“Voglio una squadra che gioca sempre per vincere, i nostri avversari devono tornare ad avere paura del Milan. Voglio dare coraggio e grinta ai ragazzi che ho già sentito e mi hanno dato tutti una grande disponibilità. Quella con il Milan sarà una bella esperienza e una bella sfida perché sarà stimolante far cambiare idea agli scettici.”

Inizia così l’era Mihajlovic al Milan, con una frase banale ma pur sempre vera.
Un serbo, dal cuore interista che sederà sulla nostra panchina presumibilmente due anni.
Un interista dentro, che da giovane si sarebbe rifiutato di allenare quel Milan tanto odiato, quei colori così nemici.
Purtroppo, o per fortuna, nella vita si cresce e si distinguono i nemici dalle opportunità lavorative (remunerative o meno) ed è quello che ha fatto il saggio Sinisa, attratto da un progetto di rinascita, da un possibile mercato e da una voglia di riportare in alto dei colori che tempo fa avrebbe sognato solo di battere.
Insomma, siamo qui a scrivere un’altra nuova storia di una nuova era, di un nuovo ennesimo inizio.
Un inizio che probabilmente con il sì di Carletto sarebbe stato diverso, almeno per quello che mi riguarda.

Miha (come è chiamato dai giornalisti e da noi tifosi) non è mai stata la mia prima scelta quando si parlava di futuro allenatore: ovviamente la mia prima scelta era e resta Carletto, uno dei pochi per cui spenderei l’anima a riaverlo.
La seconda scelta era Donadoni: sono sempre stata un Team Donadoni dalla Nazionale, l’ho sempre reputato bravo, intelligente e soprattutto uomo dentro.
Non a caso è un ex milanista.
E mi sarebbe piaciuto vederlo all’opera in questo momento del Milan, con qualche innesto e tanta pazienza: è uno dei pochi tecnici attuali italiani (tolto Ancelotti sia chiaro) per cui stravedo.
Da sempre, e non da ieri. E la vicenda Cassano e la vicenda Parma mi ha solo confermato che uomo è, che allenatore è e che dispiacere provo a non averlo!

Comunque, bando alle ciance e ai sogni mai realizzati: inizia l’era Sinisa e avrà il mio supporto nonostante tutto.
Nonostante il cuore, nonostante la squadra per cui tifa, nonostante il passato.
Spero sappia farsi rispettare da questa branca di incompetenti (e non parlo solo di società in generale ma soprattutto dai giocatori), che li sappia mettere in riga e che gli faccia sputare sangue, quello che hanno tenuto da parte in tutti questi anni di leggera merda.
Il carattere non gli manca di certo e a noi serviva un sergente di ferro a comandare questi indegni così come spero che faccia una bella piazza pulita per quanto riguarda alcuni elementi presenti a Milanello.

Ora sotto con il mercato, quello vero, quello che piace a Sinica (e già c’è Bertolacci, magari anche Bacca…).
Quello in cui non ci risparmiamo per riprendere Campioni, come Ibra, che ti cambiano la squadra.
Un mercato degno del nome Milan e che aiuti Sinisa a tornare in Champions: grinta, giocatori, voglia e sudore.
Lavoro quotidiano, allenamenti e polmone in partita e chi non vuole stare a queste regole la porta la conosce.
Ripartiamo da quei valori base che abbiamo sempre avuto anche se in panchina ci sarà un interista questa volta.
Addio alla storiella del ‘Milan ai Milanisti’ e prendiamoci una rivincita sul campo e sul mercato perché di derisioni ne abbiamo subite fin troppe. Anche sul mercato attuale.
#ForzaMilan

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen