mandino buona” e l’albero di natale non sono adatti al Milan attuale.

Il 4-3-3 e il 4-2-3-1 sembrano le ipotesi più gettonate, in quanto il modulo con tre attaccanti favorisce punte esterne come El Shaarawy e Robinho (ovviamente quest’ultimo tenetelo più lontano possibile da area piccola, finalizzazione e cose del genere). In mezzo uno tra Pazzini, punta centrale classica, e Bojan o Pato come punte atipiche, ovviamente se il brasiliano non si rompe di nuovo. Il 4-2-3-1 è dei due il più “allegriano” in quanto uno tra Boateng ed Emanuelson troverà sempre il suo posto in quello schieramento.

Ma l’uso della difesa a 3 da parte di squadre di A come la stessa capolista e il Napoli, con anche l’Inter che sotto la guida di Stramaccioni sembra convertito (non ascoltate gli interisti che si vantano che “l’Inter è femmina”: è pur sempre un -al maschile- Football Club) alla difesa a 3, ha portato qualcuno a pensare addirittura a una rivoluzione tattica. Che se ci si pensa non è neanche sbagliata: rivoluzione per rivoluzione, una formazione che veda sugli esterni De Sciglio ed El Shaarawy rispettivamente a destra e a sinistra, sacrificando Abate che in questo inizio di stagione è stato surclassato dal terzino nazionale Under 21, con tre centrocampisti centrali e un attacco Bojan-Pazzini o Bojan-Pato potrebbe fare la sua discreta figura. Il problema è che l’unico cambio di modulo che esulava dalle formule magiche 4-3-1-2 e 4-3-2-1 Allegri l’ha effettuato quando si sentiva in pericolo, e cioè ora che non ha più a disposizione i campioni che gli garantivano la pagnotta quotidiana. E cambiare in corsa passando alla difesa a 3 potrebbe avere effetti deleteri sull’equilibrio precario raggiunto faticosamente finora.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014