E adesso come la mettiamo? E adesso cosa faranno quei tifosi finti e falsi che avevano criticato gli acquisti di agosto senza nemmeno vedere come si sarebbero inseriti? Cosa faranno quelli che con un profondo atto di malafede avevano preso per vere gli scontri con le prime quattro della attuale classifica disputati da una squadra con 11 giocatori fuori e in un pessimo momento di forma e che – nonostante questo – hanno lasciato comunque dei segnali positivi (dominio del gioco con Lazio e Udinese, furto a mano armata a Napoli e 0-0 a due minuti dalla fine a Torino giocando male) bellamente ignorati. Difficile correggersi, difficile ammettere che due dei tre acquisti – aspettando Taiwo – hanno rinforzato ulteriormente la squadra. Meglio continuare a piangere la partenza di un Pirlo mai decisivo la scorsa stagione, anzi, a dire la verità, nelle ultime tre e – fino alla sosta – potevano anche avere ragione.

Succede poi che la preparazione fisica arriva all’apice e che i tre giocatori principali della squadra (Boateng, Robinho e Ibrahimovic) rientrano a pieno servizio. Succede che in tre partite si segnano undici gol e si realizza un filotto di tre vittorie consecutive (quattro con il Bate in Champions) che nessun’altra in Italia ha ancora realizzato in questa stagione. Succede che i nuovi acquisti sostituiscono egregiamente i senatori infilandosi nelle pieghe della squadra e imponendosi con i gol, la corsa e il gioco. Ai “milanisti incontentabili” non rimane altro che prendere coscienza dei fatti barricandosi quindi dietro alle solite frasi fatte sul “campionato di basso livello” (le italiane hanno finora ottenuto la media punti più alta in champions (6) per paese) e sui giocatori “scarsi” che emergono solo in queste realtà, fino all’apoteosi – ovvero negare ogni merito della goleada attribuendolo unicamente al fatto che si è giocato contro un avversario scarso. Esaltandosi poi quando il Barcellona rifila tre pere al Racing Santander di turno.

Curiosa anche l’alleanza con gli “allegriani” che riprende un ritornello che ci vede scarsi, probabilmente non da podio e qualora si centrasse un risultato positivo il merito è da attribuirsi solamente all’allenatore. Curioso perché quando sono costretti ad ammettere errori di formazione non si tirano indietro ma pretendono meriti per i cambi tardivi o per aver “azzeccato” la formazione contro il Parma. Personalmente ritengo che l’allenatore nel calcio sia una figura che possa avere quasi unicamente demeriti – è chiamato a non sbagliare, non a costruire: gli unici meriti sono non quando non sbaglia ma quando riesce a far rendere una squadra al di sopra del suo standard – e non è certo il caso di questo Milan, ancora tra il 70% e l’80% delle sue possibilità quando gioca bene.

Ammettiamo quindi in conclusione il nostro errore di valutazione di mercato – quando demmo un sette al calciomercato rossonero. Voto che personalmente mi sento ora di ritoccare in otto, per gli affari portati a casa in rapporto qualità / prezzo. Anche se qualcuno storcerà il naso per non aver speso una barca di soldi (perché serva effettivamente farlo – o per puro sfizio personale di voler vedere la società spendere?) e per aver preso giocatori in comproprietà con un’altra squadra (orrore – non sia mai!) – insomma pare che l’importante non sia chi si prende, ma come lo si prende. Mi auguro che la parte sana del tifo rossonero si dissoci presto da questi personaggi, schiavi di loro stessi e di una linea editoriale che continuano a portare avanti a spada tratta, la stessa spada che Don Chischiotte teneva saldamente in mano contro i mulini a vento. In fondo a cambiare idea si è sempre in tempo, e solo lo stolto non la cambia mai

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.