C’è euforia in questi giorni negli ambienti della seconda squadra di Milano, sembra quasi essere tornati al 2006 e questo per noi è forse un buon segno. Vuoi perché gli onesti (presto i prescritti, in caso venga confermato lo scudetto 2006) si sono resi conto di essere tornati quasi nulla e sono convinti di vincere il titolo a tavolino, vuoi perché mentre noi ci preoccupiamo della prossima stagione loro si preoccupano del calcioscommesse. Ma riviviamo alcuni passaggi esaltanti di questa povera gente.

REALTA’ VIRTUALE – Dal 2006 in poi è probabilmente stato così: il calcio italiano è vissuto nella più grossa macchina della realtà virtuale mai costruita. Che l’Inter vincente nei primi tre campionati dopo il cartonato fosse ben poca cosa, ne eravamo tutti a conoscenza anche se nessuno ha mai osato ammetterlo. Abbiamo visto di tutto, un campionato con squadre penalizzate e piccole che molto spesso lasciavano contro “l’Inter dei record”, l’anno dei rigori per i falli di faccia, una coppa dei campioni con un furto dopo l’altro che gli ha fatto credere di avere veramente la squadra più forte del mondo, un campionato falsato dalla partita di Roma. Nessuno però si è fatto domande e tutto questo è stato sostenuto dalla solita stampa amica. E il primo errore è stato proprio lo scorso anno, quello di credere che gente come Maicon, Thiago Motta, Snejider, Pandev e Milito fossero veramente i giocatori visti lo scorso anno. Siamo stati noi e lo Schalke, per fortuna a riportarli sulla terra.

QUALE MERCATO? – Errore non vendere Maicon, ma soprattutto Milito. L’argentino a Maggio dello scorso anno poteva andare via anche per 30-40 milioni e tirare forse il più grosso pacco Europeo che la storia ricordi. Oggi non ne vale dieci. Ma è il piano per il futuro che manca: Ganso, Fabregas, Taiwo, Asamoah, Lamela, Hamsik. Non c’è giocatore dove prima viene fuori l’interesse del Milan che l’Inter apre subito azioni di disturbo, segno forse di on avere piani decisi e finti se non l’ossessione di rovinare quelli altrui. Ora e in passato, memorabile la trattativa fallita per Thiago Silva oppure quando acquisirono Nagatomo solamente dopo lo scarto da parte della nostra dirigenza, fino all’indimenticabile frase di Moratti “Ronaldinho, dove va dipende solo da noi”. Ora vogliono provarci anche con Kakà, solo per pareggiare il presunto torto Ibrahimovic, senza capire che mentre lo svedese in italia ha ancora molto da dare, il brasiliano è, di fatto, un giocatore finito.

LA COERENZA, QUESTA SCONOSCIUTA – Si nasconde quindi il fallimento stagionale citando il numero dei trofei, tre e reputando la stagione comunque sufficiente. Pazienza se due di questi erano conquistati già da tempo ed erano trofei conquistati con una e due partite. Pazienza se l’allenatore che questi due trofei li ha conquistati fu cacciato in malo modo. L’importante è il numero algebrico, male che vada l’anno prossimo si conteranno anche i Tim e i Birra Moretti. Ci fa capire sempre come li abbiamo ridotti male negli anni precedenti il 2006 e quindi come di questo ciclo ormai giunto al termine vogliano continuare a far finta di non vedere la fine, esponendo persino bandiere per la vittoria della coppa Italia come una Lazio qualunque. Appunto, seconde squadre cittadine.

RESTAURAZIONE? – Ecco quindi che insieme a noi a fare mercato vero pare essere la Juventus, che può contare sul solito aumento di capitale della famiglia Agnelli. Difficile che possano fallire per il terzo anno consecutivo la campagna così come è però difficile che raggiungano il livello degli attuali campioni d’Italia. Ma avranno il grosso vantaggio di non disputare le coppe Europee, ecco perché, se quelli là continuano a cullarsi nella loro realtà virtuale, la restaurazione del duello scudetto Rosso-bianco-nero potrebbe finalmente essere completata.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.