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Il trio delle meraviglie

E l’altro Milan scese finalmente in campo. Un Milan che come da me teorizzato durante la stagione era necessario che venisse fuori. E’ venuto fuori anche e soprattutto per l’esperimento fallimentare di Allegri a Palermo di un Pato alla Ibra di fianco a Cassano. E così ecco finalmente in campo Boateng, Pato e Robinho. Boateng trequartista dietro le due punte larghe. E il risultato è la miglior partita della stagione contro quell’Inter che si manifestava più forte di tutti ma che lo è stata, almeno quest anno, solo a parole, cullandosi sul sogno della tripletta ottenuta la scorsa stagione, pensando che quelli fossero i livelli standard della squadra e non una stagione da miracolata. E proprio i due giocatori, che io avevo consigliato, in questa estate di cedere per far cassa, Milito e Maicon, sembrano i cugini scarsi di quelli della scorsa stagione.

E’ inutile nascondersi, il derby ha certificato quale delle due milanesi può attualmente vantare la rosa più forte d’Italia, e non sono i piangina. Dai titolari, alle riserve, persino ai giovani (Obi e Natalino contro Strasser e Merkel) possiamo vantare un potenziale superiore. Questo è stato anche aiutato dalla presunzione di Leonardo di giocare con quattro punte. Errore colossale. Se al Milan concedi spazi diventa una squadra devastante, e questo non da quest anno ma da un bel pezzo. Leonardo si è però rifiutato di fare una ordinata partita difensiva, da provinciale, peccando di presunzione. Si può ancora fare i finti umili, ma la realtà è che con giocatori così, in particolare su tutti, la crescita di Abate, attualmente il terzino migliore del campionato italiano, il titolo non può e non deve sfuggire. E considerato che siamo inseguiti da due squadre che vantano 7 sconfitte in stagione, qualora non conquisteremo il 18° titolo, possiamo tranquillamente dire che saremo noi a perderlo.

Capitolo Allegri, i numeri sono dalla sua. Più punti fatti e meno gol subiti rispetto a Mourinho dello scorso anno, a parità di partite giocate. Ma la sostanziale differenza, rispetto allo scorso anno, sono i due derby vinti che non possono che confermare quanto già detto in precedenza. Questa squadra, grazie agli investimenti estivi (Robinho, Ibra, Boateng), agli acquisti programmati negli anni di transizione (Thiago Silva, Pato) e ai giovani tornati a casa (Abate) insieme al gruppo storico di vecchi, ancora tra i top player (Gattuso, Pirlo, Ambrosini) è finalmente tornata competitiva ad alti livelli. E se l’eliminazione in Champions è avvenuta a causa di una ecatombe di infortuni, nel campionato, dove conta la media e non il picco di forma in un particolare momento di stagione. E ci si chiede, appunto, perché questa cattiveria e questa rosa non si sia mostrata tale contro Bari, Cesena, Lecce e Palermo, dove non puoi trovare le motivazioni di un derby che, per spirito di rivalsa verso Leonardo, si è preparato di fatto da solo. Gli scontri diretti per noi si stanno rivelando decisivi, invece di essere un plus. L’anno scorso l’Inter li perse con la Roma, ma vinse lo stesso perdendo solamente 8 punti con le squadre della “metà bassa”. E ripeto, perdere punti con le piccole, non può essere considerato colpa della rosa. Bisogna sapersi innovare tatticamente, cosa che siamo stati capaci di fare forzati solo dalla squalifica Ibrahimovic. Che tornerà a Firenze, in diffida. Guai quindi a incentrarsi ancora sullo schema “palla allo svedese”

Capitolo Leonardo, la maschera è caduta. Lo schema 4-2 fantasia è efficace quando l’avversario è tecnicamente inferiore. Di fatto Leonardo ha vinto solo con una Roma in crisi, che stava comunque rimontando tre gol in 10 vs 11, e contro un Bayern che dopo un primo tempo che poteva tranquillamente finire 6-1 ha regalato la partita. E’ stato più difficile vincere il derby con Ibrahimovic e con Benitez in panchina. E proprio lo spagnolo, dimostra ulteriormente di pagare colpe non sue. Per Leonardo infatti questa è la terza sconfitta. Benitez nelle prime 12 gare di campionato ne aveva perse solo due, e aveva incassato solamente 7 gol, tenendo comunque in un momento difficile una grande solidità difensiva. Certo, non aveva l’empatia dello spogliatoio, ma sicuramente non avrebbe regalato un derby con quella formazione.

Chiusura su Seedorf. Il derby è stata forse la sua ultima grande partita. Ma non per questo gli va rinnovato il contratto. Il problema di Seedorf è appunto giocare una di queste partite ogni mese/due. Per quanto mi riguarda, la sua carriera al Milan potrebbe e dovrebbe finire con questo derby. Mi piacerebbe vederlo dietro una scrivania, magari proprio quella del traditore. Oppure, perché no, in panchina.

Ah, una piccola precisazione a Josè Mourinho. La seconda squadra nella storia del calcio per numero di titoli europei, è il Real Madrid. Noi siamo la prima. Diciotto a quindici.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.