Ebbene si, abbiamo un possibile fenomeno in squadra, così come lo erano De Sciglio ed El Shaarawy.
Come lo sono Mauri e Calabria. O come lo saranno i futuri Maldini e Vassallo, attuali giocatori della primavera rossonera.
Perché le tappe sono fatte apposta nella vita per crescere senza avere fretta di diventare grandi e nel nostro caso per “grandi” non si intende solo all’anagrafe ma anche come giocatore.
Uno di quelli che appena entra in campo la gente dice “Eccolo!”. O una bandiera rossonera, di quelle che ti ricordi per secoli perché ha sempre e solo indossato la tua maglia onorandola e vincendo insieme.

Troppo presto per Gigio.
Ha esordito alla grande contro un Sassuolo non di certo in giornata positiva… Eppure abbiamo subito gol lo stesso, su punizione e dal sempreverde Berardi che a noi potrebbe anche segnare senza un qualsiasi arto.
Un errore alla prima a San Siro che si deve perdonare ad un ragazzino appena sedicenne che debutta contro tutti e contro tutto visti i pareri negativi dei giorni precedenti.
Giusto, a questo punto, riconfermarlo contro il Chievo per non dare l’idea che quell’errore sia stato importante per le sorti del ragazzo, ma anche contro il Chievo nonostante le pochissime volte impegnato, qualche errorruccio c’è stato.
Che sia un predestinato, lo sappiamo tutti. Che non debba essere gettato nella mischia così presto e così a caso, penso sia chiaro al medesimo modo.
Troppo presto anche per un predestinato che rischia di essere bruciato nel giro di una settimana per via di episodi, o per via di una squadra ancora troppo debole per avere un portiere così giovane e da proteggere.
Perché poi è tutta la squadra che deve proteggere Gigio in campo, non serve solo il carisma o la voglia e la prontezza del ragazzo a far sì che non venga sbranato dalla tana dei leoni (San Siro), occorre una squadra davanti.
Squadra che attualmente non c’è.

Dobbiamo crescere, sia a livello di gioco sia a livello di mentalità con cui scendiamo in campo e la partita contro il Chievo non deve essere un exploit come successo negli ultimi anni ma deve essere routine.
E non parlo a livello prettamente “estetico”, ovvero non parlo a livello di gioco e di bellezza nel vederci ma di grinta, palle, cuore e carattere messo in campo dopo un primo tempo mollo.
Quando si riuscirà a raggiungere un fiotto di partite positive, una mentalità da guerrieri e da leoni.. Quando riusciremo a dimostrare di poter vincere 3/4 partite con il risultato di 1-0 (che non è così schifoso, ma che dimostra solidità difensiva e mentale prima che di squadra), insomma quando riusciremo ad avere i titolari, ad avere tutta la rosa ed ad impostare gioco con valide alternative in panchina, a quel punto possiamo permetterci di inserire Donnarumma.
E’ lì che ci possiamo permettere di mettere giovani titolari, in un meccanismo collaudato, che funziona e che può giovare ai giovani stessi.
Ora è troppo presto ed il rischio di bruciarli in zero-due è troppo alto.

Inoltre la questione Diego Lopez mi sta a cuore: un portiere che è venuto qui in punta di piedi, definito “finito”, “buonannulla” e “merda” (senza dimenticare i vari giornalisti che scrissero cose orribili solo per il gusto di rinfacciare l’acquisto a Galliani) che non merita questa fine.
Una panchina che con tutte le volte che ci ha salvato il culo non merita assolutamente!
E’ uno dei pochi che in quello spogliatoio ha veramente le palle, che lotta e che cerca in tutti i modi di tirare la carretta rossonera da ben 1 anno e mezzo e vederlo in panchina mi piange il cuore.
Si, di errori ne ha fatti, ma li fanno tutti.
Li fa Buffon, li fa Handanovic così come Casillas e Neuer eppure non vengono messi minimamente in discussione. Mai.
Diego Lopez in qualunque squadra sarebbe titolare perché offre una sicurezza aggiuntiva ai compagni fornita dall’esperienza e dal calibro di giocatore che è sempre stato, in grado di rubare il posto perfino ad un grande come Casillas.
Da noi invece viene relegato in panchina (dopo che gli si è promesso di metterlo titolare in campionato e non in Coppa Italia, come si fa di solito) per due errori, come se la colpa fosse solo sua o come se il problema del Milan fosse proprio Diego.
Ci vuole più rispetto. Più rispetto verso l’uomo grande che è, verso il giocatore che è perché tutti si ricordano i due errorucci di questo campionato ma in pochi si ricordano quante volte ci ha salvato il deretano (e non solo l’anno scorso, ma anche in tante partite quest’anno che rischiavano di farci diventare lo zimbello della situazione con mille gol a passivo).
Ma come al solito ci si ricorda di ciò che fa comodo ricordare… Ed è riferito a tifosi, giornalisti da quattro soldi e società.
#DiegoEsMiPortero. Ieri, oggi e domani.

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen