Allegriani in riunione

Ci eravamo già occupati, tempo fa, del milanista incontentabile. Oggi è il momento di analizzare un’altra figura che aleggia minacciosa nell’universo Milan: la setta degli Allegriani.

Non si conoscono ancora le origini di tale setta, pare abbia avuto inizio a Cagliari, dove l’attuale allenatore rossonero si è affermato prima di essere cacciato – giustamente – a calci in culo da Cellino. Sono invece chiarissimi i punti del loro credo – che riepiloghiamo per voi qui di seguito:

1.) Massimiliano Allegri ha fatto un miracolo nella vittoria dello scorso scudetto, vittoria imputabile esclusivamente ai suoi meriti tecnici: guai a chi dice che aveva una squadra immensamente più forte delle altre. Allegri 8, Società 6. E non sono stati invertiti per errore i due voti come dovrebbero essere se si valutasse come obiettività.

2.) Se Massimiliano Allegri non riesce a vincere attualmente è perché “la differenza la fanno i campioni – che l’anno scorso c’erano e quest anno no“. Il soggetto non ragiona quando gli si fa notare che nei cambi Taiwo-Jankulovski, Mexes-Legrottaglie, Aquilani+Nocerino-Pirlo (mai usato) il Milan si è rafforzato ulteriormente.

3.) Se la squadra perde è colpa esclusivamente della società, se la squadra vince è esclusivamente per meriti di Massimiliano Allegri – a cui va assoluta devozione per aver trombato Ronaldinho, pupillo della società ma soprattutto concorrente per il posto da titolare del profeta di Massimiliano Allegri in campo: Clarence Seedorf, sconfiggendo così il prescelto da Satana dai dentoni sporgenti e di Mefistofele Federico Buffa.

4.) Massimiliano Allegri non sbaglia: è dotato del dono dell’infallibilità pontificia. Se Massimiliano Allegri per caso sbaglia è perché qualcuno della società l’ha sedotto tentandolo nel deserto dove Massimiliano Allegri si è auto-esiliato per 40 giorni per scontare i peccati dell’uomo. Qualora Massimiliano Allegri sbagli ulteriormente la colpa è solo e solamente della società che ce lo ha messo lì.

5.) Se un giocatore non viene schierato in campo da Allegri è una pippa ed è colpa solamente della società che lo ha acquistato – indipendentemente dal fatto che possa essersi espresso ad alti livelli in altri campionati. Vale la variabile “non è funzionale al modulo” qualora uno di tali giocatori venga erroneamente e malamente schierato fuori ruolo – ma non sanno obiettare sul fatto che il modulo si può cambiare – come Allegri stesso ha già fatto lo scorso anno. Se Massimiliano Allegri fa giocare un giovane fa bene perché punta sui giovani – ma se una settimana dopo lo manda in tribuna fa ugualmente bene perché è scarso. Insomma Allegri non sbaglia mai la formazione, nemmeno quando fa giocare Bonera terzino e si perde puntualmente.

6.) Se la squadra sbaglia la preparazione atletica l’allenatore non ha alcuna colpa di tale fatto. La colpa è unicamente dell’età anagrafica dei giocatori. Il fatto che sembrino i cugini scarsi di quelli di sei mesi fa non è imputabile in alcun modo allo staff tecnico, al massimo è colpa dei giocatori stessi o della società.

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7.) Sostiene a grandi linee che la squadra non è la più forte a causa del centrocampo – ignorando che non esiste altra squadra in italia con un reparto difensivo forte la metà di Yepes-Mexes-Thiago Silva-Nesta e un reparto offensivo forte un terzo di Ibrahimovic-Pato-Boateng-Robinho-Cassano. Il centrocampo diventa la scusa per elogiare il genio del tecnico toscano – invece di ignorare che – almeno in Italia non ci sono e non ci dovrebbero essere rivali e se ci sono la colpa è esclusivamente di una pessima gestione tattica e delle energie. Emblematica la frase: “Se lo vinciamo con questa squadra il livello del calcio italiano sarà sceso a livelli mai scesi” – anche qui ignorando gli scudetti interisti nel periodo post calciopoli. Attenzione: la scusa del centrocampo vale anche quando non si vince con squadre che presentano tale reparto con una rosa più scarsa.

8.) Se Massimiliano Allegri non ha una rosa adatta come descritto al punto 7 è solo per le scelte sbagliate della società. Paragona quindi erroneamente le società calcistiche italiane a quelle inglesi e spagnole ignorando che vi sono regole diverse di mercato. E’ un po’ come se la San Pellegrino volesse far concorrenza alla Coca Cola.

9.) Le competenze motivazionali non spettano in alcun modo ad Massimiliano Allegri. Se i giocatori scendono in campo demotivati (vedi Bari) la colpa è del comitato, o della società, o del primo spettatore che passava di lì. Ma non di Allegri.

10.) Massimiliano Allegri non ha alcun potere contrattuale sul mercato e non avalla nessuno degli scarsi – a loro dire – acquisti che arrivano nelle sessioni di mercato. Glieli dà la società e basta: unico caso in tutta Europa. Fa niente se mister x lo inventò proprio lui a Milan Channel.

Il rimedio? La visione di partite di calcio vere, di squadre allenate da gente che esprime il calcio ai massimi livelli come Lippi, Capello, Guardiola, Hiddink, Ferguson ma anche Guidolin. E il capire quanto potrebbe rendere veramente questa squadra – per alcuni sfruttata al 120% dall’allenatore – per altri – come il sottoscritto – a uno scarso 55-60%. Vediamo se batterà un record – quello di essere uno dei pochi allenatori a smentire il detto “il campionato lo vince la squadra più forte”

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.