Alla fine, tanto bordello per nulla.

Giusto per citare un tweet del sottoscritto del 12 Giugno: “A meno che nn si faccia clamore per aver tenuto ThiagoSilva, avendo poi la scusa per non acquistare nessuno“, la situazione ora si presenta in maniera piuttosto prevedibile: il vero acquisto sarà Thiago Silva, in attacco siamo a posto così, manca un centrocampista.

Certamente l’aver tenuto Thiago Silva tra le nostre fila è una cosa estremamente positiva, ma il deja vu è troppo forte perché non si avveri un Kakà bis: fortunatamente Thiago non era a Milano a battere la mano sul cuore, perché altrimenti la copia carbone sarebbe stata perfetta.

Il problema ora è chi verrà venduto al posto di Thiago Silva, perché la realtà è questa: la società, a detta stessa di Galliani e Berlusconi, non ha assolutamente i mezzi per tenere tutti i giocatori ed essere contestualmente aggressiva in campo e sul mercato. Boateng, Ibrahimovic, Robinho, Cassano: il barese ha di nuovo compiuto l’errore madornale di andare in conferenza stampa prima di aver montato il cervello, che era bellamente posato sulla scrivania per i consueti giornalieri aggiornamenti di sistema. Sicuramente è un Windows-based, visto l’enorme quantità di puttanate che riesce ogni volta a sfornare.

Il siparietto sui gay è stato veramente una chicca dell’imbarazzo: obiettivamente una persona sana di mente avrebbe la decenza di non pronunciare la parola “froci” di fronte ai giornalisti, che non aspettano altro che un passo falso da parte dell’ignorante di turno. Per quanto sia bravo a giocare a pallone, per quanto sia simpatico, rimane un grezzo allucinante, dotato di una cultura ai limiti dell’umana decenza, ed il sapere a quanto ammontino i suoi emolumenti credo faccia rosicare tutti in maniera insostenibile. Se per Cassano, però, c’è l’attenuante della coscienza del suo stato culturale, non altrettanto si può di Cecchi Paone, trasformatosi da uomo di cultura apprezzato e stimato a fenomeno da baraccone: non sappiamo se ci siano dei “froci” nella rosa della Nazionale ( che poi, ma chi se ne frega…), ma siamo sicuri che ci sia un ex-showman veramente minchione.

Il barese si è fatto anche prendere un po’ in contropiede sulla questione Thiago Silva, dichiarando di non essere poi così sicuro di rimanere: credo che tutto possa rientrare nel momento di “brain off state”, una frase detta sull’onda dell’emozione per aver appena saputo della probabile partenza dell’uomo di punta della propria squadra. Se Galliani però dice che in attacco siamo a posto così, io un po’ di inquieto: abbiamo mandato via a calci Maxi Lopez, che ha sputato sangue e sudore per il Milan in periodi non sospetti, rimanendo così con Cassano, Ibrahimovic ( inguardabile in questi europei ), Robinho, Pato e El Shaarawy. Sono solamente io a pensare che il quintetto sia veramente mal assortito?

Cassano, se Dio vuole, potrà tornare ad essere in quasi titolare, da Ibrahimovic chiaramente non possiamo prescindere, anche se è l’unico che potrebbe fare le valigie ( attenzione in questo senso a Boateng, merce pregiata e molto appetibile), su Robinho e El Shaarawy non discuto, mentre su Pato ci sarebbe da fare un trattato di demenza per Mr. President. Abbiamo davvero parlato per settimane di dare via Thiago Silva, l’unico vero insostituibile, quando c’era la possibilità di vendere Pato (molto sostituibile), rotto, a più di 40 milioni, ed il trasferimento è stato rifiutato? Ma allora Serafini ha veramente tutta la ragione del mondo, nel Milan non si capisce più chi fa cosa e come la fa! Oramai cessioni ed acquisti vengono fatti sull’onda dell’entusiasmo di Berlusconi, con Galliani che si barcamena nel provare a mettere su una rosa vincente con un bilancio che neanche il Novara non può non avere.

C’è qualcosa che non va. Trattenere Thiago Silva fa piacere, ma fino ad un certo punto: sappiamo bene come andrà a finire, e dopo che il Milan ha vinto tanto in questi anni, non ce la sentiamo di tornare ad essere un’Inter qualsiasi.

Posted by zeussemper

Editorialista rossonero e programmatore web