Il Milan torna in testa. Non per una notte, non nella speranza che altri giochino. Il Milan è lì, davanti a tutti, condividendo la testa con una Juve che al Friuli non ha la capacità e forse nemmeno la voglia di vincere. Allegri lo aveva detto, bisognava arrivare a Natale in testa; così è stato, il Milan ha fatto tutto il possibile, tranne a Bologna, per far si che questo desiderio divenisse realtà, per non passare la sosta a guardare verso l’alto e a rimangiarsi le mani per qualche punto perso per strada.

C’è chi al Milan non dà meriti, c’è chi dice che ha svolto solo il suo compito, vincendo con squadre da battere e perdendo con le squadre migliori. C’è ancora chi dice che la classifica non è veritiera, che chi al momento è arretrato può rientrare vincendo il derby; ma va bene così, continuiamo a dare fiato ai tromboni, continuiamo ad avere sui pilastri di S.Siro gufi sempre pronti a gridare allo scandalo, anche dove di scandalo non c’è traccia. Ma non importa,  ciò che più conta è che la squadra sia unita e vogliosa di tornare a vincere, sia desiderosa di tornare a sventolare bandiere rossonere in faccia a gente che non si capacita di aver ormai abbandonato i propri stendardi in cassetti impolverati.

Il Milan di Cagliari conferma quanto visto anche contro il Siena; un po’ di stanchezza, un po’ di affanno in campo, ma pur sempre un Milan concreto, guidato dal solito timoniere svedese, che si fa spazio tra gufate e assurde prove tv ma alla fine riesce comunque a dare il suo contributo decisivo. Non c’è la perfezione, non c’è tutto ciò che i tifosi vorrebbero vedere, ma per ora va bene così; i problemi principali di questo Milan restano il mediano e il terzino, due ruoli che per il momento non sembrano avere paternità. Sulla fascia sinistra le uniche novità sono state portate dal doppio impiego di Taiwo, sia contro il Siena che contro il Cagliari; il nigeriano alterna buone cose in fase offensiva a lacune evidenti quando c’è da difendere. Viene da chiedersi se lui, così come i sui compagni di ruolo, meritino di scendere in campo in partite che contano, quando gli avversari non si chiamano Ibarbo o Angelo. Per quel che riguarda il mediano nessuna novità, il solito ballottaggio Van Bommel-Ambrosini, con nessuno dei due mai troppo convincente.

Adesso il Natale e successivamente la preparazione a Dubai, che servirà sicuramente a tutti per ritrovare le energie perse e anche qualche convinzione svanita. La speranza è che alla riprese del campionato ci siano delle novità che diano il giusto contributo per arrivare al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Non importa se sia Tevez o Maxi Lopez, un centrocampista di valore mondiale o un giovane promettente, anche perchè il recente passato ci ha insegnato ad apprezzare ciò che sulla carta abbiamo criticato (Nocerino); ciò che conta è alimentare la speranza per arrivare a realizzare i sogni di tutti noi.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.