Siamo ormai vicini alla fine del girone d’andata, il 2011 calcistico termina con una prima parte di stagione che aprirà a un 2012 nel quale potrebbero cambiare molte cose con le trattative del mercato di gennaio. Le squadre sono molto vicine tra loro e in questo post analizzeremo brevemente le formazioni che potrebbero giocarsi lo scudetto, o che nella prima parte di campionato hanno dimostrato di poter rivaleggiare con qualsiasi avversario.

MILAN – Come non cominciare dal Milan? Senza dubbio sulla carta la squadra più forte del campionato, e nella ristretta rosa delle possibili Outsider di Barcelona e Real Madrid in Champions League. Il suo è un cammino di tutto rispetto. I rossoneri hanno agganciato la vetta della classifica dopo una rimonta entusiasmante durata per tutta la prima parte del campionato. Quello del Milan è  un calendario che sebbene abbia danneggiato inizialmente il diavolo, mettendolo subito in una serie di difficili scontri diretti, può però dare quella spinta in più per vincere, dato che nelle ultime giornate gli scontri sono leggermente più facili, ad eccezione della sfida con l’Inter, partita che può assumere diversi risvolti. Conterà dunque riuscire a fare risultato tra gennaio e marzo. Se il Milan sarà in testa a Marzo, avrà la strada spianata per la vittoria del campionato. Per farlo bisognerà però rimaneggiare il settore offensivo, dove una punta sarà di vitale necessità nel lungo cammino della seconda parte di stagione. E non dimentichiamoci del terzino sinistro.. Importante sarebbe recuperare anche un paio di centrocampisti, sperando che Flamini e Gattuso possano tornare in pianta stabile, rendendo più facili le cose per Allegri. Già, proprio lui, Allegri, il mister livornese che deve cercare di capire che Seedorf andrà impiegato a gettone, magari in partite contate, e non stabilmente, visto che non dà più garanzie sul suo rendimento. Con lui in campo il Milan ha avuto una media di 1,63 punti a partita, mentre senza 2,71. Per questo però vi rimando alle pagelle dei prossimi giorni, dove verranno analizzati nel dettaglio i giocatori. Parlando ancora di cifre, Robinho è determinante, con 2,61 punti a gara nelle gare dove è stato impiegato, mentre, senza di lui il Milan ha viaggiato a 1,00 punti di media. In difesa i rossoneri possono contare su un buon reparto arretrato, sperando di recuperare Nesta e di avere Mexes pronto a giocarsela alla grande. Il campionato lo può perdere solo il Milan. Per quanto riguarda la Champions, mai come quest’anno sarà un terno al lotto. Tutti dovranno sperare in una defaillance di Barcelona e Real. Se il Milan supererà gli ottavi, dipenderà tutto dal successivo sorteggio.

JUVENTUS – La rivale designata del Milan per questo scudetto. L’abbiamo analizzata qualche tempo fa in un post dove abbiamo parlato di Conte e del suo modulo di gioco. Cosa dire di più? Dalla sua può contare sull’imbattibilità e sull’allenatore. La Juve infatti non ha ancora perso una partita in questo campionato, ma conta vincere nei campionati a tre punti, e il Milan, dicono le statistiche, finalizza meglio della vecchia signora, pur creando meno occasioni da gol. Per i zebrati, tutto nelle mani dello stratega Conte, ad oggi il miglior allenatore italiano su piazza nel nostro campionato. Per battere la Juve le avversarie dovranno fare tre cose fondamentali. Prima di tutto pressare alti i difensori che partono palla a terra fin dalla propria area di rigore, secondariamente sarà importante limitare il gioco dei mediani, che impostano il gioco. Pirlo dovrà essere limitato, Marchisio quasi marcato a uomo, per costringere magari la Juve a giocare con lanci lunghi, annullando di fatto il suo modo di affrontare la partita. Infine potrebbe essere necessario chiudersi, giocando un po’ in maniera difensiva, “provinciale”. Mourinho in questo caso sarebbe maestro con la sua filosofia dell’occupazione degli spazi. La Juve è bella e imbattibile sul campo, ma se gli avversari capiranno questi difetti, vedremo un’altra Juventus e forse, un altro campionato.

