Soccer: Serie A; Milan-SassuoloFinisce così, tra sorrisi e lacrime, tra gioia e dolore, anche questa stagione. Il Milan, e tutti noi, sospesi nel mezzo, perché in fondo non avremmo fatto salti di gioia in caso di sesto posto, ma nemmeno ci siamo strappati i capelli per essere rimasti fuori dall’Europa che non conta.

Va bene così, dopo tutto, perché di iniziare la preparazione nettamente in anticipo, di fare due turni preliminari contro squadre impronunciabili e di giocare il giovedì in posti remoti del mondo ne facciamo volentieri a meno. Bisogna ricostruire, ripartire dal principio, e per farlo è decisamente meglio poter lavorare per una settimana intera prima di ogni partita. Il patto, non scritto, è che chi deve ritorni ad occuparsi di Milan in modo degno, senza scaricare colpe e responsabilità su altri, ma tornando a metterci la faccia dopo anni di assenteismo ingiustificato. Il pericolo, come sappiamo, è che l’esonero di Seedorf sia l’ultimo errore di una lunga serie di decisioni apparentemente senza senso, almeno per noi che osserviamo le vicende dall’esterno. Il campo ha detto che merita quel posto e, per quello che si è visto, sarebbe una follia togliere dalla panchina uno che in pochi mesi ha fatto molte più cose di tanti altri in diversi anni. Bisognerà aspettare la fine del mese, a quanto dicono, per capire quale sarà il nostro destino il prossimo anno. La cosa fondamentale è che si ritorni a pensare al bene del Milan, dopo tanto, troppo tempo in cui non si è fatto altro che dar seguito alle proprie convinzioni, anche con conseguenze amare.

Da chi ripartire? Dalla scelta dell’allenatore dipenderà tutto il resto, visto che fino a prova contraria è l’allenatore che detta la linea per il mercato in base alle sue idee. Di certo non si potrà fare a meno delle poche certezze che questa stagione ci ha lasciato, a partire da Rami e Taarabt, e entrambi in prestito e da riscattare assolutamente visto quello che hanno dato alla squadra in questo campionato travagliatissimo. È giusto provare a limare il prezzo, ma sarebbe assurdo perdere anche loro, come se non bastassero già le sofferenze che abbiamo. Poi si dovrà puntare su El Shaarawy, finalmente di nuovo in campo, su De Sciglio e su Poli, giovani italiani che meritano più chance di quante ne abbiano avute quest’anno. Discorso a parte meritano i veterani De Jong, Montolivo, Kakà e altri: loro sono una base, su cui costruire qualcosa di buono, su cui contare per far capire a tutti i ragazzini più giovani ciò che ci si aspetta da un giocatore del Milan. E Balotelli? Mario è sempre un discorso a sé, perché solo pronunciare il suo nome provoca pareri opposti. Per me, se supportato da una squadra seria e forte, può assolutamente rappresentare un arma vincente; io sto dalla sua parte, senza dubbio, perché deve ancora dimostrare al 100% ciò che vale, e perché nonostante le difficoltà di quest’anno, è riuscito a crescere e a migliorarsi partita dopo partita.

Il tutto, come sempre, sarà deciso da chi staziona ai piani alti, sperando che il vento cambi, una volta per tutte, visto che siamo scesi già abbastanza in basso. Per il momento distraiamoci con i mondiali, con altri problemi, diversi da quelli che ci assillano durante tutto l’anno. Arrivederci Milan, spero di ritrovarti cambiato a Settembre, ma non troppo.

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.