Un Walcott stratosferico trascina l’Inghilterra

Tanta, tanta, acqua ha caratterizzato l’inizio della seconda giornata del girone D. Dopo quattro minuti, infatti, un diluvio ha fermato Ucraina-Francia, con il campo riempito in una decina di minuti di pozze d’acqua e la maggior parte dei tifosi costretti a rifugiarsi all’interno, e i fulmini ad illuminare il clima plumbeo e nero. Nel mezzo, il patetico spettacolo dei telecronisti RAI costretti a fuggire dalla tribuna e il paventato rischio di un black-out del segnale internazionale, con, come conseguenza, una figura barbina paragonabile a quella di Germania-Turchia di quattro anni fa, con le TV impossibilitate ad inquadrare gli ultimi minuti e a trasmettere il gol-vittoria della Germania. Ma, dopo un’ora in cui si è seriamente pensato di rinviare la partita al giorno dopo, la situazione è improvvisamente migliorata, e si è potuto ricominciare.

Non c’è molto da dire sulla partita: La Francia ha meritato la vittoria, con particolarmente in luce Menez e l’asse Debuchy-Cabaye. Tra i peggiori dei galletti, ovviamente, Mexes, che si è segnalato particolarmente nei primi quattro minuti sotto la pioggia, avendo quasi regalato con uno sciagurato retropassaggio un’occasione da gol all’Ucraina, e M’Vila, impalpabile nei venti minuti concessigli da Blanc: la stellina del Rennes, finora, non ha avuto occasione di brillare in questo Europeo, ma è un ’90: di occasioni, in carriera, ne avrà molte. Come Balotelli, tra l’altro… Shevchenko (uno dei pochi a salvarsi) e compagni, invece, sono stati poco precisi, soprattutto nella fase difensiva, lasciando al portiere Pyatov, di gran lunga il migliore in campo dei suoi, il compito di contenere lo svantaggio.

La partita delle 21 (fatta iniziare un quarto d’ora più tardi, per evitare la sovrapposizione con Ucraina-Francia), invece, ha rappresentato la metamorfosi dell’Inghilterra di Hodgson: dalla squadra difensivista e catenacciara di quattro giorni fa, si è arrivata ad una squadra offensiva e veloce, ma anche svogliata e farfallona in difesa. Questa nuova impostazione della nazionale inglese si è vista soprattutto nel secondo tempo, a mio avviso il più bel momento di questo Europeo. Dopo che il primo tempo si era concluso sull’1-0 (gol di Carroll), le due squadre si sono fronteggiate con rapidi capovolgimenti di fronte, ben simboleggiati dal risultato, passato all’1-2 con una doppietta di Mellberg e poi ritornato al 3-2 grazie al subentrato Walcott e a Wellbeck. E, con le prestazioni del giovane attaccante dell’Arsenal, Rooney rischia che il suo periodo di riposo forzato sia prolungato. 

La Svezia, dopo l’Irlanda, si ritrova ad essere la seconda eliminata di questo Campionato Europeo: Ibra, comunque, è sempre uno dei più propositivi, nonostante sia stato crocifisso dai telecronisti per un’ora in maniera indecorosa, possibile frutto solo delle menti di chi è invidioso della squadra che ha un campione di tale forgia. Perché sì, nonostante lo si insulti in ogni modo, nonostante lo si critichi fin troppo, nonostante queste altalenanti prestazioni con la Svezia, Ibra è un campione, che, come nella prima giornata, ha pagato le scarse condizioni di Elmander, il suo naturale partner d’attacco. Ai gol, comunque, stasera ci ha pensato Mellberg, e non è bastato.

Domani si inizia con l’ultima giornata della fase a gironi: da domani, come appare logico, tutte le partite saranno alle 20.45. Il girone A vede in scena Repubblica Ceca – Polonia e Grecia – Russia: a differenza di quanto ci si sarebbe potuto aspettare dopo la prima giornata, la Russia non ha ancora la qualificazione in tasca. Arshavin e compagni, infatti, devono arrivare al pareggio, o la Grecia li supererebbe: la squadra di Santos, se si mantiene sui livelli visti nelle prime due partite, non dovrebbe comunque rappresentare un grande pericolo. Ma, in queste competizioni, nessuno può sapere che succederà. La Russia, comunque, appare determinata a conquistare la vittoria, che sarebbe l’unico modo per essere certi di raggiungere il primo posto.

