Cr7, mattatore della serata di ieri

Siamo entrati nella fase “calda” dell’europeo e si decideva, in due match contemporanei, tra Olanda e Portogallo e Germani-Danimarca chi avrebbe avuto l’accesso ai quarti e chi sarebbe invece tornato a casa.

La Germania, vera dominatrice in quanto a gioco e punteggio di questa fase di Euro 2012, ha impostato la partita in modo da contenere la Danimarca, senza bruciare troppo energie, visto che era a punteggio pieno e difficilmente non avrebbe passato il turno. Senza fare catenacci o difensivismi, ha cercato il possesso palla ed il fraseggio ragionato fin sulla trequarti avversaria, mettendo il turbo solo di fronte all’area danese. Tattica che, poiché la Germania ha vinto agevolmente per 2-1 e passato il turno a punteggio pieno, ha ripagato.

La squadra teutonica è infatti passata in vantaggio già al 18° con Podolski, per poi subire il pareggio di Krohn-Delhi al 24°. In apertura di secondo tempo la Danimarca ha vissuto il suo momento migliore, quando macinando un buon gioco, sembrava lentamente prendere il sopravvento; addirittura si poteva vedere chiaramente come la squadra tedesca evitasse accuratamente di far entrare gioco e pallone nella zona di Eriksen, consapevoli di esserne risucchiati, come all’interno di un buco nero: lo sappiamo che per il Milan costa troppo, ma è davvero un gran giocatore. Andando avanti nel corso della gara, però, piano piano la squadra danese si è spenta, con un possesso palla che è tornato marcatamente in mano tedesca. Addirittura i danesi, dopo la magistrale azione che ha portato al vantaggio tedesco con Bender all’80°, in avanti si sono fatti vedere pochissimo.

Il Portogallo si giocava invece il passaggio del turno contro l’Olanda degli spauracchi: una squadra che basa tutto il suo gioco pregevole su Snejider, sopravvalutato e inconcludente, dice che addirittura preparava questo europeo da inizio anno, posponendo la sua attività di club alla preparazione di questa manifestazione: figuriamoci se gli avesse dato addirittura una bassa priorità… L’Olanda di Van Persie, il leviatano dell’Arsenal che quando discenderà sull’Italia proveniente da Torino lascerà solo terra bruciata. Tanto fumo e poco arrosto, così come lo era stato con i gunners contro di noi in ChampionsMa lui fa dei movimenti pregevoli…” Si ma Ibra & C. mentre lui faceva dei movimenti pregevoli gli assestavano il 4-0. L’Olanda di Robben: paragonato in patria allo Stukas, il mitico bombardiere in picchiata che aveva messo a fuoco e fiamme tutta la Polonia nel 1939, per la sua attitudine ad accentrarsi dalla fascia guadagnando velocità e sganciando l’ordigno contro la èporta avversaria, si è rivelato proprio come l’aeromobile cui è paragonato: un oggetto vulnerabilissimo e sopravvalutato.

Quest’anno ha fatto perdere al suo club, nell’ordine, campionato e Champions, mostrando oltretutto una delicatezza degna di Pato (no, di Pato, no, non esageriamo..). Adesso la sua inconcludenza, sommata a quella dei compagni fa rientrare l’Olanda a casa con 3 sconfitte su tre partite. L’Olanda, infine, di Van Bommel, che come la prima parte di stagione al Milan ha giocato come l’ombra di quel meraviglioso mediano che è stato lo scorso anno: scarso in fase di contenimento, nullo in quella offensiva, ha perso una quantità di palloni ed è sempre stato meritevole di essere sostituito. Peccato, perché il gioco veniva bene o male prodotto, e la formazione fiamminga è pure passata in vantaggio all’11° con il redivivo Van der Vaart, uno dei molti nemici giurati di Ibrahimovic.

Poi però sale finalmente in cattedra Cristiano Ronaldo, criticato pure in patria per una supposta svagatezza e mancanza di incisività. In realtà Ronaldo si è sempre impegnato e pure tanto, ma la palla non voleva entrare: anche oggi, in un occasione nata e creata dal suo genio, il pallone è finito sulla parte esterna del palo. Poi è arrivata la doppietta, che riconsegna a questa manifestazione un protagonista di livello assoluto, che si è ritrovato produttivo anche in questi europei; leader di un Portogallo che venderà cara la pelle. Lo avevamo detto in occasione della seconda giornata: se il Portogallo ritrovava il suo numero sette poteva essere la mina vagante del torneo -e stasera lo ha finalmente ritrovato.

Germania quindi promossa assieme al Portogallo (ma la Germania merita la lode), rimandati a casa Danimarca, che ha fatto quello che poteva, ed Olanda, sconfitta, eliminata con tre sconfitte su tre gare ufficiali con ignominia dato che mai nella storia Orange si erano verificate tre sconfitte consecutive. Colpita dal narcisismo delle sue primedonne.

PORTOGALLO-OLANDA 2-1 (1-1)
MARCATORI: Van der Vaart (O) all’11’, Ronaldo (P) al 28′ p.t.; Ronaldo
PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patricio; Joao Pereira, Bruno Alves, Pepe, Coentrao; Meireles (dal 26′ s.t. Custodio), Veloso, Moutinho; Nani (dal 42′ s.t. Rolando), Postiga (dal 19′ s.t. Oliveira), Ronaldo. (Eduardo, Beto, Costa, Lopes, Quaresma, Micael, Viana, Almeida, Varela). All.: Bento.
OLANDA (4-2-3-1): Stekelenburg; Van der Wiel, Mathijsen, Vlaar, Willems (da 22′ s.t. Afellay); N. De Jong, Van der Vaart; Robben, Van Persie, Sneijder; Huntelaar. (Vorm, Krul, Heitinga, Bouma, Boulahrouz, Van Bommel, Schaars, Strootman, Kuyt, L. De Jong, Narsingh). All.: Van Marwijk.
ARBITRO: Rizzoli (Italia).
NOTE – Serata serena, terreno in buone condizioni. Spettatori: 38 mila circa. Ammoniti: Willems, Van Persie, Joao Pereira. Recupero: 0′ p.t.; 4′ s.t..

DANIMARCA-GERMANIA 1-2 (1-1)
MARCATORI: Podolski (G) al 19’, Krohn-Dehli (D) al 24’ p.t.; L. Bender (G) al 35’ s.t.
DANIMARCA (4-1-4-1): Andersen; Jacobsen, Kjaer, Agger, S. Poulsen; Kvist; Eriksen, Zimling (dal 33’ s.t. C. Poulsen), J. Poulsen (dal 37’ s.t. Mikkelsen), Krohn-Dehli; Bendtner. (Lindegaard (p), Schmeichel (p), Rommedahl, Bjelland, Okore, Schone, Silberbauer, Pedersen, Wass, Kahlenberg). All. Olsen.
GERMANIA (4-2-3-1): Neuer; L. Bender, Hummels, Badstuber, Lahm; Khedira, Schweinsteiger; Müller (dal 39’ s.t. Kroos), Özil, Podolski (dal 19’ s.t. Schürrle); Gomez (dal 29’ s.t. Klose). (Wiese (p), Zieler (p), Gündogan, Schmelzer, Höwedes, Mertesacker, Götze, Reus). All. Löw.
ARBITRO: Velasco Carballo (Spagna).
NOTE – ammoniti: nessuno. Spettatori 32.130. Tiri in porta 5 (con un palo)-4. Tiri fuori 4-6. Angoli 5-3. In fuorigioco 4-2. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 3’.

reostato

Posted by reostato

Editorialista e responsabile dei LIVE insieme ad Anonimoabusivo