Karagounis porta incredibilmente la Grecia ai quarti

Oggi, domenica 17 giugno 2012, è un giorno importantissimo per il destino dell’economia di tutta Europa: in una Grecia oramai sfiduciata e sull’orlo del default, si terranno le seconde elezioni in tre mesi, davvero cruciali in quanto rappresenteranno la decisione del popolo greco tra continuare con l’infruttuoso programma di lacrime e sangue proposto dall’Europa e avallato dai partiti moderati e dare una svolta netta, che porterebbe a conseguenze poco prevedibili nel breve termine ma ad effetti sicuramente positivi a medio-lungo termine (vedi l’Argentina). E, in tutto ciò, con la coalizione di sinistra Syriza favorita, c’è il rischio che molti voti convergano su altri estremismi, ben più nefasti nella nostra storia. Ma quel che conta, e che riempie di gioia i cuori dei greci, è che a queste elezioni, di sicuro, ci saranno 23 voti in meno.

In un clima così pesante, infatti, a dare un momento di felicità, un attimo di fiducia ad un popolo, ci ha pensato, con una prova caratterizzata da una resistenza paragonabile agli Spartani di Leonida alle Termopili, la Nazionale di Fernando Santos. Assolutamente sfavorita dopo le prime due giornate, riesce a sconfiggere 1-0, con un gol di Karagounis (poi ammonito e squalificato per una dubbia simulazione) la Russia, dopo la prima giornata considerata quasi la principale favorita, osannata e riverita da tutti i media. Una partita, quella dei greci, giocata per 89 minuti quasi solamente in difesa, ma i meriti della squadra di Santos sono innegabili: ben più numerosi, comunque (a parte un paio di occasioni in cui ci si è messa in mezzo la sfortuna), i demeriti della squadra di Advocaat, che però è riuscita raramente a trovare la conclusione e che ha passato quasi tutta la partita sulla tre quarti, a passarsi il pallone senza cercare varchi. Se si gioca così, perdere il pallone e aprirsi a un contropiede è un attimo. E stava per succedere, anche in altre occasioni.

La Russia è fuori, ma per diverso tempo ha rischiato di passare a braccetto della Grecia: infatti, per settanta minuti Repubblica Ceca – Polonia si è stancamente trascinata sullo 0-0, con pochissimi sprazzi di partita vera a inframezzare lunghi momenti di stanca a centrocampo. Poi, il gol di Jiracek, e la timida reazione polacca (rappresentata da un paio di conclusioni imprecise e poco pericolose) non è bastata per ribaltare il risultato: con un esito altrettanto inaspettato di quello dell’altra partita, la Repubblica Ceca strapazzata dalla Russia si è trovata ai quarti come prima del girone e la Polonia dominatrice per un’ora contro la Grecia fuori come ultima. E’ il bello – o il brutto, dipende sempre dai punti di vista – del calcio: spesso non vince chi è più forte. Vince chi riesce a cogliere l’attimo, è lo sport che meglio sintetizza il Carpe Diem oraziano. O, per essere più prosaici, vince il più fortunato.

Squadra P.ti G V P S GF GS DR
Repubblica Ceca 6 3 2 0 1 4 5 -1
Grecia 4 3 1 1 1 3 3 0
Russia 4 3 1 1 1 5 3 +2
Polonia 2 3 0 2 1 2 3 -1

In una sfida che, dato la situazione descritta nella prima parte del post, sarebbe geopoliticamente molto interessante, la Grecia rischia di incontrare proprio il suo “carnefice”: la Germania. Ai tedeschi, infatti, basta un pari per essere sicuri del primo posto del girone: ma contro c’è la Danimarca, reduce da due buone prove nelle prime due giornate, e conscia del fatto che, con un pareggio, dovrebbe sperare che l’Olanda batta il Portogallo, e in caso di sconfitta non avrebbe speranze di passare.

Anche i tedeschi, comunque, sono determinati. In caso di sconfitta, infatti, c’è il serio pericolo di una vittoria del Portogallo, che in tale caso, in un girone davvero complicato per quanto riguarda i calcoli da effettuare per studiare le varie possibilità, passerebbe insieme alla Danimarca, a meno di un 4-3 dei danesi sui tedeschi, risultato che qualificherebbe entrambe. Ma combinare un 4-3 è molto difficile: sicuramente più complicato che complicare un 2-2… Per quanto riguarda l’Olanda, invece, la situazione è abbastanza disperata: bisogna assolutamente vincere con due gol di scarto, e sperare che la Danimarca perda con la Germania. Ma l’Olanda vista finora non sembra per niente in grado di compiere un tale exploit, dunque la squadra di van Marwijk può  già iniziare a salutare l’Europeo. A meno di miracoli, che, lo si è visto in questa serata, possono sempre avvenire…

GRECIA – RUSSIA 1-0 (1-0), WROCLAW 16 GIUGNO 2012, ORE 20.45
Grecia (4-2-3-1): Sifakis; Torosidis, S.Papastathopoulos, K.Papadopoulos, Tzavellas; Katsouranis, Maniatis; Salpingidis (38′ st Ninis), Karagounis (22′ st Makos), Samaras; Gekas (18′ st Holebas). Ct: Santos.
Russia (4-3-3): Malafeev; Anyukov (35’st Izmailov), Berezutsky, Ignashevich, Zhirkov; Shirokov, Denisov, Glushakov (27′ st  Pogrebnyak); Dzagoyev, Kerzhakov (1′ st Pavlyuchenko), Arshavin. Ct: Advocaat.
Arbitro: Eriksson (SWE)
Marcatori: 45° +2° Karagounis (G)
Ammoniti: 61° Karagounis (G), 64° Anyukov (R), 69° Zhirkov (R), 70° Dzagoev (R), 93° Pogrebnyak (R), 94° Holebas (G)

REPUBBLICA CECA-POLONIA 1-0, VARSAVIA 16 GIUGNO 2012, ORE 20.45
Repubblica Ceca (4-2-3-1): Cech; Gebre Selassie, Kadlec, Sivok, Limbersky; Hubschmann, Plasil; Jiracek (Dal 84° Rajtoral), Kolar, Pilar (Dal 88° Rezek), Baros (Dal 91° Pekhart). Ct: Bilek.
Polonia (4-2-3-1): Tyton; Piszczek, Wasilewski, Perquis, Boenisch; Dudka, Polanski (Dal 56° Grosicki); Blaszczykowski, Murawski (Dal 73° Mierzejewski), Obraniak (Dal 73° Brozek); Lewandowski. Ct: Smuda.
Arbitro: Thomson (SCO)
Marcatori: 72° Jiracek (CZE)
Ammoniti: 12° Limbersky (CZE), 23° Murawski (POL), 48° Polanski (POL), 61° Wasilewski (POL), 87° Plasil (CZE), 87° Blaszczykowski (POL), 90° Perquis (POL), 94° Pekhart (CZE)

DANIMARCA – GERMANIA, LVIV 17 GIUGNO 2012, ORE 20.45
Danimarca
 (4-3-3): Andersen, Poulsen S., Agger, Kjaer, Jacobsen; Kvist, Eriksen, J.Poulsen; Krohn-Dehli, Bendtner, Rommedhal.
Germania (4-2-3-1): Neuer, Bender, Hummels, Badstuber, Lahm; Schweinsteiger, Khedira; Muller, Ozil, Podolski; Gomez.
Arbitro: Carballo (Esp)

PORTOGALLO – OLANDA, CHARKIV 17 GIUGNO 2012, ORE 20.45
Portogallo
 (4-3-3):  Rui Patricio, Pereira, Pepe, Alves, Coentrao; Moutinho, Veloso, Meireles; Ronaldo, Postiga, Nani.
Olanda (4-2-3-1): Stekelenburg, Van der Wiel, Heitinga, Mathijsen, Willems; Van Bommel, De Jong; Robben, Sneijder, Van Persie; Huntelaar.
Arbitro: Rizzoli (ITA)

 

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.