Togliamoci subito le domande scomode, che rimbalzano su social e giornali. Fassone e Mirabelli potevano fare di più? SI. In questa si vedono i 250 milioni spesi? NO. Dietro alle due risposte c’è però uno modo di operare, giusto o sbagliato che sia, che a me è piaciuto; tanto alla fine, ognuno di noi è libero di avere ed esprimere la propria opinione.

Vorrei partire dal’inizio, prima che la sessione di mercato fosse aperta. L’operazione d’apertura di Fassone e Mirabelli è di rinnovare il contratto all’allenatore in carica, segno che la scelta era stata compiuta in comunione fra la vecchia e futura dirigenza. La scelta non si ferma alla sola fiducia, in quanto il mercato è figlio dell’idee dell’allenatore e non delle sole scelte dell’ AD o del DS. In Italia non si sono mai avuti manager/allenatori, ma se si vuole sviluppare al meglio le idee dell’allenatore si deve operare sul mercato in modo oculato, acquistando i profili giusti e non i rimpiazzi che più gli si avvicinano. Su questo modo di procedere hanno la mia piena approvazione, starà a Montella far fruttare lo sforzo economico fatto dalla società. Sempre da lui mi aspetto che riesca a far sviluppare alla squadra il gioco eccelso visto nelle sue precedenti avventure, sopratutto ora che la squadra – sembra- sia stata costruita di comune accordo.

Dopo undici arrivi, dire che la coperta è corta è difficile, ma purtroppo è così. Numericamente parlando, sopratutto con la prossima uscita di Sosa, a centrocampo siamo privi di sostituti, ed è il reparto in cui c’è il maggiore dispendio d’energie. Molto probabilmente, uno tra Montolivo e Locatelli -più il primo che il secondo – saranno utilizzati come mezz’ala per sostituire Bonaventura. La lacuna rimane per la posizione di Kessie, perché in squadra non è presente nessuno che gli si avvicini neanche lontanamente nelle caratteristiche. Sempre numericamente parlando, non è presente una valido titolare per la corsia di sinistra e un valido sostituto per la corsia di destra. Ebbene, nel caso del 4-3-3, l’unico che almeno nella tecnica può avvicinarsi a Suso è Hakan, ma come esterno alto in queste prime uscite ha dimostrato di non esserne adatto. Mentre sulla sinistra – dopo la partenza di Niang – abbiamo il solo Borini, il quale da riserva dichiarata, si è trovato a essere titolare.

Pochi esterni d’attacco, dunque, per attuare il 4-3-3, ma comunque utilizzabile applicando qualche piccola modifica. Le prime che mi vengono in mente sono le seguenti: sfruttare Silva come esterno d’attacco, oppure passare a una variante simile al 4-3-3. Nella prima soluzione si potrebbe far svariare Silva, facendolo partire da una posizione defilata, per poi convergere verso il centro. Gli esempi lampanti sono Keita nella Lazio della passata stagione, Perisic nell’Inter e lo stesso Silva nel Portogallo visto che, influenzato da una presenza ingombrante come quella di Ronaldo, è costretto a ritagliarsi spazi lontano da quest’ultimo. La nota stonata è quella di avere sulla corsia un giocatore che sa sacrificarsi, ma mai quanto farebbe un esterno naturale. Per ovviare al problema, è possibile attuare un meccanismo utilizzato da Sarri: far scivolare un esterno d’attacco sulla linea dei tre di centrocampo (Callejon) per avere più protezione in mezzo al campo, lasciando solo due uomini senza compiti difensivi (Mertens e Insigne). Nel nostro caso, il compito di rientrare di Callejon spetterebbe a Suso, molto più arretrato della controparte sinistra, poiché non è lui ad attaccare lo spazio bensì chi si sovrappone a lui(Abate/Conti). La seconda possibilità è quella di attuare un 4-3-2-1, il tanto amato albero di natale di Carletto. Il motivo è presto detto, abbiamo un numero elevato di trequartisti che sanno fraseggiare nello stretto e sfruttare al meglio quella porzione di campo. Il pensiero va a Suso, Hakan e Jack, dai quali tireremmo fuori il meglio dalle loro qualità. Con tale accorgimento risolveremo anche la grana Hakan, il quale fin’ora è stato provato ovunque – tranne che nella sua posizione naturale – sperando che possa in qualche modo adattarsi.

