È il  21 ottobre 2009 e siamo a Madrid, in casa Real, per la terza giornata della fase a gironi di Champions League. Il Milan che arriva al Bernabeu è in cerca d’ identità: è la stagione di Leonardo allenatore, in campionato non sta andando benissimo (nell’ ultima  gara è arrivata però una confortante vittoria sulla Roma in rimonta) e nelle due partite precedenti in Champions League abbiamo raccolto 3 punti (vittoria a Marsiglia e sconfitta in casa contro gli svizzeri del Zurigo). Il Real, invece, è a punteggio pieno. Questo è il Real che in estate è stato protagonista assoluto del calciomercato: infatti, a disposizione dell’ ingegnere Pellegrini sono arrivati Kaka’, Benzema e Ronaldo.

Stasera il portoghese non c’è causa infortunio, ma è presente il grande ex brasiliano. Il match inizia male per i rossoneri: prima Zambrotta in scivota stende in area Benzema ma l’ arbitro lo grazia, poi Dida va nel panico. Granero tira centralmente e il portiere para agevolmente. I difensori sono sicuri dell’ intervento del compagno, soprattutto Nesta che si gira verso i compagni e comincia dar loro indicazioni. Ma Alessandro si volta fulmineamente di nuovo verso la porta perché sente il boato del pubblico e vede Raul esultare: Dida, nel parare il tiro di Granero, si fa rimbalzare il pallone sul ginocchio, lo perde e, come un falco, lo spagnolo ne approfitta per portare i suoi avanti.

Il resto del primo tempo non regala altre emozioni: il Milan riesce a controllare rischiando pochissimo e creando meno ancora.

Nella ripresa Leonardo, che era partito col tridente Pato-Inzaghi-Ronaldinho (non era ancora tempo del 4-2-fantasia) toglie Inzaghi e inserisce Borriello che con la sua fisicità ha il merito di aprire spazi.

Pirlo, intanto, prende palla e fa partire un diagonale dai 39 metri: il tiro è angolato e abbastanza forte ma Casillas ci mette del suo poiché valuta la conclusione coi riflessi di un Peter Griffin ubriaco. Pareggio.

Passano 4 minuti e l’ impagabile Ambrosini lancia Pato in profondità: Casillas scanna l’ uscita prendendo solo aria, Pato agilmente lo evita e appoggia in rete la palla del vantaggio.

La reazione del Real è confusionaria: Nesta guida la difesa con la solita autorità da lìder maximo ma gli spagnoli riescono lo stesso a pervenire al pareggio. Da un corner la palla viene raccolta al limite dell’ area da Drenthe che tira, Dida si tuffa che neanche il bradipo Sid dell’ era glaciale e partita nuovamente in parità: 2-2.

A quattro dalla fine da un angolo per noi scaturisce un autogol di mano di Sergio Ramos che De Bleckere annulla per fallo inesistente di Thiago Silva.

Ma neanche il tempo di protestare che sale in cattedra Seedorf che, nella ripartenza successiva, serve un cioccolatino (cit. Caressa) a Pato che, in area defilato sulla destra, colpisce al volo e batte di nuovo Casillas per il definitivo 3-2.

Leonardo diventa così il primo allenatore del Milan a vincere al Bernabeu (non c’ erano riusciti neanche Sacchi e Ancelotti, non ci riuscirà il geniale Allegri) e creerà un Milan sbilanciato ma simpatico che in inverno riuscirà a contendere lo scudetto all’ Inter del triplete, cedendo parzialmente in primavera ma qualificandosi alla Champions League.

Ma l’ aspetto più importante di quel Milan è che a fianco di Nesta sta studiando da difensore Thiago Silva che diverrà con Ibra il punto di forza del Milan nella stagione seguente.

Real Madrid: Casillas, Sergio Ramos, Pepe, Albiol, Marcelo, L. Diarra, Xabi Alonso, Kaka’, Granero (dal 22′ st Drenthe), Raul, Benzema.

All. Pellegrini

Milan: Dida, Oddo, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta, Ambrosini, Pirlo, Seedorf, Pato, F. Inzaghi (dal 15′ st Borriello), Ronaldinho (dal 46′ st Flamini).

All. Leonardo

Arbitro: De Bleckere (Belgio)

Reti: Raul al 19′ pt, Pirlo al 17′, Pato al 21′, Drenthe al 31′, Pato al 43′ st.

Posted by AL diavolo

Milanista dal 1999 causa padre e scudetto di Zaccheroni. Dotato di elefantesca memoria, nostalgico degli anni che furono ma che spera vivamente di rivivere. Anche se uno come Nesta non nascerà più.