Nemmeno Repubblica Ceca – Polonia ha una “tabella dei risultati” molto difficile da ricavare: chi vince passa, se si pareggia passano i cechi, ma, se si pareggia e i greci battono i russi (a causa della differenza reti sfavorevole nei confronti della Russia), non passa nessuna delle due, a meno di una disfatta di proporzioni oceaniche dei russi coi greci. In queste condizioni, potrebbe esserci una partita bella e spettacolare, ma nessuno può dirlo: in situazioni simili, l’attendismo può farla da padrone, dimostrandosi deleterio per entrambi i contendenti. Praticamente, le due sfide sono degli ottavi di finale, con una delle due squadre che ha due risultati su tre e l’avversaria costretta alla vittoria. Ed è come delle partite ad eliminazione diretta che vanno lette: imprevedibili e dall’esito impronosticabile.

UCRAINA-FRANCIA 0-2 (PRIMO TEMPO 0-0)
Marcatori: 53′ Menez, 56′ Cabaye
UCRAINA (4-4-1-1): Pyatov; Gusev, Mikhalik, Kacheridi, Selin; Yarmolenko (68′ Aliyev), Tymoschuk, Nazarenko (60′ Milevskiy), Konoplyanka; Voronin (46′ Dedic); Shevchenko. All. Blokhin
FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Debuchy, Rami, Mexes, Clichy; Cabaye (68′ M’Vila), A. Diarra; Ribery, Nasri, Menez (73′ Martin); Benzema (76′ Giroud). All. Blanc
Arbitro: Kuipers (Olanda)
Ammoniti: Menez (F), Selin (U), Debuchy (F), Mexes (F), Tymoschuk (U)
Note: partita sospesa al 4′ per pioggia e impraticabilità di campo, ripresa dopo 55 minuti circa

SVEZIA-INGHILTERRA 2-3 (PRIMO TEMPO 1-0)
Svezia (4-2-3-1):  Isaksson; Granqvist (66? Lustig), J. Olsson, Mellberg, M. Olsson; Elm (81? Wilhemsson), Kallstrom; Larsson, Ibrahimovic, Svensson; Elmander (80? Rosenberg). Ct. Hamren.
Inghilterra (4-4-2): Hart; Johnson, Lescott, Terry, Cole; Milner (60? Walcott), Parker, Gerrard, Young; Carroll, Welbeck (90? Chamberlain). Ct. Hodgson.
Arbitro: Meyer (GER).
Marcatori: 23? Carroll (I), 49? e 59? Mellberg (S), 64? Walcott (I), 78? Welbeck (I).
Ammoniti: 58? Milner (I), 63? Mellberg (S), 72? J. Olsson (S) 91? Svensson (S).

REPUBBLICA CECA – POLONIA, POZNAN 16 GIUGNO 2012
REPUBBLICA CECA (4-2-3-1): Cech; Gebre Selassie, Kadlec, Hubnik, Sivok; Hubschman, Rosicky; Plasil, Pilar, Jiracek; Baros
POLONIA (4-2-3-1): Tyton; Piszczek, Perquis, Wasilewski, Wawrzyniak; Dudka, Mierzejewski; Blaszczykowski, Polanski, Obraniak; Lewandowski

GRECIA – RUSSIA, VARSAVIA 16 GIUGNO 2012
GRECIA (4-3-3): Sifakis, Torosidis, K.Papadopoulos, Papastathopoulos, Holebas; Maniatis, Katsouranis, Karagounis; Salpingidis, Fortounis, Samaras.
RUSSIA (4-3-3): Malafeev, Anyukov, Ignashevich, A.Berezutski, Zhirkov; Shirokov, Denisov, Zyryanov; Dzagoev, Pavlychenko, Arshavin.

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.