Quanto detto su questo modulo credo che rimarrà solo una mi fantasia, considerato il fatto che in coppa si è già sperimentata la difesa a tre, ma anche con essa è possibile sfruttare al meglio i trequartisti in rosa. L’elevato numero di difensori e terzini, ci permette di adottare una linea a tre dietro, la quale ha diverse soluzioni dal centrocampo in su. L’obiettivo principale di giocare un uomo in meno è quello di averne uno in più in fase di costruzione e interdizione in un’azione, in modo di vincere numericamente l’avversario nella parte nevralgica del campo. Con tale disposizione difensiva eviterei un centrocampo a cinque uomini perché, come accaduto nella gara di Europa League, i lanci di Bonucci bypassavano il nostro centrocampo, quindi dal lato della costruzione non avremmo poi tutto questo vantaggio. Opterei invece per una linea a quattro, fatta da due terzini e due centrocampisti centrali, e davanti a loro i tanto decantati trequartisti che elencavo prima. Giocando con il 3-5-2 si precluderebbe l’utilizzo di Suso, imprescindibile in questa squadra, il quale non può giocare da seconda punta; se si sceglie di giocare a due davanti, entrambi devono avere una buona presenza fisica in area.

A quanto detto, sul finire del paragrafo precedente, si aggiunge il problema di chi far giocare in coppia tra i quattro attaccanti (compreso Borini), in caso di attacco a due punte. L’alchimia fra due giocatori non è facile da creare, soprattutto nelle punte che sono egoiste per natura. Lo si è notato nella prima uscita del duo Silva-Cutrone, i quali sembravano due rotelle di un carrello del supermercato. La chiave di volta potrà essere Kalinic, l’unico in rosa che può giocare sia dentro che fuori dall’area. Nel caso di un utilizzo con Cutrone fungerà da boa arretrata, poiché quest’ultimo ha dimostrato di essere una punta rapace, come non se ne vedevano dai tempi di Pippo. Al contrario invece, se impiegato con Silva, sarà lui ad occupare l’area e quest’ultimo a inserirsi negli spazi che si verranno a creare con fraseggi e sponde.

Fin dall’inizio, l’idea che mi sono fatto – man mano che venivano acquisiti giocatori- era di una squadra che avrebbe fatto del punto cardine le verticalizzazioni con annessi inserimenti. Lo dimostrano gli acquisti di Bonucci e Biglia, il primo maestro del lancio lungo e il secondo per le sue geometri nell’imbucare la palla fra le linee. Continuando, è stata aggiunta una punta abile a proteggere e stoppare la palla spalle alla porta dopo un lancio lungo, che fa del gioco di squadra il suo punto di forza. Il tutto viene condito da brevilinei e incursori, abili a inserirsi fra le maglie avversarie per dialogare con le sponde della punta. Il pensiero naturalmente va a Jack,Kessie, Hakan, Silva e Borini, nei quali scorrono nelle vene i tempi giusti per inserimenti e triangolazioni. Tutto questo per dire che, arriveranno molti più goal dai centrocampisti che non dagli attaccanti.

Facendo un sunto generale, sono molto contento – in rapporto qualità/prezzo – per gli arrivi di: Musacchio, Rodriguez, Kessie e Hakan. Su quest’ultimo spero che non sia stato preso solo perché era in forte “sconto”, perché prima d’ora i nostri schemi non prevedono l’utilizzo del trequartista. Storco il naso per gli acquisti di Bonucci e Biglia, il primo è arrivato solamente perché se ne è presentata l’occasione, ma effettivamente è l’uomo che mancava dal punto di vista caratteriale e motivazionale; per il secondo, dal punto di vista economico, è un boccone troppo amaro da ingoiare: prossimo al parametro zero a 32 anni, i 20 milioni spesi sono una pazzia. Per quello che riguarda Conti e Silva sono entrambi due scommesse, e come tali sta a la squadra saperli valorizzare, tramite i risultati di gruppo e individuali. Discorso a parte per Borini e Kalinic, perché entrambi non sono i profili che un tifoso si aspetta. Per addolcire la pillola possiamo dire che al primo mancano le qualità tecniche, ma da la sua ha la duttilità e la verve di aggredire le linee di passaggio, buon profilo se si sceglie di fare pressing alto. Per Kalinic posso affermare che: è il meno attraente fra gli attaccanti che fanno il compito di cui sarà incaricato. Sono pochi i profili con le sue caratteristiche, i primi che mi vengono in mente sono Dzeko, Benzema e Ibra, ma quest’ultimo accentra troppo sui suoi piedi l’azione.

In conclusione, voglio sperare che gli ultimi due colpi se li siano lasciati per gennaio, quando sarà necessario aggiungere forze fresche a una squadra che ha iniziato la preparazione in anticipo. Questo potrà giocare a nostro vantaggio, in modo da raggiungere il finale di stagione con giocatori scarichi dal punto di vista del carico atletico.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.

  • Mario De Magistris

    Io penso che Montella farà scelte di formazione anche sulla base delle caratteristico degli avversari. Non penso ad una modulo base e tanto meno ad una formazione di ‘titolarissimi’ Vedremo già contro la Lazio quali uomini verranno schierati sul terreno di gioco. Credo che nelle prossime tre partite vedremo in campo tre formazioni diverse tra loro che potrebbero anche attuare diversi sistemi e moduli di gioco. Anch’io sono molto soddisfatto della campagna acquisti-cessioni. Spero anche che Montella continui ad ‘utilizzare altri giovani, Zanellato e Gabbia, provenienti dalla primavera. Godiamoci le competizioni cui il Milan parteciperà. Mai come quest’anno i rossoneri possono far bene nei tre tornei cui partecipano!

  • Fabio

    Caro Fede, tutte considerazioni giuste, se non fosse che Montella è da sempre affezionato al canonico 4-3-3. Se imparerà a cambiare, anche in corsa, potremo toglerci buone soddisfazioni. Chalanoglou, al momento, anche per le opzioni dell’Aeroplanino, mi sembra un pesce fuor d’acqua. Potrebbe trovare posto solo in tattiche che prevedano un trequartita puro, che non sono proprio nelle corde e nel cuore di Montella. Sulla mancata riserva di Kessie muovo un rimprovero alla campagna acquisti: era proprio necessario vendere Kucka per ricavarne 6/mil.? Io penso proprio di no, Altro tema scottante è quello dell’attacco, sul quale non disponiamo di un uomo scelto con precisa preferenza: Silva è una scommessa (bella quanto si vuole, ma pur sempre scommessa, oltretutto ben pagata…), Kalinic è un onesto centravanti da max. 15 gol, e Cutrone è una busta di risparmi trovata per caso tra i panni del comò della nonna. Torno sempre a bomba sul nervo scoperto per dire che Silva (40/m.) + Kalinic (25 o 30/.) + Niang e avremmo avuto in casa Belotti, cioè un numero nove fatto e finito. Per come Montella è abituato a schierare le sue suqadre, prevedo un grosso cammino in EL, ma qualche stop di troppo in campionato. Ovviamente, come sempre, felice di essere smentito, ma l’Aeroplanino dovrà maturare in fretta dal punto di vista tattico per riuscire ad arrivare almeno quarto nella competizione nazionale.

  • Fabio

    Caro Fede, tutte considerazioni giuste, se non fosse che Montella è da sempre affezionato al
    canonico 4-3-3. Se imparerà a cambiare, anche in corsa, potremo toglerci buone soddisfazioni. Chalanoglou, al momento, anche per le opzioni dell’Aeroplanino, mi sembra un pesce fuor d’acqua. Potrebbe trovare posto solo in tattiche che prevedano un trequartita puro, che non sono proprio nelle corde e nel cuore di Montella. Sulla mancata riserva di Kessie muovo un rimprovero alla campagna acquisti: era proprio necessario vendere Kucka per ricavarne 6/mil.? Io penso proprio di no, Altro tema scottante è quello dell’attacco, sul quale non disponiamo di un uomo scelto con precisa preferenza: Silva è una scommessa (bella quanto si vuole, ma pur sempre scommessa, oltretutto ben pagata…) e comunque non è una prima punta, Kalinic è un onesto centravanti da max. 15 gol, e Cutrone è la busta di risparmicasualmente rinvenuta tra i panni del comò della nonna. Torno sempre a
    bomba sul nervo scoperto per dire che Silva (40/m.) + Kalinic (25 o 30/.) + Niang e avremmo avuto in casa Belotti, cioè un numero nove fatto e finito. Per come Montella è abituato a schierare le sue squadre, prevedo un grosso cammino in EL, ma qualche stop di troppo in campionato. Ovviamente, come sempre, felice di essere smentito, ma l’Aeroplanino dovrà maturare in fretta dal punto di vista tattico per riuscire ad arrivare almeno quarto nella competizione nazionale.