L'ultimo contatto di Muntari col rossonero

Ti aspetti almeno Montolivo se non Tevez. Arrivano invece Umunegbu, Maxi Lopez, Mesbah e Muntari con i ritorni di Merkel e Strasser. Poi l’ultimo colpo in extremis – Lucas Roggia – come ennesimo contentino a Mino Raiola. La prima situazione che si nota è che in questo momento la nostra rosa presenta otto attaccanti: Ibrahimovic, Robinho, Cassano, El Sharaawy, Maxi Lopez, Inzaghi, Lucas Roggia e Pato in rigoroso ordine di importanza. L’attaccante che serviva era uno, Argentino, e non era certo la Galina de Oro di Catania – andando quindi a sovradimensionare un reparto che era già a posto così. Ai tempi – vincenti – di Ancelotti l’attacco aveva quattro attaccanti (Inzaghi-Sheva-Tomasson nel 2003 – Ronaldo-Inzaghi-Olvera-Gilardino) di cui una riserva (che nel 2003 e nella prima parte del 2007 era Borriello) quasi mai schierata: abbiamo raddoppiato il numero di uomini davanti – paradossalmente causando più problemi di spogliatoio che risolvendoli.

L’altro aspetto riguarda invece la qualità dei giocatori: ti aspetti Fabregas, Hamsik, Schweinsteiger e Tevez e le trattative vanno a vuoto l’una dopo l’altra. Il Milan non acquista un top Player da ormai un anno e mezzo quando fu Robinho ad indossare la maglia rossonera col numero settanta. Mi piace ricordare che come ci mise la faccia lì Berlusconi essendo presidente della squadra la faccia ce la mette in ognuno di questi acquisti. La sensazione che invece siamo stati probabilmente presi per i fondelli è confermata quando i media diffondono ad arte la notizia di un possibile arrivo di Cristiano Ronaldo al Milan la prossima estate per addolcire la pillola del mancato arrivo di Tevez: lo aspettiamo, sicuramente, nel nostro centrocampo composto da Montolivo, De Rossi e Fabregas per andare a giocarcela col Barcellona.

L’acquisto di Muntari è doppiamente fallimentare, sia per il livello tecnico del giocatore – mediocre, tendente allo scarso – sia per il fatto che un centrocampista se serviva era per l’immediato (Lazio-Napoli-Udinese e coppa Italia contro la Juventus) e non dal 12 Febbraio in poi quando torneranno a disposizione Boateng e Aquilani e si spera di recuperare per intero il nostro centrocampo titolare. Da domani in teoria De Rossi e Montolivo possono firmare per qualunque squadra – ma ormai non penso li vedremo con la nostra maglia, anche loro specchietti per le allodole.

Due le cose assurde in questa vicenda: la prima è la posizione di Galliani costretto non solo a cercare di fare miracoli col poco materiale a disposizione ma a doversi anche subire tutte le critiche perché chi è più in alto di lui decide – intoccabile – di non cacciare un euro. Non è così che si fa mercato in maniera seria – ovvero decidendo di volta in volta l’esborso a seconda del giocatore da comprare: non abbiamo un budget stanziato ad inizio mercato da spendere come meglio si crede, eventualmente programmando il rimanente su dei giovani: si sono comprati tanti rattoppi invece di mettervi una grande pezza – si è voluto puntare sulla quantità dei giocatori invece della qualità cercando più dieci compagni da mettere in campo insieme ad Ibra che dei giocatori di calcio.

Il rammarico maggiore è, come già scritto su twitter, che sarebbero bastati uno-due acquisti di peso questa estate per garantirci facilmente non solo questo scudetto ma anche quelli dei prossimi due – invece finiamo per giocarcela con una squadra che ha in Pepe e Marchisio i due interpreti principali – e mi sembra strano che sia l’unico a turarmi il naso di ciò. Si naviga a vista fino a maggio dove comunque rimaniamo i favoriti per questo campionato italiano a meno di gravi infortuni – questo mercato ha aggiunto poco o niente ma sicuramente non ha tolto nulla a quella che è e rimane la rosa favorita per il campionato italiano. Le altre in Italia hanno forse fatto un mercato peggiore del nostro, con l’Inter in particolare che riesce nel copia-incolla dei colpi Guarin (interesse Juve) e Palombo (interesse Milan – addirittura in meno di 24 ore!) e la Juventus che ha richiamato lo scartato Caceres nel ruolo di terzino sinistro. Ma questo non deve essere una scusante per lo scarso interesse di un presidente che aveva dichiarato solamente due mesi fa di tornare a interessarsi della squadra – per ora solo parole, i fatti li sto ancora aspettando. Ma in quel famoso pranzo in argentina, ben nascosto dietro il faccione di Galliani, per me in quella foto è come se ci fosse anche il suo. Caro presidente, se non hai più nè soldi nè ambizione di vittorie, è ora di passare la mano.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.