UDINESE – Una sorpresa, ma non troppo. A Udine da anni hanno un progetto ambizioso, nell’investimento sui giovani calciatori. Detto così sembra quasi avere scoperto l’acqua calda, ma a Udine le cose vengono affrontate in maniera un po’ diversa, non investendo necessariamente nella squadra Primavera, ma con una rete di osservatori da invidiare gran parte delle big europee, specificatamente per la prima squadra. Nessuno infatti vanta le strutture e gli osservatori dell’Udinese, sempre connessi in tutti i campionati del mondo con Televisioni e osservatori, che quando non vengono inviati all’estero, prendono minuziosamente appunti nelle sale dello stadio Friuli osservando partite a ogni ora del giorno. È così che sono arrivati primi su Sanchez, che ora è stato venduto al Barcelona, riuscendo a rivendere giovani calciatori a cifre superiori a quelle con le quali erano stati acquistati. Plusvalenze, occhio cinico e una squadra coltivata e messa su con gli anni hanno reso l’Udinese una squadra solida e capace, se non quest’anno, sicuramente nei prossimi, di giocarsi lo scudetto alla pari con altre formazioni più blasonate. Senza contare che tra il girone di ritorno dello scorso campionato, e quello di andata di quello attuale, l’Udinese ha tenuto una media scudetto di tutto rispetto, senza cedere mai. Difficilmente uscirà dalle prime tre posizioni di classifica.

NAPOLI – Ammettiamolo, il Napoli è una bella squadra. Nella partita secca è anche capace di fare l’impresa, e ha un ottimo tecnico, Mazzarri, che sta coltivando un grande gruppo, solido e fiducioso nei propri mezzi, anche se un po’ “rosicant” in certi momenti della stagione. Tuttavia questo Napoli in campionato si è espresso sotto le aspettative, complice una inesperienza europea evidente, che sebbene abbia fatto concorrere gli azzurri per la qualificazione agli Ottavi di Champions per la seconda volta nella storia, li ha penalizzati in campionato, dove hanno alternato grandi prestazioni a flop clamorosi. L’evidente limite del Napoli è la lunghezza della rosa e i ricambi che mancano. A questo il Presidente cercherà di ovviare in sede di mercato di gennaio, con una campagna acquista mirata e organizzata, volta ad avere valide alternative per una squadra che può rischiare di essere ammirata, di piacersi troppo, facendosi però scappare i veri obiettivi della stagione, senza riuscire a concentrarsi su ciò che conta veramente. Quale sarà il destino del Napoli? Lo scopriremo a Febbraio, con la Champions League, se saranno riusciti a recuperare punti per lo scudetto o per i primi tre posti.

LAZIO – Quel volpone di Lotito questa volta sembra aver trovato l’alchimia giusta. Tanti talenti a poco prezzo, il riscatto di qualche giocatore di esperienza, e un “tesoretto” coltivato con anni di risparmi e di gestione corretta di bilanci. La Lazio è il classico esempio di una politica economica educata e rispettosa dei canoni imposti dalla Uefa. Sul fronte tecnico, la squadra ha un’ossatura forte, degli ottimi ricambi, e un attacco di prim’ordine, con Klose, su tutti, che ha messo paura a tutte le difese del campionato, fin dal giorno in cui si è presentato per la prima partita di campionato, quando ha timbrato il cartellino proprio contro il Milan. Tentennando in Europa League, la Lazio però ha tutte le carte in regola per raggiungere sicuramente i primi 5 posti di classifica, e di fare un pensierino alla Champions, e, perché no, con un occhio alle avversarie per lo scudetto, dato il precario equilibrio che sta condizionando questo atipico campionato di Serie A, che rischia di diventare una lotteria incerta, come lo fu quello del 1998-99.

INTER – Senza dubbio la peggiore squadra tra le prime classificate, senza una vera anima di gioco, capace più che altro di recuperare partite perse grazie al carattere dei suoi giocatori. Squadra svuotata di motivazioni, ha cambiato allenatore in corsa, ma Ranieri non sembra comunque essere l’uomo giusto per portare la squadra in alto. Chi pensa che l’Inter possa vincere ancora lo scudetto rischia di rimanerci davvero male. Solo un miracolo, uno scandalo peggiore di calciopoli, o il più grande suicidio della storia calcistica italiana potrebbe regalare il tricolore all’Inter, che deve la sua posizione di classifica al progressivo implodere dei team di centro-graduatoria, che dopo 16 giornate, sono ferme a una media-salvezza. Solo la Juventus del 1994-95 fu in grado di vincere un torneo a tre punti con più di 6 sconfitte stagionali. Squadra organizzata male, concepita male da Moratti & Company, ha vissuto nell’immobilismo sul mercato, o facendo patetici tentativi di disturbo che abbiamo analizzato questa estate. Se dovessimo essere realisti, con questa squadra l’Inter non dovrebbe andare oltre l’ottavo posto, ma questo campionato è strano e può succedere di tutto, ma lo scudetto, proprio no.

Posted by Michele Bufalino

Giornalista pisano, ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Ha lavorato al Progetto Sky Italia della Deltatre S.P.A. società informatica di Torino. Si è occupato della grafica in sovrimpressione delle partite di Serie A. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate, e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata"nel 2011. Premiato al Memorial Bardelli 2011 per il suo impegno per lo sport pulito. Conduce il talk Show sul Pisa "Finestra sull'Arena"